Questo articolo era stato pubblicato inizialmente l’01/02/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera,
dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per
mantenerlo a disposizione per la consultazione.
Siete
appassionati di Ruzzle, il gioco per iOS e Android che consiste nel
comporre il maggior numero possibile di parole unendo le sedici lettere
mostrate sullo schermo, confrontandosi con gli amici via Internet? Non
siete i soli: Ruzzle dichiara di avere 18 milioni di giocatori.
Il
gioco di base è gratuito; Ruzzle guadagna vendendo la versione a
pagamento, che permette ai giocatori di avere accesso alle statistiche
delle disfide e di allenarsi senza essere collegati a Internet o ad
altri giocatori.
C’è chi lo considera un buon esercizio
per la mente, e c’è anche chi si sorprende e si sente a disagio perché
viene battuto sistematicamente dagli avversari. Non è detto che sia
questione di superiorità linguistica degli altri giocatori: infatti
esistono dei siti e dei programmi per barare a Ruzzle.
Si
chiamano cheater o solver e funzionano in modo molto semplice: si
digitano nella griglia di caselle del sito le lettere presenti nello
schema di Ruzzle e si clicca sul pulsante di avvio. In pochi secondi il
cheater restituisce l’elenco delle parole presenti nello schema e al
giocatore non resta che digitarle sul proprio smartphone o tablet. Ci
sono anche delle app per barare senza computer accanto.
Per
sapere se qualcuno sta barando a Ruzzle ci sono due tecniche
fondamentali ma per nulla informatiche: chiedergli che cosa vuol dire la
parola complicatissima che ha trovato e giocare faccia a faccia invece
che via Internet.