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Le grandi domande dell’informatica: perché James Bond usa un Nokia?

Sta uscendo finalmente nelle sale No Time to Die, il più recente film
della serie dedicata al celeberrimo agente segreto britannico inventato da Ian
Fleming. La pandemia ne ha ritardato l’uscita, per cui è comprensibile che
alcuni degli oggetti usati o indossati da James Bond ormai non siano più
l’ultimissimo modello.

Ma può sembrare davvero strano che lo 007 famoso per le sue ipertecnologie
sfoderi, in No Time to Die, dei telefonini Nokia. Specificamente il
3310, il
7.2
(perlomeno nel trailer originale) e l’8.3 5G, che sono usciti rispettivamente vent’anni fa (a meno che
si tratti della riedizione del 2017), a fine 2019 e a ottobre 2020. Oltretutto
Nokia oggi è un produttore quasi di nicchia (0,7% del mercato). Come mai
questa scelta così particolare?

Ovviamente c’è di mezzo un contratto di sponsorizzazione, e in proposito c’è
un dettaglio curioso da sapere: Apple non consente che i propri smartphone
vengano usati dai cattivi nei film e nei telefilm (come segnalato dal regista
Rian Johnson in
questo video a
3:00). Per cui la prossima volta che guardate un giallo, per esempio, sapete
con certezza che se un personaggio ha in mano uno smartphone di Apple non può
essere un cattivo sotto mentite spoglie.

Detto questo, e tenendo presente che i film di 007 sono delle opere di fantasia
che non hanno quasi nessun legame con la realtà dello spionaggio, vale la pena
di chiedersi se ha senso per un personaggio come James Bond avere uno smartphone
o un telefonino “vecchio stile” come un Nokia 3310.

Lo ha fatto
Wired.com, e la risposta è che nessuno smartphone sarebbe una buona scelta, mentre un
telefonino semplice sarebbe già più accettabile. Ma la vera sicurezza sarebbe
non avere addosso nessun dispositivo elettronico.

Anche gli smartphone più recenti, infatti, hanno vulnerabilità come
Pegasus
che possono copiare messaggi, registrare chiamate e accedere alla telecamera,
e per natura sono difficili da blindare completamente: sarebbe necessario
evitare il WiFi, collegarsi fisicamente con un cavo Ethernet, installare un
password manager e un adblocker, bloccare tutti i cookie,
disabilitare Javascript, il tracciamento e il fingerprinting, non usare
la mail, eccetera,
secondo Edward Snowden. Conviene decisamente un telefonino “normale”, che già in partenza non ha
nulla di tutto questo.

Secondo gli esperti consultati da Wired, se si è a rischio di sorveglianza
elettronica da parte di malintenzionati molto esperti la soluzione migliore
(dopo il non avere dispositivi) è uno smartphone Android appositamente
modificato, sul quale è installato un sistema operativo ad alta sicurezza come
GrapheneOS (che non manda dati a Google,
tanto per cominciare) e nel quale sono stati fisicamente rimossi il microfono
interno (si usa una cuffia, da collegare solo quando serve) e i sensori.
Questo genere di servizio viene fornito, a caro prezzo, da aziende come
NitroKey,
Purism e
Blackphone.

Ovviamente significa che bisogna fidarsi di queste aziende e sperare che fra i
loro dipendenti non ci sia un agente della SPECTRE.

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