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Antivirus Microsoft era sfruttabile per installare virus: aggiornatelo

Antivirus Microsoft era sfruttabile per installare virus: aggiornatelo

Ironie dell’informatica: Windows Defender, il prodotto anti-malware di Microsoft integrato nelle versioni recenti di Windows, è risultato sfruttabile per infettare un computer semplicemente mandandogli una mail o un messaggio che venga esaminato da Defender. Sui sistemi non aggiornati all’ultima versione l’attacco ha successo senza alcun intervento dell’utente.

Niente panico: dopo l’annuncio pubblico della scoperta della falla sabato scorso da parte di Tavis Ormandy (Google Project Zero), Microsoft è corsa subito ai ripari e la falla è stata turata martedì scorso a tempo di record.

Se vi interessano i dettagli tecnici, segnalo questo articolo di Ars Technica e l’avviso di Microsoft; se volete verificare se avete l’aggiornamento che risolve questa magagna decisamente grave, in Windows 10 andate a Start – Impostazioni – Aggiornamento e sicurezza – Windows Defender e controllate che alla voce Versione motore ci sia un numero non minore di 1.1.13704.0. Se non l’avete, aggiornatevi usando le consuete procedure di Windows.

Addio, Windows Vista

Addio, Windows Vista

Credit: Wikipedia.

Il 12 aprile scorso Microsoft ha rilasciato gli ultimi aggiornamenti pubblici di sicurezza per Windows Vista. Ultimi nel senso che dopo questi non ce ne saranno più, e chi continua a usarlo su computer esposti a Internet sarà senza protezione contro le falle che verranno scoperte in futuro.

Per dirla come va detta: se state ancora usando Windows Vista su un computer interconnesso, state cercando guai. Vista fu messo a disposizione del pubblico il 30 gennaio 2007, dieci anni fa: una vita, ai ritmi dell’informatica.

Già all’epoca ci furono parecchie lamentele dei consumatori, soprattutto al debutto, per i driver che non funzionavano, i sistemi “antipirateria” integrati e la compatibilità software traballante, peggiore di quella di Windows XP, tanto che molti utenti rimasero appunto a XP invece di aggiornarsi. Paradossalmente, alcuni di questi problemi furono causati dallo sforzo di Microsoft di aumentare la sicurezza online del proprio sistema operativo, che all’epoca era sotto attacco costante.

Le cose migliorarono col passare del tempo e le novità di sicurezza (lo UAC o User Account Control, per esempio) introdotte con Vista gettarono le basi per il successo di Windows 7, messo in vendita nel 2009 e ancora installato nostalgicamente su molti computer di oggi.

Nel frattempo, e anzi contemporaneamente, Microsoft ha rilasciato l’aggiornamento Creators Update di Windows 10, ricco di novità importanti in primo piano e dietro le quinte (anche nella gestione della privacy, fonte di molte critiche).

Le recensioni di Windows 10 sono generalmente positive, e in particolare in questa versione del sistema operativo c’è un segno dei tempi che sarebbe sembrato impossibile ai tempi di Windows Vista: la possibilità di usare la shell bash di Linux sotto Windows, che consente di dare comandi nello stile potente ed ermetico di Linux senza dover installare nulla. Cose che forse non appassioneranno l’utente Windows medio, ma che mandano in solluchero chi usa l’informatica per lavoro.

Ultimo giorno per aggiornarsi a Windows 10 gratis: che fare?

Ultimo giorno per aggiornarsi a Windows 10 gratis: che fare?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/08/01 21:30.

Oggi, 29 luglio, è ufficialmente l’ultimo giorno disponibile per passare gratuitamente a Windows 10 per chi ha un computer dotato di una versione di Windows precedente. Da domani, salvo novità dell’ultim’ora o acrobazie discutibili, aggiornarsi a Windows 10 costerà circa 100 euro (o franchi svizzeri) per la versione Home e qualcosa in più per la versione Pro. La versione Enterprise, quella che le aziende dovrebbero in teoria usare, non ha nessun aggiornamento gratuito temporaneo, ma i contratti Microsoft aziendali di norma includono sempre il passaggio alla versione successiva dei prodotti Microsoft.

Conviene passare a Windows 10? Di solito sì: chi lo fa beneficia degli aggiornamenti di sicurezza, che le versioni precedenti non hanno più o non avranno per molto tempo ancora, e ci sono molte funzioni nuove e pratiche (per esempio i desktop multipli, la riga di comando e migliori prestazioni nei giochi; per non parlare dell’imminente arrivo di bash).

Aggiornarsi in teoria è semplice: si fa un backup dei propri dati, si accetta l’insistentissimo invito a passare a Windows 10 che compare periodicamente sullo schermo, e poi si lascia che il computer lavori per un po’. Il programma d’installazione verifica la compatibilità del computer prima di procedere, per cui in teoria non c’è da temere che l’aggiornamento vada storto.

In effetti moltissimi utenti mi hanno segnalato installazioni effettuate senza alcun problema, per cui ho provato anch’io ad aggiornare un laptop (Acer Aspire E1-510) sul quale avevo Windows 7 per fare informatica forense. Ho accettato l’invito e Windows mi ha detto “Sfortunatamente questo PC non consente l’esecuzione di Windows 10”, nonostante Acer lo dichiari compatibile.

Ho provato a cliccare su “Visualizza report” per avere informazioni sul motivo del rifiuto a installarsi, e ho ottenuto questa risposta classicamente contraddittoria: “Sei pronto! Il tuo PC potrà eseguire Windows 10”.

Gli anni passano, ma certe cose in informatica non cambiano mai.

Vista la schizofrenia di Windows, ho deciso di risolvere a modo mio: ho scaricato Linux (Ubuntu) e l’ho installato su una chiavetta USB, dalla quale ho avviato il laptop. Linux è partito al primo colpo, senza alterare il Windows preesistente, e ha riconosciuto tutti i componenti, mettendomi subito a disposizione mail (Thunderbird), browser (Firefox) e LibreOffice. Così ho accettato il suo invito a installarsi sul disco rigido in dual-boot. Problema risolto.





Fonte aggiuntiva: The Register.

Windows 10 a un mese dal debutto

Windows 10 a un mese dal debutto

Un mese dopo la messa in circolazione per il grande pubblico, Windows 10 ha conquistato il 5% del mercato desktop. Magari non sembra un gran risultato, ma in realtà è un record, perché Windows 7 ci aveva messo il doppio a raggiungere lo stesso traguardo e Windows 8 ci aveva messo ben sei mesi.

Ci sono quindi in questo momento circa 75 milioni di utenti di Windows 10, secondo i dati pubblicati da Microsoft.

C’è naturalmente da considerare che questa nuova versione di Windows beneficia di un costo d’installazione nullo e della possibilità di scaricarlo, mentre in passato c’era da pagare una licenza e bisognava procurarsi un supporto fisico d’installazione, per cui molti utenti passavano a una nuova versione di Windows soltanto quando cambiavano computer e se la trovavano preinstallata. Questa formula innovativa vale per tutti gli utenti Windows 7 e 8 fino a fine luglio 2016; le aziende che hanno contratti di tipo Software Assurance con Microsoft hanno sempre a disposizione gratuitamente la versione più recente del sistema operativo. Chi è rimasto fermo a Windows XP non ha diritto a Windows 10 gratuito.

Resta da risolvere la questione della presunta fame eccessiva di dati personali da parte di Windows 10, che ha visto prese di posizione piuttosto nette da parte delle autorità di protezione dei dati di alcuni paesi, come la Svizzera. Le perplessità riguardano principalmente Cortana, l’assistente vocale di Windows 10, che accede alla webcam, al microfono, ai contatti e all’agenda per dare risultati più personalizzati. Windows 10 inoltre raccoglie quello che viene digitato dall’utente e le sue posizioni attuali e passate, usa un identificativo personale per il tracciamento pubblicitario e colleziona la cronologia di navigazione. Tutto disattivabile, ma è proprio questo il problema: se l’utente non provvede alla disattivazione, questa raccolta di dati è attiva automaticamente invece di essere una scelta volontaria dell’utente.

Se volete saperne di più, ci sono in Rete molte guide (Guidami.info, Fastweb, Navigaweb in italiano; NetworkWorld, The Register in inglese) che spiegano come impostare Windows 10 in modo che sia meno incline a farsi i fatti nostri.

Aiuto, Windows 10 si installa a forza sul computer!

Aiuto, Windows 10 si installa a forza sul computer!

Vedo molte segnalazioni di utenti Windows 7 e 8.1 che dicono di essersi trovati obbligati da Microsoft a installare Windows 10: in sostanza, segnalano che cliccare sulla X nella finestra di invito ad aggiornarsi (per ora, e fino a luglio, gratuitamente) a Windows 10 non rifiuta l’aggiornamento, come sarebbe normale, ma lo consente. Altri utenti segnalano che la X che consente di chiudere la finestra stessa è scomparsa e ora hanno soltanto la possibilità di scegliere quando installare Windows 10, ma non di rifiutarsi di farlo.

Ci sono ottime ragioni per non volere Windows 10: applicazioni o componenti incompatibili, per esempio (addirittura Samsung lo ha sconsigliato, ma poi ha cambiato idea). Anche chi vuole migrare a Windows 10 magari vuole avere la libertà di scegliere quando farlo e non trovarsi con il computer bloccato da un aggiornamento nel momento meno opportuno. Che fare?

Alcuni esperti consigliano di installare Never 10 di Steve Gibson, che disabilita reversibilmente l’aggiornamento automatico a Windows 10. Un’altra soluzione è non accettare la licenza (EULA) di Windows 10. In alternativa si può fare entro 31 giorni un rollback andando nelle impostazioni, scegliendo la sezione degli aggiornamenti e chiedendo di ripristinare e di disinstallare Windows 10.

Esistono anche altri metodi, ma richiedono interventi piuttosto delicati che non sono alla portata di tutti gli utenti. Una cosa da non fare, invece, è disabilitare gli aggiornamenti di Windows 7 e 8.1: è vero che questo blocca l’aggiornamento a Windows 10, ma blocca anche gli aggiornamenti di sicurezza e lascia il computer vulnerabile agli attacchi.

Sta per scadere il periodo di aggiornamento gratuito a Windows 10

Sta per scadere il periodo di aggiornamento gratuito a Windows 10

Microsoft ha annunciato che terminerà il 29 luglio prossimo il periodo, durato esattamente un anno, nel quale gli utenti di Windows 7 e 8 possono aggiornarsi gratuitamente a Windows 10.

Dopo quella data l’aggiornamento a Windows 10 sarà a pagamento: negli Stati Uniti la versione Home di Windows 10 costerà circa 119 dollari; si presume che negli altri paesi il prezzo sarà grosso modo simile e che la versione Pro costerà circa 199 dollari (il suo prezzo attuale). Chi compra un dispositivo Windows nuovo troverà Windows 10 preinstallato gratuitamente.

L’offerta di aggiornamento gratuito e la notevole insistenza con la quale Windows 10 tenta di installarsi sopra i Windows precedenti hanno già spinto al grande passo circa 300 milioni di dispositivi, pari al 15-20% circa del mercato secondo alcune stime. Il calo maggiore è stato subìto da Windows 8 e 8.1, ma anche Windows 7 è stato abbandonato in massa. Secondo l’annuncio di Microsoft, i successivi aggiornamenti di Windows 10, come l’Anniversary Update in arrivo quest’estate, saranno gratuiti.

Windows 10 tenta di installarsi a forza? Errore di Microsoft

Windows 10 tenta di installarsi a forza? Errore di Microsoft

Da qualche giorno numerosi utenti di Windows 7 e 8 segnalano che Windows 10 tenta di installarsi nonostante gli abbiano detto di non farlo.

L’aggiornamento a Windows 10 è gratuito per gli utenti che hanno già una regolare licenza dei Windows precedenti e lo adottano entro l’anno dal debutto (quindi entro luglio 2016), ma in alcuni casi gli utenti non vogliono o non possono passare al nuovo sistema operativo, per esempio perché hanno dispositivi o applicazioni non recenti che non sono gestibili da Windows 10.

In alcuni casi Windows 10 non solo viene scaricato automaticamente ma viene anche incluso in Windows Update come aggiornamento “facoltativo” che è già selezionato e attivato. Chi non si accorge di questa preselezione e preattivazione potrebbe trovarsi Windows 10 installato al posto del Windows precedente, con il rischio di problemi che ne consegue.

Microsoft ha dichiarato che questa situazione è dovuta a un errore: “…l’aggiornamento a Windows 10 può comparire come aggiornamento facoltativo nel pannello di controllo di Windows Update… nell’aggiornamento recente di Windows quest’opzione è stata resa attiva per impostazione predefinita: si è trattato di un errore e stiamo togliendo l’attivazione.”

Considerato che con Windows 10 Microsoft ha abbracciato l’idea che gli aggiornamenti debbano essere installati automaticamente, in modo da obbligare gli utenti a turare le falle di sicurezza man mano che vengono corrette, sarebbe forse auspicabile che certi errori non accadessero.



Fonti: The Register, Ars Technica.

Windows 10, scaricamento imposto e nascosto anche a chi non lo vuole

Windows 10, scaricamento imposto e nascosto anche a chi non lo vuole

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/09/18 17:20.

Avete notato che ultimamente il vostro PC Windows è particolarmente pieno di dati e lo è anche la vostra connessione a Internet? La colpa potrebbe essere di Windows 10. Anche se non state usando Windows 10.

Infatti Microsoft, nell’intento di offrire a tutti gratuitamente la nuova versione del proprio sistema operativo, ha usato Windows Update per scaricare Windows 10 sui computer di tutti gli utenti delle versioni precedenti aggiornabili. Lo scaricamento, con conseguente occupazione di spazio su disco (fino a 6 gigabyte) e rallentamento della connessione, avviene che l’utente lo voglia o no. Tutti gli utenti che hanno attivato gli aggiornamenti automatici di sicurezza della propria versione di Windows, ossia la norma, si ritrovano così un “aggiornamento” che in realtà è un’intera versione nuova del sistema operativo. Una versione che magari non vogliono o non possono usare.

Con le capienze e le velocità di connessione medie di oggi qualche giga da scaricare solitamente non è un problema, ma immaginate la gioia che prova invece chi ha un PC portatile con disco a stato solido da poche decine di gigabyte (per esempio un Surface o altro tablet Windows), una connessione a Internet non veloce (per esempio cellulare, alberghiera o peggio ancora a consumo) oppure ha molti computer che tentano contemporaneamente e ripetutamente di scaricare gigabyte di dati. E se lo scaricamento non va a buon fine a causa dell’eccessivo volume di dati, viene ritentato all’infinito, creando un circolo vizioso.

A molti utenti quest’imposizione sta dando fastidio per il modo in cui viene fatta: Windows 10 viene scaricato in una cartella nascosta, per cui l’utente normalmente non può vedere cosa gli sta occupando spazio, e non c’è un’opzione facile che consenta di dire “No, grazie, non voglio installare o scaricare Windows 10”. Siamogeek ha pubblicato le istruzioni in italiano per bloccare questo scaricamento massiccio: non sono una passeggiata. Nei commenti qui sotto trovate altre varianti delle istruzioni. Buona fortuna.

14 milioni di utenti sono già passati a Windows 10

14 milioni di utenti sono già passati a Windows 10

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/31 16:35.

Stando ai conteggi di Microsoft, sono già 14 milioni gli utenti che hanno installato Windows 10 nelle prime 24 ore di disponibilità del nuovo sistema operativo, che viene reso disponibile in forma scaglionata e gratuita per chi ha già un Windows recente.

La mia mini-recensione di Windows 10 è qui: considerato che Microsoft sta rilasciando moltissimi aggiornamenti per correggere difetti rimasti in Windows 10, confermo il consiglio di aspettare qualche settimana.

A chi sta già installando non mancano i momenti di ilarità: sta facendo sorridere molti un messaggio d’avviso particolarmente enigmatico che si presenta a volte durante l’installazione quando si verifica un problema: la laconica dicitura Something happened, ossia “è successo qualcosa”, che è una nuova sibillina vetta nell’incomunicabilità informatica. Secondo le discussioni in corso su Reddit, il problema si risolve agendo sulle impostazioni di lingua di Windows 10.

Rispondo pubblicamente a una domanda di Lorenzo V., che chiede lumi sulla numerazione delle versioni di Windows, osservando che abbiamo avuto Windows 1, 2, 3, 3.1, 3.11, 3.5 NT, poi NT 4, e fin qui tutto bene; poi è arrivato Windows 2000, che sarebbe la quinta versione, seguito da Windows XP, ossia la sesta; Windows Vista sarebbe la versione numero 7 e quindi Windows 7 sarebbe la versione numero 8.

In realtà Windows adotta una numerazione interna tecnica che è separata dalla denominazione commerciale dei suoi sistemi operativi. I dettagli sono disponibili in questo documento tecnico e in una tabella riassuntiva di Wikipedia, che sintetizzo qui indicando prima il nome commerciale e poi il numero di versione usato internamente.

Windows 10 – NT 10.0

Windows 8.1 – NT 6.3

Windows 8 – NT 6.2

Windows 7 – NT 6.1

Windows Vista – NT 6.0

Windows XP a 64 bit – NT 5.2

Windows XP – 5.1

Windows 2000 – NT 5.0

Windows ME – 4.90

Windows 98, 98 SE – 4.10

Windows NT 4.0 – NT 4.0

Windows 95 – 4.0

Windows NT 3.51 – NT 3.51

Windows NT 3.5 – NT 3.50

Windows per Workgroup – 3.11

Windows 3.1 – 3.10

Windows 3.0 – 3.00

Windows 2.11 – 2.11

Windows 1.04 – 1.04

Windows 1.03 – 1.03

Windows 1.01 – 1.01

Debutta Windows 10, che fare? Per ora, assolutamente nulla

Debutta Windows 10, che fare? Per ora, assolutamente nulla

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “robertotos*” e “gianluca.f*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/07/30 16:55.

Gratis, Menu Start, Cortana, Edge: queste sono le novità essenziali di Windows 10, ufficialmente disponibile per lo scaricamento da oggi. Ma se non siete affamati di novità a tutti i costi e non amate il rischio, oggi fate qualcos’altro. Lasciate che siano gli altri a farsi male per voi.

Non è una cattiveria nei confronti di Microsoft; è una regola di buon senso che vale per qualunque nuova versione di software. Per quanto sia stata collaudata in laboratorio e dagli utenti che l’hanno scaricata in anteprima, il vero banco di prova è l’installazione di massa in condizioni reali, che fa sempre saltar fuori qualche magagna.

Anche Windows 10 non sfugge a questa regola, come dimostrano i problemi di supporto alle popolari schede grafiche Nvidia o i guai con la sincronizzazione di OneDrive. Ars Technica elenca anche le incoerenze dell’interfaccia (almeno cinque stili differenti di menu, e molto altro) e critica (come fa anche The Register) il limite di 512 voci nel menu Start, per cui chi ha tante applicazioni (e con le suite di oggi, non è un numero implausibile) si trova con la casella di lancio app che non riconosce e non trova tutte le app.

C’è anche Wi-Fi Sense (Sensore Wi-Fi nella versione italiana, già presente sui Windows Phone), la controversa opzione (disattivabile, ma attiva per default) che permette di condividere automaticamente le password delle reti Wi-Fi con tutti coloro che sono nei nostri elenchi di contatti su Outlook.com, Skype o Facebook: d’accordo, la condivisione è cifrata e sono io a scegliere se attivarla la prima volta che mi collego a una specifica rete, ma perché mai dovrei voler offrire automaticamente accesso alle reti Wi-Fi che conosco, e farlo per tutti i miei contatti di Outlook o Skype o Facebook, senza poter scegliere i singoli contatti? E come nota l’esperto Brian Krebs, se affido la password della mia rete Wi-Fi a una persona che ha Wi-Fi Sense attivato (lo è per default), questa persona condividerà automaticamente la mia password con tutti i suoi contatti social, per cui anche i suoi “amici” (per me perfetti sconosciuti) potranno entrare nella mia rete Wi-Fi senza chiedermelo. Questa funzione è un disastro annunciato.

Gratis

Per chi ha già un “dispositivo idoneo” (come lo definisce Microsoft), aggiornarlo a Windows 10 sarà gratuito almeno per il primo anno. L’aggiornamento si scarica dal sito di Microsoft tramite Windows Update (e in molti casi è già stato scaricato automaticamente nei giorni scorsi): spariscono quindi molte delle complicazioni di licenza che frenavano gli utenti forse ancora più del costo delle versioni precedenti di Windows. Spariscono i CD/DVD di aggiornamento, perché Windows 10 si scarica da Internet (anche se sarà disponibile una chiavetta USB); ci sono anche le immagini ISO, che però richiedono una Product Key. La versione per telefonini di Windows 10 sarà disponibile gratuitamente per la maggior parte dei telefonini nei prossimi mesi.

Non è un gesto di disperazione: è deframmentazione del mercato. Del resto anche Apple distribuisce gratuitamente le nuove edizioni dei propri sistemi operativi. Microsoft ha bisogno di semplificare la selva di versioni di Windows ancora in uso. Moltissimi utenti sono rimasti fermi a Windows XP (nato 15 anni fa) o a Vista (che risale al 2008) o a Windows 7 (nato nel 2009) o a Windows 8 o 8.1 (2013-2014). Per esempio, Windows 7 è ancora usato dal 61% dei PC che si collegano a Internet; Windows 8 è fermo al 13%. Gli utenti non si aggiornano e questo costringe Microsoft a supportare troppe versioni dei propri prodotti, tanto che ora XP standard non riceve più aggiornamenti di sicurezza.

Offrire Windows 10 gratuitamente è un forte incentivo alla sua adozione che fa comodo a Microsoft. Un incentivo principalmente psicologico, peraltro, dato che la pirateria di Windows esiste da sempre e comunque la stragrande maggioranza degli utenti pagava Windows in modo impercettibile soltanto quando acquistava un nuovo PC con Windows preinstallato.

Cambia radicalmente anche la strategia degli aggiornamenti di Windows: per la maggior parte degli utenti, Windows 10 installerà le nuove funzioni, gli aggiornamenti di sicurezza e le correzioni dei prodotti Microsoft automaticamente, senza preavviso e senza inviti (che vengono sistematicamente ignorati, creando vulnerabilità puntualmente sfruttate dai criminali informatici). La modalità è simile a quella delle app degli smartphone, che normalmente si aggiornano senza l’intervento dell’utente. Gli utenti professionali e aziendali possono scegliere di disabilitare questo automatismo, in modo da evitare che un aggiornamento causi incompatibilità improvvise con il software o l’hardware di lavoro. Gli aggiornamenti saranno gratuiti per tutta la vita operativa del dispositivo.

I requisiti tecnici non sembrano eccessivi: se il vostro computer, tablet o telefonino supporta Windows 8, funzionerà anche con Windows 10. I PC richiedono almeno 1 gigabyte di RAM e uno schermo con risoluzione minima di 1024 x 600, per cui certi netbook potrebbero risultare incompatibili.

Persiste anche in Windows 10 la giungla delle versioni: ce ne saranno ben sette (Home, Pro, Mobile, Enterprise, Education, Mobile Enterprise e IoT Core), anche se la maggior parte degli utenti ne incontrerà una sola, la Home, sui PC.

Menu Start

L’odiatissima interfaccia a quadrettoni di Windows 8, che ha disorientato milioni di utenti in nome di una presunta semplificazione, viene drasticamente ridimensionata. Il menu Start, che per decenni è stato il punto di partenza sicuro e familiare per tutti gli utenti, con Windows 10 torna al proprio posto, anche se con qualche funzionalità supplementare che all’inizio può distrarre.

Cortana

La risposta di Microsoft a Siri, il popolarissimo assistente vocale di Apple, è considerata potente e flessibile, perlomeno in inglese; la versione italiana avrà probabilmente bisogno di un po’ di rodaggio. A differenza di Siri, Cortana offre una personalizzazione minuziosa, a patto che le permettiate di raccogliere informazioni su tutto quello che fate (cronologia di navigazione, archivio di mail, ricerche fatte in Rete, eccetera). Inoltre, invece di nascondere le proprie funzioni di ricerca come faceva Windows 8/8.1, Windows 10 mette una bella casella di ricerca direttamente nel menu Start.

Edge

Il nuovo browser di Microsoft per ora affianca, ma non sostituisce, Internet Explorer. È veloce e leggero, e sui computer dotati di schermo sensibile al tocco permette funzioni “wow” come l’evidenziazione e l’annotazione di una pagina Web semplicemente tracciando con il dito sullo schermo un cerchio intorno al brano che interessa. Come Google Chrome, ha una propria versione integrata di Flash.

Altre chicche da sapere

Windows 10 ha la funzione Continuum: cambia aspetto in base alla configurazione del dispositivo. Per esempio, se avete uno di quei laptop con schermo staccabile, quando c’è attaccata la tastiera si offre con pulsanti e menu piccoli e facilmente cliccabili e quando usate lo schermo da solo propone tasti più grandi, più facili da centrare con le dita. Le app di posta e calendario ora non sono più legate all’uso di servizi Microsoft come Exchange e Outlook.com. Il supporto per DVD o Blu-ray va installato a parte (ricorrendo a VLC, per esempio). Carini i desktop virtuali, ma c’erano già da anni in OS X e Linux. Sarà possibile importare app scritte per Android e iOS.

Che fare?

Aspettare. Non c’è nessuna fretta. Resistete alle lusinghe della pubblicità. Fate un backup in più dei vostri dati e portate il vostro partner a fare qualcosa di romantico, andate al cinema, spendete la giornata a fare beneficenza, restate a letto a dormire. Davvero. È solo una nuova versione di un sistema operativo, non è la cura per il cancro.

Fonti: ZDNet, TechRepublic, Ars Technica.