Vai al contenuto
Il Corriere invita i lettori a guardare il Sole con un binocolo. Incoscienza pura

Il Corriere invita i lettori a guardare il Sole con un binocolo. Incoscienza pura

Ultimo aggiornamento: 2019/01/01 17:30.

Il giornalismo generalista non perde tempo a inaugurare l’anno nuovo con una
stupidaggine scientifica monumentale e oltretutto pericolosissima.

Vari lettori mi hanno segnalato
questo articolo
(link intenzionalmente alterato da me) sul Corriere della Sera, a firma
di Silvia Morosi, che
invita i lettori a guardare il Sole con un binocolo.
NON FATELO MAI: rischiate la cecità permanente.


Scrive infatti la Morosi:

Altro grande evento? Il transito di Mercurio, che l’11 novembre sarà visibile
come un puntino nero che passa davanti al Sole. Dalle prime ore del pomeriggio
prendete in mano il binocolo: un evento che si ripeterà solo nel 2032.

Prendete in mano il binocolo per guardare il Sole. Se non riuscite a
credere che un giornale possa scrivere una bestialità simile, eccovi uno
screenshot e un
link alla copia su Archive.is/Archive.fo
per darvi la possibilità di verificare quello che il Corriere ha
pubblicato:

Guardare il Sole attraverso qualunque lente è estremamente pericoloso
perché la lente concentra sulla retina la luce e il calore del
Sole. Questo può portare alla bruciatura permanente della retina. Non ci
vuole una laurea in astronomia per pensarci.

Non è un eccesso di precauzione:
è già successo
anche semplicemente fissando il Sole a occhio nudo, senza lenti. Se volete una
prova che rimanga impressa, un astronomo ha preso un occhio di maiale e lo ha
messo per pochi secondi davanti all’oculare di un piccolo telescopio. Questo è
il risultato piuttosto disgustoso:

Consigliare di guardare il Sole con un binocolo è come invitare la gente a
infilare una forchetta di metallo in una presa elettrica. E questo succede nella
rubrica Scienze di un giornale a tiratura nazionale.

Non solo: è stato necessario segnalare pubblicamente questo errore
pericolosissimo al Corriere. Solo a questo punto il Corriere ha
corretto, intorno alle 14:40. Come al solito, senza alcuna rettifica pubblica e
senza alcuna parola di scuse.

Questo è quello che succede quando si affida a incompetenti il compito prezioso
di informare la gente.
“Ma tanto è un articoletto di scienza, cosa vuoi che succeda?”

Succede che la gente perde la vista.

2019/01/01 17:30

Nei commenti a questo mio articolo è comparsa questa presa di posizione di Paolo Rastelli, nella quale
vorrei evidenziare un paio di punti:


È piuttosto evidente che l’autrice dell’articolo ha usato una metafora.
Forse non felicissima, ma una metafora. Dal tono che tu, carissimo
Attivissimo, hai usato, sembra che Morosi abbia consigliato ai lettori un
tuffo nelle cascate de Niagara in un barile. Dai, non esagerare.
Comunque l’articolo è stato corretto. Ma anche questo non ti va bene, perché,
dici, l’autore doveva scusarsi pubblicamente. Insomma, vuoi anche l’autodafè,
magari con una frase che riconosca il tuo merito nella scoperta dello
spaventoso errore.
Suvvia, datti un po’ pace, al tuo confronto Torquemada era un dilettante.
Morosi ha già fatto molto a correggere, visto che
la rettifica è dovuta solo nei casi in cui si lede l’onorabilita di una
persona.

E Mercurio e il Sole, per ora, non risulta abbiano protestato.
Io per esempio, con 30 anni di giornalismo sulle spalle,
mai e poi mai avrei rettificato qualcosa che non è un errore ma al massimo
una frase infelice
. E mai e poi mai lo avrei fatto in seguito a un attacco violento come il
tuo.
Silvia Morosi, che è una mia ex collega, buona amica e coautrice di
libri (lo dico subito così ti evito di fare ricerche per scoprire chi sono), è
una giornalista serissima che proprio non merita un simile livore. Ma ti
capisco: è entusiasmante mettere all’indice chi sbaglia, soprattutto se lavora
nei cosiddetti giornaloni e quindi è spesso un oggetto di invidia, ottimo da
additare al pubblico disprezzo.
Però non esagerare: chi è maligno il primo dell’anno rischia, secondo la
saggezza popolare, di esserlo tutto l’anno. E troppa malignità fa male al
fegato e imbruttisce la pelle. Lo dico per te.
Saluti
Paolo Rastelli

A proposito della frase
“Silvia Morosi, che è una mia ex collega, buona amica e coautrice di
libri (lo dico subito così ti evito di fare ricerche per scoprire chi
sono)”
, vorrei far notare un dettaglio:
questo. Un
blog del Corriere gestito da Silvia Morosi e Paolo Rastelli. Ultimo
articolo pubblicato: oggi.

Forse anche “ex collega” è “una metafora”.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o
altri metodi.