Disinformatico radio, la puntata di ieri
Come consueto, ieri (venerdì) ho condotto una puntata del Disinformatico radiofonico per la Rete Tre della RSI. Il podcast è scaricabile qui. I temi e i relativi articoli di supporto sono i seguenti:
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Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ferrantis” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Presto, prima che se ne accorgano: provate a cliccare, in questo corso di spagnolo, sull’audio della pronuncia spagnola di “Lei ha dimenticato qualche cosa”. Se siete in un luogo in cui potreste causare imbarazzi, tenete molto basso il volume o ascoltate in cuffia. Provate a non ridere. Grazie a @lrosa per la segnalazione.
Aggiornamento (2013/02/27): Andrea, nei commenti, segnala che la versione dal francese allo spagnolo dello stesso corso è corretta, nel senso che la frase francese da tradurre è “Vous êtes un fils de pute” e quindi lo spagnolo “Usted es un hijo de puta” ci sta, anche se non è molto garbata. Lo stesso vale per un’altra domanda, “Est-ce que vous êtes prof au collège Halligalli?”.
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “nessy81” e alla segnalazione di “manfar”.
Superato lo sgomento iniziale e la preoccupazione per i poveri giardinieri che si vedranno i campi da golf arati dagli aliscafi, ho soltanto una domanda: è più colpevole la capra che non sa cos’è un aliscafo, non riconosce un hovercraft neanche se lo vede in fotografia, ma comunque ha la pretesa di credersi titolato a scrivere in pubblico, o chi gli ha dato lavoro?
Ultimamente sento tanto parlare dell’introduzione del fact-checking, come se fosse una grande scoperta del giornalismo italiano, quando in realtà è semplicemente una forma chic per dire “prima scrivevamo qualunque cazzata senza controllarla”. Forse è il caso di affiancarle anche un po’ di goat-checking.
Va notato che, come molto del giornalismo spazzatura, la notizia dell’hovercraft da golf è copiata pari pari dal Daily Mail britannico. Ovviamente senza citare la fonte.
Per gli increduli, il link all’originale del TGcom è qui.
Quando io e tanti altri diciamo che i sistemi anticopia e antipirateria puniscono soltanto gli utenti legittimi e non bloccano i pirati, questo è proprio quello che intendiamo: la proiezione della prima di Lo Hobbit, quella in 3D a 48 fotogrammi al secondo, insomma la più speciale e ambita, quella da veri fan, è stata un flop epico, con spettatori inferociti ed esercenti umiliati.
In Italia, stando al Corriere, solo 12 sale sulle 21 attrezzate sono riuscite a proiettare il film, perché i codici di sblocco del sistema anticopia sono arrivati troppo tardi. Disagi analoghi sono stati registrati anche in Francia e Germania.
E poi chi fa film si chiede perché la gente sta a casa e scarica i film a scrocco.