Conoscete la leggenda metropolitana secondo la quale le associazioni
ambientaliste più radicali paracaduterebbero nei boschi dei
sacchetti pieni di vipere, lanciati da appositi elicotteri, per ristabilire l’equilibro della natura
intaccato dalla mano maldestra dell’uomo industriale?
Risale
agli anni Settanta e proviene dalla Francia.
È diffusissima anche in Svizzera e in
Italia
ed è una leggenda per ovvie ragioni pratiche: il lancio col paracadute
tenderebbe a far spiaccicare i rettili. Per non parlare della difficoltà di
insacchettare un’elicotterata di vipere e dotarla di apposito paracadute. Che
nessuno, fra l’altro, ha mai trovato.
Nonostante la sua assurdità, questa storia è ripetuta frequentemente, citando
come fonte un imprecisato amico che lavora in polizia o altra autorità. Come al
solito, le leggende metropolitane servono più a raccontare le nostre paure che a
raccontare la realtà.
Ma nell’isola di Guam, territorio statunitense sperduto nell’Oceano Pacifico occidentale, la
leggenda viene invertita e diventa bizzarra realtà: il Dipartimento
dell’Agricoltura statunitense sta
paracadutando sulla base navale di Guam topi morti
imbottiti di paracetamolo e dotati di transponder (segnalatori radio),
affinché i serpenti che infestano l’isola li mangino e muoiano avvelenati dal
farmaco, che per loro è veleno. I transponder servono per sapere se l’esca
volante viene davvero ingerita.
I serpenti che infestano Guam non sono originari dell’isola (vi
arrivarono
negli anni Cinquanta) e non avendo predatori naturali si sono riprodotti a
dismisura, sterminando gli uccelli dell’isola e causando interruzioni di
corrente quando rimangono ingarbugliati nelle linee elettriche (video). Su Guam si ha una delle più alte densità di serpenti al mondo: in media uno
ogni 200 metri quadri.
Una volta tanto, una storia che sembra una bufala ma non lo è. Detto questo,
vado a scrivermi un promemoria gigante: non visitare Guam. Mai.
