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Disinformatico radio, podcast del 2011/10/21

È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il
podcast
della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i
rispettivi articoli di supporto: il
virus erede di Stuxnet, la
profezia di fine del mondo di Harold Camping
(con satelliti che precipitano), le
insidie di smartphone e tablet regalati con software spia, le
magagne del riconoscimento facciale in Android 4
e lo
scavalcamento del PIN dell’iPhone nuovo.

—

Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre
della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili.
Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la
consultazione.

—

DuQu, nuovo "supervirus" targato Pentagono e Mossad?

Ricordate
Stuxnet, il virus che prendeva di mira gli apparati di controllo SCADA, in
particolare quelli degli impianti nucleari iraniani, passando attraverso i
computer dotati di Windows, e che per la sua sofisticazione e per i suoi
obiettivi è stato attribuito da alcuni ricercatori al Pentagono e/o ai servizi
segreti israeliani? Ora è emerso che ha un parente che si chiama DuQu e
circola su Internet in almeno due varianti, infettando computer qua e là nel
mondo, da almeno un anno.

La parentela è dimostrata dal fatto che DuQu parte dallo stesso codice
sorgente di Stuxnet; la somiglianza è talmente spiccata che gli antivirus lo
bloccano già da tempo pensando che si tratti di Stuxnet. Questo nuovo malware
si spaccia per un driver firmato da un certificato digitale valido; non si
replica autonomamente, quindi non è un worm, e non sembra avere funzioni
distruttive mirate a danneggiare apparati (a differenza di Stuxnet), ma si
limita a effettuare una sorta di ricognizione quando infetta un PC; come
Stuxnet, usa tecniche molto sofisticate per nascondersi nella memoria del
computer anziché sul disco rigido e quindi rendere difficile il lavoro degli
antivirus. Dopo 36 giorni DuQu si cancella automaticamente dal sistema
infettato.

DuQu è più leggero di Stuxnet (300 kilobyte contro 500) e comunica con il suo
centro di controllo (subito disabilitato non appena si è sparsa la notizia
dell’esistenza di DuQu) usando un protocollo personalizzato, trasmettendo ai
suoi gestori i dati sottratti dai sistemi infettati. Una particolarità: la
trasmissione avviene cifrando i dati e includendoli in un’immagine tratta da
una
fotografia
astronomica scattata dal telescopio Hubble.

Le società che producono antivirus e gli enti di monitoraggio della sicurezza
di Internet hanno già predisposto aggiornamenti e schede informative per
gestire questo attacco, che colpisce i sistemi Windows (F-Secure;
Symantec;
Securelist/Kaspersky;
CERT). Il rischio di danni è, allo stato attuale delle conoscenze, molto modesto,
ma è comunque inquietante sapere che queste vere e proprie armi informatiche
si aggirano per la Rete.

Fonti aggiuntive:
Wired
, CrySys Lab,
SC Magazine
.

Fine del mondo e satelliti in caduta

Il profeta di sventure Harold Camping, già noto per la sua fallita previsione
della fine del mondo per il 21 maggio scorso basata su una sua personalissima
analisi della Bibbia, ci riprova: stavolta è un po’ più cauto, ma è comunque
convinto che oggi, 21
ottobre, sia la data giusta. Non aspettatevi terremoti planetari come aveva
preannunciato per maggio: il novantenne titolare di una
catena internazionale di stazioni radio
dedicate alla sua predicazione stavolta
dice
che oggi “la fine arriverà molto, molto sommessamente”.

Meno sommessi sono i numeri economici di questa previsione, dato che il
circuito radiofonico Family Radio di Harold Camping ha speso, secondo il
Los Angeles Times, oltre cento milioni di dollari per la campagna promozionale dell’evento che
non si è materializzato. Almeno per ora.

Quando circolano notizie come queste c’è sempre qualcuno che nota coincidenze
e teme che possano essere segnali di correttezza della profezia. Per esempio,
cos’era quell’oggetto luminosissimo e completamente silenzioso, ben diverso da
un aereo, che ha attraversato il cielo ieri sera intorno alle 19.30, quasi a
perpendicolo sopra il Canton Ticino? Niente paura: era un passaggio della
Stazione Spaziale Internazionale.

E cos’è questa moda dei satelliti che precipitano? Dopo la paura mediatica per
la caduta del veicolo UARS a fine settembre, ora è il turno di ROSAT, un
telescopio orbitale tedesco di circa 2700 chilogrammi lanciato nel 1990, ormai
giunto alla fine della propria attività scientifica e destinato da tempo a
rientrare nell’atmosfera terrestre: le ultime previsioni lo danno in arrivo
per oggi pomeriggio. Più in generale, rientri di questo genere succedono molto
spesso, quasi
settimanalmente, senza alcun problema, come si può vedere per esempio su
Reentry News, ma
raramente ricevono attenzione dai mezzi di comunicazione di massa.

Se volete tenere d’occhio i sorvoli di ROSAT per essere proprio sicuri di
scansare eventuali frammenti (la probabilità di esserne colpiti è comunque
infinitesima), potete seguire ROSAT in tempo reale tramite vari siti, come
Heavens Above, Zarya.info e
N2yo.com, oppure via Twitter presso
@ROSAT_Reentry.

Aggiornamento:
ROSAT è
precipitato
senza fare danni il 23 ottobre.

Attenzione agli smartphone e tablet regalati

Un uomo che si fa chiamare Thomas Metz ha raccontato su
Macrumors.com
una storia informatica che non mancherà di suscitare l’interesse di partner,
genitori e datori di lavoro sospettosi e l’ansia di chi vorrebbe avere un po’
di privacy.

Thomas ha regalato un iPhone 4S alla moglie e le ha attivato, senza avvisarla,
la funzione
Find My Friends, che permette di sapere dove si trovano gli amici grazie al GPS integrato
nel telefonino. La funzione in teoria richiede il consenso dell’interessato,
ma è attivabile a insaputa dell’utente (come segnala il caso del signor Metz
ed è addirittura pubblicizzata sul sito di Apple sottolineando il fatto che la
si può attivare e proteggere con una password “così i vostri ragazzi possono divertirsi e voi potete essere tranquilli che
stiano al sicuro"
).

Il protagonista della storia sospettava che la moglie lo tradisse e quando è
uscita le ha mandato un SMS chiedendole dove si trovasse. Lei ha risposto
dando un indirizzo innocente, ma Find My Friends ha rivelato al marito che la
donna era in realtà da tutt’altra parte. Metz ha pubblicato su Internet le
schermate del proprio telefonino-spia per documentare la vicenda e ha
commentato ringraziando Apple e l’App Store perché le schermate saranno molto
utili quando si troverà con la moglie presso l’avvocato per la causa di
divorzio. "Per fortuna è lei quella ricca", ha scritto.

Vera o falsa che sia la vicenda pubblicata dal signor Metz, la tecnologia di
Find My Friends e di altre applicazioni analoghe, disponibili anche per
smartphone e dispositivi portatili (tablet) di altre marche, si presta a
questo genere di monitoraggio, la cui legalità è tutta da determinare. Ancora
una volta, è meglio leggere con attenzione il manuale dei dispositivi sempre
più sofisticati che portiamo con noi e fare attenzione a eventuali trappole
informatiche annidate negli oggetti che ci vengono regalati.

Fonti aggiuntive:
Punto Informatico
,
ABC News
,
9to5Mac
.

Android 4.0, riconoscimento facciale a rischio

Pochi giorni fa Google ha
presentato
Android 4.0, noto anche come Ice Cream Sandwich, la nuova versione del suo
sistema operativo per dispositivi mobili. È pieno di novità, ma ha anche
qualche magagnina che smorza un po’ l’effetto magico delle sue innovazioni.

Per esempio, c’è Android Beam, una funzione che consente di trasmettere
informazioni da un telefonino Android a un altro semplicemente facendoli
toccare. Se volete condividere con un amico l’indirizzo Web di una pagina che
state leggendo, o se volete passare la pagina dal vostro telefonino al vostro
tablet (un po’ come la scena di Avatar in cui le immagini vengono
passate disinvoltamente da uno schermo di computer fisso a un computer
portatile), basta che si tocchino. Anche le applicazioni possono essere
trasferite in questo modo.

C’è un piccolo problema: questa funzione consente anche di inviare facilmente
un link a un sito ostile o infettante. Android Beam, per ora, non fa
distinzione e non controlla la sicurezza dei dati ricevuti. Non ci vuole molta
fantasia per inventare modi per abusare di questa tecnologia.

Un’altra innovazione di Android 4.0 è Face Unlock: invece di usare un PIN per
proteggere l’accesso al telefonino o tablet, Android usa il riconoscimento
facciale per capire se chi lo sta usando è il legittimo proprietario. Idea
interessante, ma che succede se si è al buio o in luoghi poco illuminati?
Peggio ancora, che succede se un malintenzionato mostra al telefonino una
nostra foto? Le prime indiscrezioni indicano che questa protezione viene
ingannata. Meglio tenerne conto nel correre a capofitto verso le nuove
tecnologie.

iPhone nuovo, il PIN si scavalca con la voce

Anche se proteggete i dati del vostro nuovissimo iPhone 4S usando un PIN,
basta un comando vocale per scavalcare la protezione e permettere a qualunque
malintenzionato o burlone di mandare mail, SMS, leggere la vostra agenda e
svolgere tutte le operazioni accessibili tramite Siri, l’assistente vocale
proposta da Apple.

I ricercatori della società di sicurezza Sophos hanno infatti
notato
che nell’impostazione standard dell’iPhone 4S le funzioni di Siri sono
accessibili semplicemente premendo il tasto del telefonino anche quando
l’apparecchio è bloccato da un PIN per evitare intrusioni. Questo consente a
chiunque di prendere il vostro telefonino, premere il tasto e fargli fare
quello che vuole, per esempio cambiandovi di nascosto gli appuntamenti in
agenda.

Per fortuna c’è un modo abbastanza semplice per risolvere questa
vulnerabilità: bisogna andare nelle impostazioni, nella sezione dedicata al
blocco del telefonino tramite una password, e disattivare l’opzione
"Siri".

In questo modo per dare comandi vocali a Siri sarà prima necessario digitare
la password. È una scomodità, certo, e toglie molto dell’effetto wow (per ora
limitato, comunque, a chi parla inglese, francese o tedesco, le uniche lingue
riconosciute da Siri). Ma trovarsi con l’agenda riscritta o con SMS offensivi
o truffaldini mandati dal proprio telefono potrebbe essere ancora più scomodo.

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