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Ilenia Visca non è un hacker, è una vittima

Ilenia Visca non è un hacker, è una vittima

Aiutiamo Ilenia, vittima di uno scherzo pesante su Facebook?

Ho segnalato pochi giorni fa l’appello-bufala che circola fra gli utenti di Facebook e che segnala il presunto pericolo per una “Ilenia Visca” e per un “Paolo Monasterolo”, definiti “hackers” che ruberebbero dati personali.

Non è vero nulla, come al solito, ma la differenza importante rispetto ad altri falsi allarmi che segnalavano untori di questo tipo è che Ilenia e Paolo esistono veramente e stanno subendo un danno professionale non indifferente: i loro nomi, a causa di questa storia, adesso figurano in Google come vandali informatici.

Ilenia mi ha infatti contattato e ha pubblicato un commento in questo blog nel quale ha spiegato di essere “vittima di uno scherzo su facebook fatto da un amico”, che evidentemente non s’è reso conto delle conseguenze del suo gesto: “la prima cosa che compare [su] google è che sono un hacker.” Aggiunge: “mi hanno inviato insulti, mi han fatto strane proposte di lavoro, mi hanno chiesto di fare magie ai loro computer e allora…stufa di rispondere che io non ero un hacker ma avevo solo un amico poco corretto, mi sono tolta da facebook. tutto questo ovviamente sta accadendo anche al mio compagno.”

E chiede aiuto: “Questa situazione mi sta creando non pochi problemi. Come posso fare?”

A parte dare il benservito al suo amico, l’unica soluzione che mi viene in mente al momento, in attesa che l’amico si faccia vivo e faccia un atto pubblico di contrizione, è chiedere a tutti di linkare il più possibile questo articolo nei vostri blog, siti e pagine Facebook, in modo che chi cerca il suo nome in Google trovi la spiegazione della reale situazione di Ilenia e Paolo.

Se avete in mente altre soluzioni che non coinvolgano un grosso bastone nodoso e permettano di contrastare questa stupidata, segnalatele nei commenti qui sotto.

Bufalovirus su Facebook

Bufalovirus su Facebook

Ilenia Visca e Paolo Monasterolo, nuovi untori bufala su Facebook

Ricevo numerose segnalazioni di quest’avviso circolante su Facebook:

Non accettare l’amicizia di una certa “Ilenia Visca” e ” Paolo Monasterolo” sono hackers. Ditelo a tutti sul vostro elenco perchè,se qualcuno li aggiunge,ottengono l’elenco contatti e ID del computer e indirizzo. Quindi copiare e incollare questo testo nella vostra bacheca non siate pigri… fatelo! Per quel che costa..

Niente panico, non contorcetevi davanti al vostro computer! E’ semplicemente l’ennesima variante di Bufalovirus mittensis: un falso allarme. Le ragioni e la storia ormai decennale di questi appelli sono raccontate in questo articolo.

Nota: la graziosa damigella mostrata nella foto non è Ilenia Visca.

Facebook invecchia, giovani in fuga

Facebook invecchia, giovani in fuga

Demografia di Facebook al microscopio

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se c’è una cosa che fa scappare i giovani da un oggetto trendy e fa precipitare la moda, è quando la adottano i matusa. Con questo non voglio consigliare piercing e pantaloni subinguinali ai nonni, ma i rilevamenti di Istrategylabs sull’età degli utenti statunitensi di Facebook sono molto significativi.

Facebook continua a crescere come numero complessivo di utenti, ma in particolare negli ultimi sei mesi quelli sopra i 55 anni sono aumentati del 513% (da circa 955.000 a 5,8 milioni), mentre gli utenti delle scuole superiori e dei college sono diminuiti rispettivamente del 16,5% (da 5,6 a 4,6 milioni) e del 21,7% (da 7,8 a 6,1 milioni). A gennaio 2009, gli utenti sotto i 35 anni erano l’81% del totale; a luglio 2009 sono il 60%.

Punto Informatico nota inoltre che la percentuale degli adulti che utilizzano social network è quadruplicata in tre anni, raggiungendo il 35% della popolazione adulta complessiva rispetto all’8% di quattro anni fa. Siccome gli adulti costituiscono una quota della popolazione anagrafica maggiore rispetto ai giovani, quel 35% rappresenta un numero di utenti maggiore di quello rappresentato dal 65% dei teenager che usano Facebook e simili.

Facebook introduce i nomi utente

Sabato notte parte la corsa ai nomi su Facebook

Il blog ufficiale di Facebook annuncia che a partire da mezzanotte e un minuto, ora EDT (di New York, per intenderci) di sabato 13 giugno, sarà possible per gli utenti di Facebook registrare un indirizzo più facile di quello numerico solito: al posto del numero casuale che oggi compare dopo http://www.facebook.com, potranno avere il proprio nome e cognome. Ma attenzione: chi primo arriva meglio alloggia. Buon divertimento.

Facebook vende i vostri dati ai pubblicitari

Facebook vende i vostri dati ai pubblicitari

Facebook a corto di soldi, vende i dati degli utenti

Il coretto dei “te l’avevo detto” parte fra trenta secondi: se volete unirvi, ecco i dettagli della storia. Il Telegraph ha annunciato che Facebook intende sfruttare i dati personali dei suoi iscritti, ormai arrivati a quota 150 milioni, per creare uno dei più grandi sistemi del mondo per le ricerche di mercato. Facebook, nonostante la propria popolarità, fa infatti fatica a guadagnare dalla pubblicità che ospita attualmente.

Alle multinazionali del marketing verrà offerta la possibilità di effettuare sondaggi mirati per valutare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti, selezionando gli intervistati in base, per esempio, allo stato civile o ai loro gusti sessuali. Questo, perlomeno, il proposito dichiarato da Randi Zuckerberg, responsabile per il mercato globale nonché sorella del ventiquattrenne Mark fondatore di Facebook, al World Economic Forum di Davos.

Al Forum, i responsabili di Facebook hanno dimostrato la velocità di risposta del sistema ponendo in tempo reale varie domande agli utenti in tutto il mondo e restituendo le risposte ai delegati in pochi minuti. Per esempio, sono stati selezionati e interpellati gli utenti in Palestina e in Israele con domande sulla pace globale e sono stati contattati 120.000 utenti statunitensi per chiedere loro se i piani di rilancio economico di Barack Obama secondo loro sarebbero stati sufficienti a salvare l’economia USA (quasi il 60% ha detto di no).

Facebook ha già venduto il sistema di sondaggi, denominato engagement ads (“spot d’impegno”), ad almeno una grande società di ricerca di lavoro. Se siete utenti di Facebook, forse è il caso di dare un’occhiata a quali dati personali avete regalato a questo nuovo strumento di marketing.

Facebook, panini per chi elimina amici

Facebook, panini per chi elimina amici

Un amico vale un tesoro. Su Facebook, vale un panino

Ieri ha chiuso i battenti Whopper Sacrifice, un’applicazione per Facebook che proponeva un esperimento sociale molto interessante: sareste disposti a sacrificare un amico di Facebook in cambio di un panino da fast food e a dirglielo in faccia?

Questo era infatti il gioco proposto da Burger King a New York: per ogni dieci amici eliminati dalla propria pagina Facebook usando l’applicazione Whopper Sacrifice veniva dato un buono per un hamburger. L’applicazione inviava inoltre all’amico sacrificato il messaggio “You have been sacrificed for a free snack” (“sei stato sacrificato in cambio di uno spuntino gratis”).

L’iniziativa ha avuto un successo insperato, tanto da portare alla rimozione dell’applicazione, dopo l’eliminazione di 233.906 amici e la conseguente presumibile distribuzione di ventitremila panini. Come diceva recentemente Bruno Giussani in una trasmissione della RSI alla quale abbiamo partecipato entrambi, la grande intuizione di Facebook e al tempo stesso la sua grande colpa è stata usare il termine “amico” per quello che normalmente sarebbe stato chiamato “contatto”. Questo gli ha dato una connotazione emozionale, sociale, di sicuro impatto, ma ha anche annacquato ulteriormente un termine che già prima era sbandierato con troppa disinvoltura.

Fonti: The Inquirer

Koobface, virus su misura per Facebook

Koobface, virus su misura per Facebook

Virus sociali per reti sociali: Koobface

Circola già da agosto Koobface, un virus (più propriamente un worm) costruito specificamente per fare vittime fra gli utenti dei siti di social networking, come Facebook e Myspace, ma da pochi giorni è in giro una sua nuova variante che ha raggiunto una certa notorietà perché ne hanno parlato i media generalisti.

Koobface sfrutta l’ingegneria sociale (social engineering) per propagarsi. Arriva alla vittima sotto forma di un messaggio apparentemente proveniente da un amico di Facebook della vittima. Il messaggio è in inglese, e già questo dovrebbe mettere sul chi vive l’utente italofono: dice cose del tipo “sembri buffo in questo nuovo video” oppure “sei eccezionale in questo nuovo video”.

Se la vittima clicca sul link presente nel messaggio, viene portata a un sito che sembra essere Youtube e ha un nome che inizia per http://youtube, ma è in realtà un sito-trappola. Qui le viene proposto di vedere il video, ma la visualizzazione non funziona e viene proposto di installare un aggiornamento del player Flash. Se la vittima accetta, il suo computer viene infettato e a partire dal successivo riavvio tutti i dati delle sue navigazioni (siti visitati, cookie, login, password, numeri di carta di credito, messaggi personali) vengono trasmessi di nascosto ai padroni del virus.

Il virus colpisce esclusivamente gli utenti di Windows (tutte le versioni) ed è contrastabile con una sana vigilanza e con un antivirus aggiornato.

Ancora una volta, il grimaldello preferito dagli untori della Rete per scardinare le difese informatiche delle vittime è la psicologia: si crea una situazione emotivamente coinvolgente (in questo caso si fa leva su curiosità e/o imbarazzo) e si approfitta della fiducia che inevitabilmente tendiamo a porre nei messaggi che ci arrivano, almeno in apparenza, da persone che conosciamo.

Fonti: Kaspersky, Kaspersky (versione agostana), Symantec, Cnet, BBC.

Arriva il suffisso .tel

Arriva il suffisso .tel

Debutta .tel, ma non ci saranno siti con questo suffisso

Dal 3 dicembre è disponibile un nuovo suffisso, .tel, che si affianca ai vari suffissi nazionali (per esempio .it o .ch), generici (.com, .biz, .info e altri) e sponsorizzati (per esempio .aero, .asia, .cat, .coop, .edu, .gov eccetera). Ma non aspettatevi di trovare siti Web il cui nome termina in .tel, né ora né mai.

Questo nuovo suffisso (tecnicamente si chiama top level domain) si comporta infatti in modo diverso dalla norma. Invece di essere un identificativo facile da ricordare per raggiungere una serie di pagine Web, un “sito” .tel è uno scarno registro di informazioni su come contattare una persona o un’azienda, consultabile via Web ma anche da altri dispositivi (per esempio i cellulari). Una sorta di rubrica telefonica di Internet. O se preferite, un Facebook senza la chiacchiera, le perdite di tempo e i rischi di privacy regalata involontariamente.

Come potete sperimentare gratuitamente presso Telnic.org, una registrazione .tel produce una paginetta scarna che contiene tutte le coordinate che si sceglie di pubblicare: numeri di telefono, siti Web, indirizzi di e-mail, coordinate geografiche, parole chiave, indirizzi postali, pagine Facebook o Myspace, indirizzo Skype, eccetera. L’obiettivo è fornire un punto unico di riferimento da consultare per sapere come contattare qualcuno.

Il vantaggio, per l’utente .tel, è avere un unico luogo dove aggiornare le proprie coordinate, usando un semplice browser, e far arrivare a tutti l’informazione aggiornata.

Le vendite ufficiali si aprono ai titolari di marchi registrati da subito fino al 3 febbraio 2009 (il prezzo è circa 320 euro, 500 franchi svizzeri). Dal 3 febbraio al 24 marzo 2009 ci sarà un periodo nel quale i domini .tel più desiderabili verranno messi in vendita a prezzi maggiorati. Terminate queste fasi, il prezzo per pubblicare in modo standardizzato e universale le proprie coordinate sarà intorno ai 17 euro (26 franchi).

Se volete dare un’occhiata a come funziona il sistema, trovate il mio dominio temporaneo presso http://paoloattivissimo.vip.tel.

Facebook, sbarca la truffa alla nigeriana

Facebook, sbarca la truffa alla nigeriana

Truffa nigeriana facilitata da Facebook

Il Sydney Morning Herald segnala l’arrivo su Facebook della truffa alla nigeriana: quella in cui qualcuno si spaccia per un vostro conoscente o un’autorità che dice di conoscervi e ha bisogno di voi. L’intento è di indurvi a fidarsi di lui e così spillarvi soldi in un modo o nell’altro.

Le funzioni di Facebook sembrano offrire ai truffatori un appiglio psicologico più efficace rispetto alla truffa nella sua forma tradizionale, che è l’e-mail. L’Herald racconta il caso di una signora, Karina Wells (nella foto), che ha ricevuto un messaggio Facebook da uno dei suoi amici che le diceva di essere bloccato a Lagos, in Nigeria, e di aver bisogno di 500 dollari in prestito per un biglietto di ritorno.

La signora Wells ha intuito che qualcuno stava impersonando l’amico dall’inglese maccheronico che usava l’impostore e la cosa è finita bene, senza danno alla potenziale vittima, ma altri potrebbero non essere così attenti e sospettosi.

Il vantaggio dell’uso di Facebook per i truffatori è duplice: la fiducia che si concede automaticamente agli amici e l’assenza di filtri antispam. I truffatori prendono possesso di un account Facebook infettando il computer dell’utente con virus appositi, che registrano le digitazioni (password comprese) e le mandano ai malviventi. A questo punto i malfattori sono liberi di assumere l’identità della vittima e mandare falsi messaggi a tutti i suoi amici di Facebook.

Un’altra tecnica usata dai truffatori su Facebook è l’invio di un messaggio, proveniente da un amico, che ha titoli del tipo “t’abbiamo beccato nudo con la telecamera nascosta”. Nel corpo del messaggio è incluso un link: se la vittima, comprensibilmente agitata, clicca sul link, viene portata a una pagina al di fuori di Facebook dove sembra esserci il video. Ma il video non funziona e compare la richiesta di installare un apposito aggiornamento per vedere le immagini. In realtà l’aggiornamento è un virus, secondo la più classica delle trappole psicologiche; il virus può essere usato per rubare le password e fare una nuova truffa ai danni degli amici della vittima.

Facebook ha esaurito lo spazio, colpa degli utenti inattivi

La bufala di MSN “piena” migra a Facebook

Prima o poi doveva capitare. Sta girando un messaggio su Facebook che avvisa di problemi di lentezza dovuti ai troppi utenti inattivi e minaccia la cancellazione di chi non si dà da fare.

Attenzione: a tutti gli utenti di Facebook
Facebook è ormai pieno di utenti. Molti utenti si sono lamentati che Facebook stia diventando molto lento. La ragione di ciò è che ci sono troppi utenti di Facebook che non sono attivi.
Manderemo questo messaggio a tutti gli utenti, per vedere se gli utenti sono attivi o meno.
Se sei un utente attivo per favore invia questo messaggio ad altri 15 tuoi amici, usando il Copia/Incolla, per mostrare che sei attivo.
Coloro che non invieranno questo messaggio entro 2 settimane, si vedranno il proprio account cancellato senza alcuna esitazione per creare nuovo spazio.
Se su Facebook ci saranno ancora troppi iscritti, chiederemo gentilmente dele donazioni a chi le voglia fare, ma sino ad allora fate circolare questo messaggio a tutti i vostri amici, sia per tenerli informati sia per mostrare che sei un utente attivo cosicché il tuo account non verrà eliminato.

Il fondatore di Facebook
Mark Zuckerb

A parte che il fondatore si chiama Zuckerberg, non Zuckerb, quest’appello ricorda molto quest’altro:

NOI SIAMO ANDY E JOHN I DIRETTORI DI MSN CI SCUSIAMO PER L’INTERRUZIONE PERO’ MSN NON ESISTERA’ PIU’ PERCHE’ MOLTE PERSONE HANNO TROPPI ACCOUNT MSN E NOI ABBIAMO SOLTANTO ALTRI 578 POSTI LIBERI. SE VUOI CHE CHIUDIAMO IL TUO ACCOUNT NON MANDARE QUESTO MESSAGGIO MA SE VUOI CONSERVARLO ALLORA MANDA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI.
NON E’ UNO SCHERZO MANDALO, GRAZIE. PER USARE MSN E HOTMAIL, DALL’ESTATE 2006 BISOGNERA’ PAGARE (ANCHE SE LI USI DA TEMPO) MA SE INVII QUESTO MESSAGGIO A 18 CONTATTI DIVERSI IL TUO OMINO DI MSN DA VERDE DIVENTERA’ BLU E CIO’ SIGNIFICA CHE PER TE SARA’ GRATIS. SE NON CI CREDI VAI A WWW.MSN.COM E GUARDA. NON INVIARE LO STESSO MESSAGGIO COPIALO E INCOLLALO IN UNO NUOVO IN MODO CHE LE PERSONE POSSANO LEGGERLO.

Caso mai non fosse chiaro, entrambi gli appelli sono falsi. Non c’è nessuna carenza di spazio su Facebook e nessuno vi cancellerà se non aggiornate la vostra pagina. Pertanto, non c’è neppure bisogno di inoltrare qualcosa agli amici. Vi stanno prendendo in giro.