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[IxT] Quei costosi castori dell’892.892

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di phoebe97, leonardo.fio**** e Marco Gremi****. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta girando un appello che parla di “due castori, magri, ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra la Carrà e Japino, che fanno la pubblicità a un numero magico: l’892 892.” e ne segnala i costi elevati e l’ingannevolezza della pubblicità.

L’892.892 è uno dei tanti servizi informazioni che da ottobre sostituiranno il vecchio 12 e 412. Ma i prezzi sono alti, e l’appello lo segnala senza inciampare in bufale: “Nel caso migliore, dal telefono di casa, 0,12 euro di scatto alla risposta e 0,03 euro al secondo. Cinque minuti per ottenere un numero di telefono costano 0,12 + (0,03 x 300 secondi), quindi 9,12 euro. Per un’ora di conversazione paghi 108 euro!!!”

La fonte dell’appello è il blog di Beppe Grillo, in un articolo pubblicato da Grillo stesso il 17 agosto 2005.

Non è una bufala: le affermazioni dell’appello sono sostanzialmente esatte e verificabili: per esempio, il numero e il sito citato esistono, la pubblicità è onnipresente, i due “castori” sono i personaggi dello spot televisivo e del sito 892892.it, e il servizio è una delle alternative al vecchio numero 12 del servizio informazioni di Telecom Italia.

Visti i costi, il consiglio dell’appello di usare Internet per acquisire informazioni telefoniche costituisce un’alternativa valida ed economica: ci sono molti siti che offrono informazioni di questo genere:

Ce ne sono sicuramente altri: se li conoscete, segnalatemeli scrivendomi al solito indirizzo topone@pobox.com.

Chiaramente i servizi d’informazione via Internet non saranno molto utili se siete in giro e non avete a portata di mano un computer collegato alla Rete, nel qual caso i servizi come l’892.892 costituiscono una soluzione costosa ma a volte preziosa. L’importante è essere consapevoli dei costi prima di usare questi servizi.

Sull’ingannevolezza del messaggio pubblicitario della InfoNXX è in corso una causa avviata da Telecom Italia, di cui parla Pier Luigi Tolardo su Zeus News.

Da parte mia ho pubblicato un’indaginetta antibufala con molti dettagli in più rispetto alla noticina che state leggendo. Spero che la troviate utile e risparmievole!

Ciao da Paolo.

Petizione Grillo per auto a idrogeno

Petizione Grillo per auto a idrogeno

La petizione “da Beppe Grillo” per imporre l’auto a idrogeno

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Un’altra indagine antibufala ancora in corso: sta circolando un appello, promosso apparentemente da Beppe Grillo ma in realtà proveniente (a quanto mi risulta per ora) dai commenti del suo blog, che promuove una petizione per imporre l’adozione delle auto a idrogeno in modo da ridurre l’inquinamento.

Pubblicherò i dettagli appena riesco, ma la sostanza è questa:

  • la petizione non ha valore legale, ma costituisce al massimo un sondaggio informale;
  • aderendo alla petizione non si attiva automaticamente alcuna legge e non si impone alcunché ai governi;
  • l’appello non proviene da Beppe Grillo, ma da un privato cittadino mosso da buoni propositi, che però non si è documentato prima di lanciare la proposta;
  • l’inquinamento è dovuto solo in parte alle automobili; una quota importante deriva dagli impianti di riscaldamento domestici;
  • l’auto a idrogeno effettivamente inquina meno, ma l’idrogeno attualmente si ottiene da processi che partono comunque da fonti non rinnovabili e inquinanti, controllate dai soliti grandi gruppi petroliferi (gli altri processi sono economicamente insostenibili su vasta scala);
  • le tecnologie alternative proposte dalla petizione sono, allo stato attuale, lontanissime da ogni applicazione su larga scala e in molti casi addirittura osteggiate dai cittadini.

In altre parole, come tante soluzioni apparentemente semplici, è in realtà una soluzione che introduce complicazioni enormi e non risolve il problema. Anzi: il rischio psicologico è che ci si adagi nel “non posso farci niente, per cui vado avanti come prima, ma se ci fosse l’auto a idrogeno…”, quando invece si può ridurre l’inquinamento sin da subito con tecniche molto elementari (che però richiedono l’impegno civile, non l’acquisto di un gadget risolvitutto).

Ridurre di un paio di gradi la temperatura del riscaldamento in casa, evitare le dispersioni di calore delle finestre spalancate per ore, tenere in ordine il proprio impianto, non rombare ai semafori, non fare accelerate brucianti, non correre come ossessi in autostrada, fare manutenzione al motore diesel in modo che non vomiti fumo, non buttare soldi in SUV enormi che poi viaggiano vuoti… tutte cose fattibili subito, senza aspettare miracoli fatti da qualcun altro.

Biowashball, cercansi utenti per TV

Biowashball, cercansi utenti per TV

Biowashball, cercansi utenti (in)soddisfatti per TV svizzera

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Patti Chiari, un programma della TSI (Televisione svizzera di lingua italiana) mi ha chiesto di raccogliere le testimonianze di utenti soddisfatti e insoddisfatti della Biowashball di cui tanto s’è parlato ultimamente. Se volete raccontare in video la vostra esperienza, scrivetemi (paolo.attivissimo chiocciola gmail.com) oppure contattate direttamente la redazione di Patti Chiari.

La questione è di particolare interesse per la TV svizzera perché il prodotto viene reclamizzato facendo leva sull’immagine “hi-tech” e seria del paese, con una forte associazione anche grafica sul suo sito (immagine qui sopra), e se la Biowashball si rivelasse una bufala, lederebbe l’immagine del paese, cosa che gli uffici federali non apprezzerebbero.

Se la trasmissione va in porto, con test indipendenti di lavaggio e verifica delle affermazioni da parte di esperti di settore, sarà certo più difficile sostenere, come fa Beppe Grillo, che esiste una cospirazione mondiale dei giornalisti al soldo dei mercanti di detersivi. E forse per il rappresentante svizzero della Biowashball sarà meno facile eludere le richieste di spiegare esattamente come funziona questa palla.

Lascio la parola agli esperti, ma nel frattempo pongo una domanda: supponiamo che la Biowashball funzioni, come dice Grillo. Come mai viene venduta a quasi quaranta euro, considerato che il costo all’ingrosso è, a quanto sta emergendo, circa un euro e mezzo? [2009/04/05: date un’occhiata all’aggiornamento qui sotto]

Questo è infatti il prezzo FOB Ningbo, Cina (ovvero spese di spedizione escluse), offerto da una delle società cinesi che fabbrica palline identiche a quelle messe in vendita in Svizzera dalla Hao Pi Sarl (gruppo Emker SA) di Ginevra a 35 euro (più 8 euro di spese di spedizione per l’Italia).

Non ditemi che un ricarico del genere è dovuto alle onerose ricerche di mercato per trovare un nome meno comico di Clean’ Ballz.

Maggiori dettagli a breve.

2008/12/04 sera: PDF di Grillo autenticato

Nei commenti qui sotto si è discusso di un documento PDF pubblicato da Beppe Grillo che riporta una dichiarazione del rivenditore svizzero secondo la quale Grillo non percepisce compensi per la segnalazione della Biowashball nei suoi spettacoli. Alcuni commentatori hanno avanzato, sempre qui sotto, dubbi sull’autenticità del documento sulla base di argomentazioni tecniche. Una verifica presso il rivenditore ha permesso di appurare che il documento è autentico e che le argomentazioni tecniche non erano sufficientemente robuste.

2009/04/05: Clean’Ballz, copia falsa

Un lettore, Davide, mi ha segnalato che secondo questo video su Youtube qualcuno ha acquistato una delle palline da un euro e mezzo che ho segnalato qui sopra e ha scoperto che la pallina è molto diversa dalla Biowashball, anche se la confezione mostra una pallina visivamente identica alla Biowashball. Se le cose stanno così, è chiaro che il mio paragone di prezzo non ha senso.

Resta la domanda fondamentale: ma la Biowashball lava davvero? I test tecnici dicono di no. Le prove fatte da inesperti sembrano dire di sì in alcuni casi. Scegliete voi di chi fidarvi: io presento i fatti.

Pescati in Rete

Pescati in Rete

Cose trovate in giro qua e là

La quantità di cose interessantissime che pesco online è infinitamente superiore al tempo a mia disposizione per raccontarle, per cui ogni tanto vi propongo qualche articolo di semplici segnalazioni eterogenee.

Per proseguire la storia della Biowashball e di Grillo che la reclamizza, Ticinonline segnala che Beppe Grillo non “sceglie casa” a Lugano, guarda caso dalle mie parti (coincidenza?), come annunciato inizialmente, ma un ufficio dove collocare fisicamente il suo blog caso mai scattasse qualche legge borbonica in Italia. Ehi, l’idea l’ho avuta prima io, ma pazienza.

Diventeremo vicini di casa, per cui portatemi pure le vostre Biowashball, se ne siete delusi, che gliele recapito io, visto che lui le usa e ribadisce che funzionano e anzi è tutto un complotto della Rai e dei “media (finanziati dalla loro pubblicità)”. Vogliamo metterci anche la Radio Svizzera, visto che ne ha parlato nella mia trasmissione? Anche loro finanziati e corrotti? Se così fosse, Beppe, hai scelto il posto sbagliato per traslocare il blog. Boh.

The Big Picture ha pubblicato una serie straordinaria di foto del Dubai e degli Emirati Arabi, con l’incredibile grattacielo Burj Dubai, già arrivato a quota 707 metri pur non essendo ancora terminato.

A proposito di visioni incredibili, godetevi questa serie di illusioni ottiche pubblicate dal Telegraph.

Non perdetevi anche Modern Mechanix, un sito che pubblica scansioni d’epoca di riviste scientifiche, con la loro grafica inimitabile per rappresentare quello che il passato pensava sarebbe stato il futuro.

Se volete invece vedere come il passato recente ha immaginato un futuro che ora è diventato presente, guardate l’interfaccia grafica in stile Minority Report mostrata in questo video.

Ricordate i Raeliani, quelli che dicevano di aver creato il primo clone umano? Hanno provato a venire a risiedere in Svizzera, ma gli è stato negato il permesso di soggiorno per via della loro “educazione sessuale attiva” dei minori. Ops.

Per finire: John Glenn, Quincy Jones e Neil Armstrong posano per una foto con i dischi di platino di Fly me to the Moon. Nostalgia pura. Non ditemi che devo spiegare chi sono.