Ultimo aggiornamento: 2021/06/21 9:25.
Un recente
tweet della
CIA (sì, la CIA ha un account Twitter ufficiale),
rilanciato
anche dalle agenzie di stampa, ha suscitato clamore fra gli appassionati di
ufologia:
“Rapporti di attività insolite nei cieli negli anni Cinquanta? Eravamo
noi”.
Il tweet è stato frainteso come una dichiarazione di responsabilità di
tutti gli avvistamenti ufologici dell’epoca, ma in realtà il documento
linkato nel tweet, un malloppo desecretato di circa 270 pagine intitolato
The CIA and the U-2 Program, 1954-1974 (Pedlow e Welzenbach, 1998)*
spiega a pagina 72 che la CIA si ritiene responsabile soltanto di
alcuni degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati da parte
di piloti di aerei di linea negli Stati Uniti.
* 2021/06/21 9:25. Il testo era scaricabile
qui
all’epoca della stesura iniziale di questo articolo. Al momento è invece
reperibile
qui.
Il documento racconta che in quegli anni era in corso la sperimentazione di un
aereo spia rivoluzionario, l’U-2 (niente a che vedere con l’omonimo gruppo
musicale), che volava a quote altissime (oltre 60.000 piedi, circa 18.000 m,
mentre la maggior parte degli aerei di linea stava a 3000-6000 m). I piloti di
linea, specialmente durante i voli del tardo pomeriggio su rotte da est verso
ovest, a volte vedevano il bagliore intenso del riflesso del sole sulle enormi
ali a specchio dell’U-2 nel cielo scuro del tramonto. All’epoca nessuno
pensava che fosse possibile volare a oltre 18 chilometri di quota, per cui i
piloti interpretavano l’avvistamento come un oggetto fiammeggiante che volava
alla loro stessa quota. A volte il bagliore era così luminoso da essere
visibile anche da terra. Fu anche per questo motivo che la CIA in seguito
iniziò a dipingere i propri aerei spia di nero opaco.
Gli avvistamenti dei piloti furono presi sul serio e, dice la CIA, diedero il
via all’indagine dell’aviazione militare sul fenomeno UFO denominato
Blue Book. Gli investigatori verificavano regolarmente se i rapporti
d’avvistamento dei piloti coincidevano con gli orari dei voli degli U-2 e
questo controllo incrociato permetteva di
“eliminare la maggioranza dei rapporti di UFO” (non tutti). Ma dato che
l’U-2 ufficialmente non esisteva, gli investigatori
“non potevano rivelare a chi scriveva le lettere di segnalazione quale
fosse la vera causa degli avvistamenti di UFO”.
Sempre secondo la CIA, “I voli degli U-2 e i successivi voli OXCART [il
magnifico ricognitore trisonico A-12]
costituirono più della metà di tutti i rapporti di UFO verso la fine degli
anni Cinquanta e per la maggior parte degli anni Sessanta”.
In altre parole, non ci sarebbe nessun intento da parte della CIA di prendersi
il merito di tutti gli avvistamenti d’epoca. Oltretutto la dichiarazione non è
una novità: la stessa informazione è contenuta, praticamente parola per
parola, a pagina 47 del bellissimo libro
Area 51 Black Jets di Bill Yenne, pubblicato nel 2014, che per una felice coincidenza mi è
arrivato pochi giorni fa (ringrazio di cuore Vincenzo G. per il pensiero).
Al di là del clamore prodotto dal tweet, la dichiarazione della CIA va presa
con cautela. Alcuni
ricercatori
hanno confrontato i numeri degli avvistamenti UFO prima e dopo l’entrata in
servizio degli aerei-spia ad alta quota e non hanno trovato alcun aumento
significativo che coincida con quanto asserito dalla CIA. La spiegazione
tecnica è in sé plausibile, ma sussistono dubbi ragionevoli sull’asserzione
che i voli
top secret furono responsabili addirittura di
“più della metà” degli avvistamenti.

