L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2021/03/29 21:30.
Certe storie non muoiono mai e c’è sempre qualcuno che le racconta, perché sono
divertenti. Ma diventano preoccupanti quando chi le racconta è un giornalista,
che in teoria dovrebbe verificare le notizie prima di pubblicarle: se pubblica
una bufala come questa, quanto saranno credibili le altre notizie che firma?
Questa regola vale per la bufala degli amanti incastrati, che è una storia
sempiterna con varie ambientazioni ma un tema di fondo: una coppia si concede un
amplesso in un luogo o in un contesto che suscita scandalo e i due amanti
restano incastrati fra loro, dovendo chiedere con imbarazzo l’intervento dei
soccorritori.
Il contesto classico è quello della festa di matrimonio: la sposa promessa si
apparta con uno degli invitati, che è il suo amante segreto, e consuma con lui
un rapido rapporto sessuale durante il ricevimento, mettendo le corna al marito
il giorno stesso del matrimonio. Ma la trasgressione viene punita dal fato. I
due restano incastrati e devono essere portati via in ambulanza ancora
avvinghiati, coperti solo simbolicamente da un telo, fra la riprovazione e
l’ilarità degli invitati, condita dall’umiliazione bruciante del marito.
Questa leggenda metropolitana è popolarissima: dovunque abitiate, c’è qualcuno
che giura che è successo in quella località al matrimonio di una persona che un
suo amico conosce. Ne parlano, per esempio,
Leggendemetropolitane.net e il CICAP,
stroncandola. Anche MedBunker, ossia Salvo Di Grazia, medico chirurgo,
specialista in ostetricia, ginecologia e fisiopatologia della riproduzione
umana, non ha dubbi: è una
bufala.
Ma ogni tanto la storia riaffiora lo stesso, come è successo per esempio al
TgCom
nel 2009.
La versione che è esplosa in modo virale pochi giorni fa è differente e fa a
meno del contesto d’infedeltà: a Porto San Giorgio, un uomo e una donna
s’immergono in acqua per fare sesso, ma
“dopo l’amplesso, al momento di uscire, lui rimane incastrato dentro di lei.
Colpa dell’effetto ventosa”, scrive
Il Mattino, beccandosi oltre quattromila “mi piace” (a conferma che il
giornalismo-trash, nell’era dei giornali online finanziati dai click,
funziona).
Gli amanti incastrati hanno atteso
“l’arrivo di una ragazza che passeggiava in spiaggia per farsi passare gli
asciugamani”
e poi
“hanno raggiunto la spiaggia e hanno chiamato un medico che, li ha
accompagnati al pronto soccorso”. Lì i due sono stati sbloccati:
“alla donna è stata praticata un’iniezione usata comunemente per dilatare
l’utero alle partorienti”.
Ovviamente non ci sono nomi: si dice soltanto che lui è
“di Fermo, lei di Porto Sant’Elpidio”. Non c’è un’indicazione
dell’ospedale o il nome del medico o un’altra fonte per la notizia. L’articolo
non è neanche firmato. E soprattutto nessuno si chiede cosa c’entri un farmaco
per dilatare l’utero con un presunto incastro durante un rapporto
sessuale.
La notizia ha fatto il giro dei media italofoni (Huffington Post,
Leggo, Il Messaggero,
Il Resto del Carlino,
Corriere del Ticino, per citarne solo alcuni). Il Resto del Carlino, fra l’altro,
regala ulteriori dettagli, raccontando anche i preliminari dell’incontro,
datandolo al 10 ottobre scorso e rivelando le professioni dei due
protagonisti: “lui avvocato di Fermo, lei architetto di Porto Sant’Elpidio”. Ma è principalmente con riferimento al Mattino che la storia ha
fatto il giro del mondo:
Gawker,
The Local,
Metro,
Uproxx,
New York Daily News,
International Business Times
(edizione australiana),
Elite Daily
e mille altri.
Le uniche due fonti che riportano la notizia con formula dubitativa sono l’Independent
e il Toronto Sun, che hanno interpellato un medico, secondo il quale l’idea dell’incastro
post-amplesso è decisamente implausibile. Tutti gli altri, da bravi artisti del
copiaincolla e ignoranti in materia di bufale e di sesso, hanno copiato e
incollato. Tanto i click e i “mi piace” fanno numero lo stesso, agli occhi degli
inserzionisti pubblicitari.
La BBC, invece,
segnala una chicca
notevole accanto alla smentita che due esseri umani possano restare incastrati
per i genitali durante un rapporto sessuale (ai cani capita, invece, ma sono
anatomicamente ben diversi): ci sono molte citazioni storiche di questa bufala,
e la più antica risale addirittura al 1372.
Geoffroi de La Tour Landry
racconta in
The Book of the Knight of La Tour-Landry (disponibile anche su
Google Books), traduzione del libro francese
Livre pour l’enseignement de ses filles du Chevalier de La Tour Landry)
che un uomo di nome Pers Lenard (all’epoca non c’era la legge sulla privacy,
evidentemente; ma leggete l’aggiornamento) fece sesso con una donna su un
altare in chiesa e per questo Dio
“li legò insieme stretti per quella notte”: la coppia fu trovata dai
fedeli l’indomani, ancora incastrata
“stretta come cane e cagna insieme”. Al posto del farmaco dilatatore,
tuttavia, in questa versione fu usata la preghiera e i due furono obbligati a
tornare in chiesa per tre domeniche, spogliarsi e flagellarsi di fronte alla
congregazione.
2014/10/21
Snopes.com classifica la notizia come
probabilmente falsa.
2021/03/29: alle origini degli amanti incastrati
Sono riuscito a recuperare il testo originale francese di Geoffroi de La
Tour Landry, e specificamente il brano in questione (trascrizione e scansione
su Wikisource e
altra scansione
su Gallica, folio 20v, pagina 50 del PDF), e salta fuori che il nome
del peccatore citato dalla BBC non corrisponde a quello riportato
nell’originale:, ma è Perrot Luart.
Questa dovrebbe essere la trascrizione:
De ceulx qui firent fornication en l’esglise
Il avint en celle eglise à une vigilles de Nostre-Dame que un qui avoit nom
Perrot Luart et qui estoit sergent de Cande en la mer, s’i coucha avec une
femme sur un autel. Si advint un miracle qu’ilz s’entreprindrent et
s’entrebessonnèrent comme chiens, tellement qu’ilz furent aussy pris de
toute le jour à journée, si que ceulx de l’esglise et ceulx du païx eurent
assez loisir de lez venir veoir ; car ils ne se povoient departir, et
convint que l’on venist à procession à prier Dieu pour eulx, et au fort sur
le soir ilz se departirent. Dont il convint que l’esglise feust puis dediée,
et convint par penitence qu’il alast par troix dimenches environ l’esglise
et le cymetière, soy batant et recordant son peché. Et pour ce a cy bon
exemple comment l’en se doit tenir nettement en sainte eglise ; et encores
vous diray un autre exemple sur ceste matière, comment il avint ès parties
de Poitou n’a pas trois ans, dont je vous en diray l’exemple.
La versione su Gallica, probabilmente più antica a giudicare dallo stile, è
parecchio differente (e purtroppo per me quasi indecifrabile): vedo che
mantiene il nome Perrot Luart, ma il resto mi sfugge. Se qualcuno riesce a
trascrivere il testo, che parrebbe più lungo dell’altra versione, lo segnali
nei commenti.


