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Per 48 ore su Twitter mi sono chiamato “EIon Musk”. Spiego perché

Ultimo aggiornamento: 2022/11/10 11:50.

Alcuni mi hanno chiesto se mi preoccupa l’idea che un collasso di Twitter mi
possa causare problemi, visto che ho circa 400.000 follower su questo social
network. Beh, diciamo che il numero di follower in astratto non è una mia
ragione di vita. Non sto dicendo che non me ne importa nulla di chi mi segue.
Ma so che le persone che sono realmente interessate a quello che scrivo sanno
benissimo dove trovarmi altrove. Ero online ben prima dei social, ci sarò
anche dopo.

E così alle 9.12 di stamattina (7 novembre) ho fatto questo:

Credo che sia la risposta più semplice.

English-language readers: please scroll down to the English section
of this post.

Si dice spesso che la satira migliore è quella che non ha bisogno di essere
spiegata e che spiegarla la rovina, ma in questo caso credo sia opportuna
qualche parola di chiarimento.

Elon Musk stanotte (7 novembre) ha
tweetato
che in futuro qualunque utente che tenti di impersonare qualcuno senza
specificare chiaramente che si tratta di parodia verrà sospeso
permanentemente (“Going forward, any Twitter handles engaging in impersonation without
clearly specifying “parody” will be permanently suspended”
) e
senza preavviso. Ci sono già stati
alcuni
casi di
sospensione, anche di
persone che avevano esplicitato la parola “parody”
e quindi, in teoria, rispettato le regole.

L’account è poi tornato visibile, ma limitato.

E così ho cambiato il mio nome su Twitter come vedete all’inizio
dell’articolo, come piccolo gesto di protesta all’assurdità di Musk di essere
così feroce contro gli impersonatori proprio mentre si dichiara un paladino
della libertà assoluta di espressione. Usare un nome parodistico è una forma
di espressione: sto solo
esercitando
la libertà che Musk dichiara di avere così a cuore ma che a quanto pare non
tollera quando la parodia riguarda lui.

Questa è una forma di protesta. E la protesta è espressione. Questa è satira.
E la satira è una forma di espressione. Elon Musk dice di essere a favore
della libertà assoluta di espressione, ma dice anche che sospenderà
permanentemente e senza preavviso chi impersonerà qualcuno senza dichiararlo
esplicitamente, e questo va contro la sua asserita libertà assoluta di
espressione. È una contraddizione fondamentale e irrisolvibile.

Qui è solo una questione di nomi, ma la contraddizione tocca anche situazioni
infinitamente peggiori: una libertà di espressione assoluta, come la
descrive ripetutamente Musk, significa lasciare spazio agli odiatori, ai
razzisti, ai sessisti, ai complottisti, ai negazionisti dell’Olocausto.
Concedere la libertà di espressione assoluta significa scatenare caos, insulti
e odio. Lo sa chiunque abbia mai partecipato a qualunque forum.

Non è questione di pagare otto dollari al mese o di truffe basate su false
identità. È questione di creare un Twitter a due velocità, una per paganti e
l’altra per plebei, dopo aver detto che Twitter attualmente ha un
“sistema di nobili e plebei“ che “è una stronzata”.

È questione di Elon Musk che ci va giù pesante con chi lo impersona, ma non fa
nulla contro la piaga dell’odio online su Twitter.

È questione di creare un Twitter nel quale chiunque non possa identificarsi,
per sicurezza o privacy, verrà relegato insieme a spammer e bot. Questo vuol
dire negare la libertà di espressione a coloro che più ne hanno bisogno.
Questo vuol dire che vostra figlia dovrà identificarsi, se vuole essere vista
e letta. Questo faciliterà i molestatori, gli stalker e i predatori nel
trovarla.

Sì, le identità false online sono un problema. Ma il piano di Musk non è il
modo giusto per risolverlo. Non lo risolve affatto. Non è nemmeno capace, a
quanto pare, di gestire casi banali di impersonamento che sfruttano omografie,
come sto facendo io. Sì, il mio nome attuale su Twitter è E-I-O-N, non
E-L-O-N. Visto? La satira perde mordente quando viene spiegata. Come volevasi
dimostrare.

E sì, mi rendo conto che ho 400.000 follower e che potrei trovarmi bannato
perché il sostenitore della libertà assoluta di espressione non sopporta la
libertà di espressione quando lo prende in giro. Una protesta non vale nulla
se non si mette in gioco nulla.

2022/11/07 17:15. Sono ormai passate otto ore, in California sono le
nove del mattino passate, e il mio account è ancora attivo. Nel frattempo Elon
Musk (sì, è proprio lui) ha postato questa
raccomandazione
di
voto
pro-repubblicana appena prima delle elezioni americane di metà mandato.

To independent-minded voters:
Shared power curbs the worst excesses of both parties, therefore I recommend
voting for a Republican Congress, given that the Presidency is Democratic
Hardcore Democrats or Republicans never vote for the other side, so
independent voters are the ones who actually decide who’s in charge!

Un commento di propaganda politica in piena contraddizione con i
proclami
di Musk sulla necessità che Twitter non prenda posizioni politiche:
“per meritarsi la fiducia del pubblico, deve essere politicamente
neutro”
.

2022/11/08 11:45. Sono ormai oltre 24 ore che mi presento su Twitter
come “EIon Musk”, senza alcuna indicazione di parodia, eppure non sono ancora
stato bannato, nonostante vari utenti mi abbiano segnalato ai servizi antifrode di Twitter, mentre altri account sono stati sospesi o banditi nonostante avessero
esplicitato il loro intento parodistico. È mai possibile che nessuno che
lavora per Twitter abbia considerato le semplici omografie, che sono una
tecnica classica e vecchia come il cucco? Nessuno che sappia definire una
semplice regex? Twitter è davvero messa così male?

Per quelli che ipotizzano che dovrei anche mettere l’immagine di Musk nel
profilo: non è un requisito delle regole. Le attuali
Norme sulle identità fuorvianti e ingannevoli
(copia permanente) sono piuttosto
permissive, ma quelle dichiarate e a quanto risulta applicate da Musk (“Going forward, any Twitter handles engaging in impersonation without
clearly specifying “parody” will be permanently suspended”
) sono ben più drastiche e non richiedono affatto che si cambi
l’immagine.

2022/11/09 9:20. Termino qui, dopo 48 ore, l’esperimento-protesta-parodia. Risultato: i controlli di Twitter sono colabrodo e vengono applicati arbitrariamente e senza rispettare le regole dichiarate. Un account con spunta blu di autenticazione (il mio) ha tenuto il nome falso EIon Musk per due giorni interi e non è stato bannato. Se fossi stato uno spammer o semplicemente un impostore malintenzionato, avrei avuto due giorni di tempo per agire indisturbato. I controlli di Twitter, a quanto pare, si eludono semplicemente usando un’omografia (la I maiuscola al posto della L).

Per contro, sono stati sospesi account che avevano cambiato il proprio nome in Elon Musk specificando esplicitamente che si trattava di parodia.

Intanto Elon Musk incassa l’uscita da Twitter di un peso massimo mediatico come Whoopi Goldberg (che conduce un popolarissimo programma TV, The View, negli Stati Uniti) e di Stephen Fry (attore e conduttore TV britannico), che aveva 12 milioni di follower. Musk dice che gli utenti e il traffico sono in aumento, ma se gli account interessanti da seguire se ne vanno, che ci si va a fare su Twitter?

Il nuovo corso non sta andando affatto bene.

For my English-speaking readers:

To clarify and for late joiners: this is a protest in the form of satire.
Protest is free speech. Satire is free speech. Elon Musk says he’s for
absolute free speech, but he also says this, which is a limitation of free
speech:

This is not about paying $8/month or about identity fraud. It’s about the
contradiction of creating a two-tiered Twitter after saying this:

It’s about Musk cracking down hard on “impersonators” (whilst failing at a
most basic regex) but doing nothing about hate speech.

It’s about creating a Twitter where anyone who cannot ID themselves for
security or privacy will be relegated with spammers and bots. That means
banning free speech for those who need it most. That means your daughter
will have to ID herself if she wants to be seen and heard. That will make it
easy for harassers, stalkers and predators to find her.

Yes, fake online identities are a problem. But Musk’s plan is definitely not
the right way to solve it. It doesn’t solve it at all.

And yes, I realize that I have 400,000 followers and I may get banned
because the “free speech absolutist” can’t stand free speech when it
satirizes him. A protest is worthless if there’s nothing at stake.

2022/11/09 9:40. I’ve ended the protest; it’s gone on long enough to prove my point. By staying on Twitter for two full days as EIon Musk without Twitter banning me, while other accounts got banned even though they had explicitly stated the word “parody” in their name or profile, I believe that I have shown that Twitter’s fraud prevention is in tatters (they can’t even handle homographs – yes, I was E-I-O-N Musk, with a simple capital I standing in for the L) and that Elon Musk’s new rules are being applied arbitrarily and unfairly. This change of management is not going well.

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