Eccovi un aggiornamento (un po’
triste) al libro: tutti gli altri aggiornamenti sono, come sempre,
all’indirizzo
www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/internet-update.html
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(Pagina 216) A settembre del 1997, il
consorzio Eutelsat inizierà la distribuzione del servizio
Internet tramite i suoi satelliti in tutta Europa. Il segnale sarà
ricevibile con le normali antenne paraboliche e consentirà un
flusso in ricezione di circa 2 megabit al secondo (il segnale in
trasmissione verrà mandato via normale modem e telefono).
Questo, combinato con costi che si aggirano intorno alle centomila
lire l’anno, dovrebbe produrre un salto di qualità
impressionante nell’uso di Internet. Per dirne una, diventano
seriamente possibili le trasmissioni TV via Internet anche per gli
utenti normali.
Questo vale in tutta Europa… ma non
in Italia! Infatti il decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55,
recita all’articolo 6 che “L’abbonamento alle radiodiffusioni
nazionali costituisce titolo alla installazione e alla utilizzazione
di antenne destinate alla ricezione di programmi radiotelevisivi da
satellite, collegate esclusivamente a ricevitori radiotelevisivi”.
All’articolo 20, dedicato alle
sanzioni, terzo comma, si legge “Nel caso in cui l’antenna
destinata alla ricezione di programmi radiotelevisivi via satellite
non sia collegata esclusivamente a ricevitori radiotelevisivi si
applica la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire tre
milioni”.
Il quinto comma dice che “Il
ministero delle Poste e delle telecomunicazioni può provvedere
direttamente, a spese dell’interessato, a suggellare o a rimuovere
l’impianto e sequestrare le apparecchiature terminali e gli apparati
di rete”.
In altre parole, se vi beccano a
ricevere Internet via satellite, vi multano fino a tre milioni e se
non basta vi portano via il decoderino. Alla faccia della libertà
d’informazione.
Non tutto è perduto, però:
questa è una delle solite centomila leggi che vengono
predisposte in Italia ma mai applicate (salvo quando fa comodo per
colpire il nemico di turno). Pertanto, visto che sarà
impossibile controllare casa per casa chi ha la parabola per vedersi
le partite o le donnine nude e chi invece ce l’ha per ricevere
Internet, tutta questa manfrina burocratica non servirà a
niente. Ognuno di noi si procurerà il proprio ricevitore dati
satellitare e saremo tutti criminali.
[Fonte: il Sole 24 Ore, 12 giugno
1997, pagina 11]
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.