In tutta sincerità: mi sono fidato troppo e ho preso una
cantonata.
Ho alcune attenuanti, ma devo rettificare un mio articolo
precedente.
Mi scuso e spero che la mia esperienza negativa possa esservi
utile.
Mi riferisco all’articolo sull’MPEG4 che ho pubblicato di recente.
In sostanza avevo attinto a due fonti: una che ritenevo senza dubbio
autorevole (il Sole 24 Ore) e una pescata nel mare di Internet
(www.raum.com), che però aveva tutti i crismi della serietà
e completezza. Ciononostante ho pubblicato delle informazioni
sbagliate.
Ho detto che esiste uno standard MPEG3, ma in realtà questa
è una denominazione errata, anche se parecchio diffusa. I file
audio MP3 sono in realtà scritti secondo lo standard MPEG1
Audio Layer 3.
Di questa inesattezza ho colpa solo io.
Per quanto riguarda le prestazioni promesse da MPEG4, quello che
ho scritto è tutto da ridimensionare. Sono stato contattato da
un lettore molto competente che mi ha segnalato che ero stato tratto
in inganno dalle mie fonti e mi ha consigliato fonti più
affidabili, che vi giro volentieri:
http://www.cselt.it/mpeg
Anche la data di pubblicazione dello standard è da
aggiornare: si parla di febbraio 1999 anziché novembre di
quest’anno.
Il codice sorgente di cui parlavo, inoltre, è disponibile
soltanto agli addetti ai lavori. Peccato.
In sintesi: MPEG4 sarà un’evoluzione nei sistemi di
compressione audio-video, ma non offrirà quel salto di qualità
che traspariva dal mio articolo. Salvo sorprese!
Come si prende una cantonata
Proprio io che vado raccomandando tutti il motto fondamentale di
Internet (“Don’t believe everything you read on the Net”,
non credere a tutto quello che leggi in Rete) abbocco a una bufala?
Sì. A parte il fatto che la mia qualifica ufficiale in Rete
è “massimo inesperto di Internet”, mica “so
tutto io”, quando raccolgo informazioni per un libro o per un
articolo, è mia abitudine avere almeno due fonti indipendenti
per ogni concetto. Anche stavolta ho seguito questa norma
fondamentale, attingendo al Sole 24 Ore (che ha pubblicato un
articolo che mi ha ispirato a compiere le mie ricerche
sull’argomento) e cercando conferme in Rete.
Il sito http://www.raum.com, che è una biblioteca di software per
MP3, mi è sembrato, per presentazione e contenuti, completo e
affidabile. Purtroppo contenenva un miscuglio di informazioni vere e
di stupidaggini clamorose. Non essendo un superesperto del settore,
mi sono fidato.
Dato che il Sole 24 Ore ha pubblicato informazioni sostanzialmente
simili alle mie e quelle di http://www.raum.com, si direbbe che il Sole 24
Ore abbia preso la mia stessa cantonata.
Il che mi consola non poco, visto che almeno ho un dignitoso
compagno di sventura.
Per concludere: mi dispiace di aver contribuito al mare di
inesattezze, incompetenze, bugie e stupidaggini che girano in Rete
(non pensate che i giornali ne siano immuni, comunque — ricordate il
Batman erotico?) e non me ne vogliano i lettori che hanno diffuso il
mio articolo ai newsgroup di settore.
Beh, l’articolo era firmato da me e la figuraccia la faccio io e
soltanto io. Sorry!
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.