I più nottambuli tra voi, quelli che hanno letto subito il
mio precedente, frettoloso messaggio di avviso, avranno avuto il
dubbio piacere di essere testimoni della sorprendente gaffe di
Microsoft, che si è trovata a invitare gli utenti a visitare
un sito porno.
Infatti come dicevo nel messaggio di poco fa, alle due e venti di
stamattina (14/1/03, ora italiana) il sito Fark.com ha segnalato che
questa pagina autentica del sito Microsoft, dedicata
all’assistenza tecnica di Outlook,
http://support.microsoft.com/default.aspx?scid=kb;en-us;257473
conteneva quattro link, il secondo dei quali, Area Code RX
(http://www.areacoderx.com),
portava a un sito pornografico. Se questo genere di siti vi offende,
non apritelo, è veramente spinto. Ecco un’immagine della
pagina Microsoft originale:

Quarantacinque minuti dopo la prima segnalazione, la pagina era
stata rimossa, ma non prima che qualcuno ne catturasse una copia,
come quella che trovate qui (attenzione: il link porta a un’immagine
non adatta a tutti i palati)
http://www.larsontown.com/images/fark/screenshot2.jpg
e che comprende sia la pagina Microsoft originale, sia una delle
meno spinte fra le varie pagine pornografiche che si aprivano
cliccando sul link presente nella pagina Microsoft.
Notare che negli USA erano le otto di sera, non le due del
mattino, quando è successo il fatterello. Quindi nel giudicare
la prontezza della reazione di Microsoft occorre tenere conto del
fatto che nessuno è stato buttato giù dal letto.
Che cosa è successo? Microsoft è stata “bucata”?
Improbabile. E’ molto più plausibile che il nome di dominio
http://www.areacoderx.com appartenesse originariamente a una società
che realizzava un prodotto utilizzabile con Outlook e per questo
citato dal sito Microsoft, ma che poi la società non abbia
rinnovato il canone necessario per conservare il nome di dominio e
l’abbia invece rilevato il solito pornografo.
Microsoft semplicemente non si è accorta del fatto che un
link che prima portava a un sito regolare aveva cambiato padrone. Un
peccatuccio, insomma, buono per farsi due risate, ma utile anche come
promemoria di quanto sia difficile garantire la sicurezza e che
proprio per questo avere un sistema che obbliga l’utente ad accettare
automaticamente gli aggiornamenti del proprio software (come indicato
nella licenza di Windows Media Player 9, per esempio) significa
esporre l’utente a rischi notevoli.
Che succede, infatti, se uno di questi peccatucci si intrufola in
un aggiornamento automatico? Il giudice, la moglie, il capo, il
cardinale vi crederanno se dite che quelle acrobazie carnali ve le ha
messe Microsoft nel PC?
Ilarità a parte, è anche per questo che è
importante riferire e documentare questi episodi, affinché ne
rimanga traccia: costituiscono un precedente che potrebbe scagionare
un innocente.
Ciao da Paolo.
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.