Sta circolando
ormai da ottobre del 2002 la diceria secondo la quale Asereje, la
canzone delle Las Ketchup, sarebbe un inno a Satana. L’appello che
circola più frequentemente presenta la vicenda in questi
termini:
“E così
viene fuori che la canzone dell’anno, Asereje, è in realtà
un inno a Satana. In pratica le Ketchup (la salsa rossa che sembra
sangue) hanno fatto sì che tutti cantassimo questa canzone
senza sapere esattamente cosa cantavamo, e facendoci credere che le
parole erano senza senso.
E così
tutti a cantare inni a Satana, cosa che al principe delle tenebre
avrà fatto sicuramente piacere. Sembra addirittura che nella
repubblica Domenicana, a Porto Rico e in Honduras questa canzone sia
stata proibita.
Asereje vuol
dire “essere eretico”, o in spagnolo “un ser hereje”,
dove A sta per “uno” o “un”.
Il coro: “Asere
je ja de je de jebe tu jebere seibunouva Majabi an de buguni an de
buididipi”. Ecco la traduzione: “Sii eretico (asereje)
Jehovah (Ja – il nome di Dio) ti permette di esistere (je de jebe tu
jebere). Inchinati (Majabi) e noi ti guideremo” (la combinazione
delle ultime parole in spagnolo).
Sembra quindi
molto grave che un sacco di persone ripetano più e più
volte questa canzone senza sapere cosa stanno dicendo. Secondo questi
rituali le parole hanno un potere, e per questo vanno ripetute.
Anche il nome
Ketchup può essere diviso in “Shit Up”, inteso come
attacco ai Cieli.
Il vero
significato dell’intera canzone è in effetti molto simile ad
alcuni rituali satanici. Per esempio si parla di brujeria, che vuol
dire stregoneria… Eccolo nella traduzione inglese:
friday night
it’s party time
feeling ready
looking fine,
viene diego
rumbeando,
with the magic
in his eyes
checking every
girl in sight,
grooving like he
does the mambo
he’s the man
alli en la disco,
playing sexy
felling hotter,
he’s the king
bailando et ritmo ragatanga,
and the dj that
he knows well,
on the spot
always around twelve,
plays the mix
that diego mezcla con la salsa,
y la baila and
he dances y la canta
Chorus:
aserejè
ja de jè de jebe tu de jebere seibiunouva,
majavi an de
bugui an de buididipi,
aserejè
ja de jè de jebe tu de jebere seibiunouva,
majavi an de
bugui an de buididipi
many think its
brujeria,
how he comes and
disappears,
every move will
hypnotize you,
some will call
it chuleria,
others say that
its the real,
rastafari
afrogitano
he’s the man
alli en la disco,
playing sexy
felling hotter,
he’s the king
bailando et ritmo ragatanga,
and the dj that
he knows well,
on the spot
always around twelve,
plays the mix
that diego mezcla con la salsa,
y la baila and
he dances y la canta
Infine avete
notato che nel video, nelle nuvole dietro il tetto sulla spiaggia c’è
la faccia del Diavolo?”
Trovo
particolarmente difficile spiegare come mai il testo di Asereje non è
un inno a Satana, perché è assolutamente ovvio che non
lo è. O almeno dovrebbe essere ovvio a qualsiasi persona di
buon senso. E’ un po’ come tentare di spiegare perché l’acqua
è bagnata. Ma ci provo lo stesso: la versione più
dettagliata di questa indagine è nell’archivio del Servizio
Antibufala, presso
http://www.attivissimo.net/antibufala/asereje.htm
Vediamo quali
sono gli indizi che “proverebbero” la natura demoniaca
del testo. Si comincia con quell’accenno al fatto che il ketchup, il
prodotto che dà il nome al gruppo musicale, “sembra
sangue”. Perché il sangue debba essere un riferimento al
demonio non è chiaro, ma sono sicuro che quelli dell’AVIS
saranno entusiasti di essere involontari satanisti. E tutte le volte
che abbiamo messo il ketchup sulle patatine, forse abbiamo fatto
un’invocazione a Satana? Siamo seri.
Secondo indizio: “Sembra
addirittura che nella repubblica Domenicana, a Porto Rico e in
Honduras questa canzone sia stata proibita.”. Sarebbe
interessante avere qualche riscontro a quest’affermazione, ma in
realtà tutto quello che si trova in Rete è un sito,
Laparoladellafede.it
(http://www.laparoladellafede.it/News/News4/Asereje.htm),
che sembra riportare integralmente un articolo tratto dalla “Sezione
Spettacoli, pag. 21” di un giornale, forse La Stampa. Secondo
questo articolo, “la clamorosa denuncia viene dall´Honduras
dove alcuni religiosi hanno proibito ai ragazzi di ascoltare la
canzone… Il testo, decifrato, nasconderebbe nientemeno che un’ode
al Diavolo. La strabiliante rivelazione è arrivata lunedí
scorso in un reportage di «Tiempo», il principale
giornale della capitale honduregna Tegugicalpa. Le accuse sulle
presunte intenzioni demoniache delle Las Ketchup… sono arrivate in
Honduras via e-mail dal Messico. La band ha già replicato,
assicurando che la sua Aserejé non significa assolutamente
niente.”
L’articolo ripete
le argomentazioni presenti nell’appello e ne aggiunge qualcuna ancora
più strampalata, commentando che “dopo tante panzane,
l’unico effetto che ci si aspetterebbe sarebbe una bella risata alla
faccia del buontempone che si è spremuto il cervello per
partorire tali stramberie. E invece i religiosi dell’Honduras hanno
«abboccato». «Se la canzone non ha significato
apparente, è perché nasconde qualcosa. É meglio
non ascoltare canzoni di dubbio contenuto», dice Rolando
Sánchez, assistente di Vita Spirituale dell’Istituto
Dipartimentale Evangelico. E padre Saturnino Senis, parroco della
Cattedrale San Pedro Apóstol, sottolinea sempre su «Tiempo»:
«Chiedo a tutta la società e ai giovani in particolare
di avere un senso critico, di essere intelligenti e di non lasciarsi
influenzare dai messaggi subliminali che nascondono le canzoni».”
L’articolo
insomma parla sì di Honduras, ma accenna soltanto a
un’esortazione di un religioso a “non ascoltare canzoni di
dubbio contenuto” (si vede che da quelle parti non hanno certi
cantanti nostrani) e di certo non parla di divieti ufficiali.
Sulla teoria che
certe canzoni contengano “messaggi subliminali” c’è
un’amplissima letteratura, sulla quale non mi dilungo: sono decenni
che le menti più sconsiderate, ossessionate dal ricercare il
demonio nella musica rock quando invece ci sarebbero ben altri
problemi cui dedicare le proprie energie e ben altre fonti alle quali
attribuire i mali del mondo, ascoltano i dischi al contrario
(all’epoca del vinile era più facile far girare un disco
all’indietro) e si lanciano nelle più sfrenate interpretazioni
e storpiature pur di far corrispondere ciò che sentono con ciò
che vogliono sentire a tutti i costi.
E’ gente che
sentirebbe messaggi demoniaci anche in “Fratelli d’Italia”,
che a proposito parla proprio di “sangue”, e contiene la
parola “demonio”. Non ci credete? Rileggetevi il testo
(http://www.liberliber.it/biblioteca/m/mameli/fratelli_d_italia/html/fratelli.htm): “Il sangue d’Italia e il sangue Polacco bevé
col Cosacco”. Ribrezzo a parte, se il richiamo al ketchup delle
cantanti di Asereje è satanico, che dire di un inno che parla
di bere sangue? E se prendete il verso “Dov’è la
Vittoria? Le porga la chioma”, noterete che basta prendere una
lettera ogni quattro per trovare la parola D-E-V-I-L.
Sto scherzando,
ovviamente: mi sono appena inventato questo esempio di sana pianta,
giusto per dimostrare che volendo si può trovare qualsiasi
cosa in qualsiasi testo: basta usare delle regole arbitrarie, magari
tentandone un po’ a casaccio finché se ne trova una che calza,
e scatenare un po’ la fantasia, che galoppa bene specialmente se è
malata.
Per calare un
velo pietoso sull’illazione che “Asereje” voglia dire
“essere eretico”, o in spagnolo “un ser hereje”,
basta una semplice considerazione: tutto dipende da quanto siete
disposti a considerare accettabile storpiare i suoni pur di
“dimostrare” la tesi. C’è una bella differenza fra
il suono “asereje” e “un ser hereje”: se non
ci credete, chiedetelo a un amico spagnolo e ve lo chiarirà,
sempre che riesca a star serio di fronte a una “tonteria”
simile. Con questo criterio, allora “cavolo” e “diavolo”
sono la stessa parola, e si può dimostrare tutto e il
contrario di tutto. Quando mamma vi diceva che siete nati sotto un
cavolo, intendeva forse dire che eravate il frutto di un rapporto con
Lucifero?
Sulla
“traduzione” del coro posso proporvi la stessa verifica:
chiedete a uno spagnolo di leggere “Asere je ja de je de jebe
tu jebere seibunouva Majabi an de buguni an de buididipi” e poi
di tradurvelo (se ci riesce). A parte il fatto che comunque la
“traduzione” proposta dall’appello è semmai un
inno alla tolleranza religiosa (“sii eretico, Dio ti permette
di esistere”) e di Satana non parla proprio.
Lo stesso vale
per l’altra affermazione secondo la quale “il nome Ketchup può
essere diviso in ‘Shit Up’, inteso come attacco ai Cieli.”. Che
ci vuole? Basta cambiare una K in “sh”, una E in I, un
“tch” in T, ossia fare qualche “trascurabilissima”
modifica, e il gioco è fatto. Sempre ammesso che crediate che
“shit up” (letteralmente “(fai / manda) la cacca
all’insù”) si possa considerare come un “attacco
ai Cieli”. Che pena.
Infine, sull’accenno alla
“brujeria” (stregoneria), è interessante notare
che secondo le versioni spagnole del testo disponibili online, ad
esempio presso http://www.lyricsmania.com/l/lasketchup/001.html,
la frase incriminata è “No es cosa de brujeria”,
ossia “non è stregoneria” . Non mi sembra una
frase a sostegno delle arti demoniache.
Un’ultima cosa: se qualcuno
vuole cimentarsi nel trovare la “faccia del diavolo” che
sarebbe nascosta nel video della canzone, presso Clarence.com c’è
il filmato
(http://www.clarence.com/contents/musica/speciali/020903lasketchup);
lo trovate anche nel sito apposito del ketchup Heinz
(http://www.terra.com.ve/especiales/lasketchup).
Naturalmente, se trovate il faccione di Belzebù, mandatemi il
fotogramma!
Cerco Max di febbraio
Qualcuno ha a
portata di mano il numero di febbraio della rivista Max? Ho appena
finito un’intervista con la loro redazione (dovrebbe uscire il mese
prossimo), ma pare si sia parlato del Servizio Antibufala a proposito
della celebre foto di Bush coi tappi sul binocolo:
http://www.attivissimo.net/antibufala/bush_binocolo.htm
Se qualcuno me ne
potesse mandare una scansione per i miei archivi, gliene sarei grato!
Due o tre commenti sul Tablet PC
Avete visto tutta
la pubblicità per i Tablet PC? Vi siete chiesti anche voi come
mai zio Bill si è ridotto a fare il piazzista presso i capi di
stato per questo strano oggetto? Trovate un mio commento in proposito
in un articolo che ho scritto per Apogeonline. Si intitola “Prof,
il cane mi ha mangiato il Tablet PC” e lo trovate qui:
http://www.apogeonline.com/webzine/2003/02/18/01/200302180101
Linux e Opera sul telefonino
Novità
interessanti per il mondo dei cellulari. Motorola ha annunciato un
cellulare, l’A760, il cui sistema operativo è basato su Linux
e Java:
http://www.telefonino.net/cgi-bin/news.asp?n=7795
Nel frattempo
esce la versione del browser Opera per cellulari, in particolare per
il Sony Ericsson P800:
http://www.telefonino.net/cgi-bin/news.asp?n=7788
Questo è
quello che intendevo quando dicevo che non è detto che
Internet Explorer resti a lungo il browser più diffuso. Il
numero dei cellulari in circolazione è dieci volte superiore a
quello dei computer, per cui basta che il dieci per cento degli
utenti cellulari abbia un telefonino dotato di Opera, e Internet
Explorer passa in minoranza. Meditate, webmaster ottimizzati per
Internet Explorer, meditate.
In Inghilterra più Jedi che buddisti
Nel 2001 si è
tenuto qui in Inghilterra il censimento, e fra le domande c’era anche
quella sulla religione. Un po’ per scherzo, un po’ per protesta
contro una domanda considerata da molti piuttosto invadente, si è
scatenata via Internet una campagna per rispondere “Jedi”
(come i cavalieri Jedi di Guerre Stellari).
La campagna ha
avuto un bel successo: secondo i dati ufficiali recentemente
pubblicati, oltre 390.000 persone hanno dichiarato di essere di fede
Jedi nel modulo: un numero maggiore di quello degli ebrei, dei
buddisti e dei sikh. Questo è quanto riferisce Yahoo il
13/2/2003:
http://story.news.yahoo.com/news?tmpl=story&ncid=573&e=1&cid=573&u=/nm/20030213/od_nm/jedi_dc
Al successo della
campagna ha contribuito la diceria (infondata) che bastassero
diecimila aderenti per far riconoscere “Jedi” come una
religione ufficiale.
Il rapporto
ufficiale, con “Jedi” in bella mostra nelle categorie di
analisi, è disponibile qui (guardate a pagina 18):
http://www.statistics.gov.uk/census2001/pdfs/section5part3.pdf
Chi usa Linux? Nessuno…
Per la serie
“tanto Linux non lo usa nessuno”, inaugurata qui:
http://www.zeusnews.com/news.php?cod=1348
ai nomi già
citati di Amazon.com, British Petroleum e la DreamWorks (quelli di
Shrek) ho il piacere di aggiungere quello della Pixar (Toy
Story, per intenderci), come descritto in un articolo di Cnet:
http://news.com.com/2100-1001-983898.html
Non gioiscano
coloro che detestano Microsoft: l’adozione di Linux da parte della
Pixar infatti non avviene a danno di Windows, ma a danno di software
e hardware Sun. Per generare tutta quella grafica ci vuole una bella
potenza di calcolo, che finora è stata fornita (a caro prezzo)
appunto da Sun: ora Pixar genererà i propri film digitali
usando un sistema Linux costituito da 1024 processori Xeon di Intel.
Quindi quando
andate a vedere il prossimo film della Pixar, state guardando Linux
al lavoro.
Le crepe dello Shuttle
Ho radunato le
analisi e le indagini fatte in questi giorni a proposito della foto
delle presunte “crepe” nello Shuttle Columbia. Se vi
interessa, le trovate in forma riordinata e condita di moltissime
foto nella pagina antibufala che ho preparato sul tema:
http://www.attivissimo.net/antibufala/shuttle_columbia_foto_crepe.htm
Ciao da Paolo.
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.