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Il virus che chiede un riscatto per sbloccare i dati della vittima: Cryptolocker

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 01/11/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Stanno
arrivando da varie parti del mondo, Svizzera compresa, segnalazioni
di un attacco informatico, denominato Cryptolocker, che ha effetti
davvero pesanti: sullo schermo della vittima compare un avviso che lo
informa che tutti i suoi dati sono stati cifrati con una password
complicatissima e che per avere questa password deve pagare un
riscatto (tipicamente qualche centinaio di franchi). Se la vittima
non paga entro pochi giorni, la password verrà cancellata e i suoi
dati saranno persi per sempre.

La cifratura
utilizzata dai criminali che stanno dietro Cryptolocker è
sostanzialmente impenetrabile (RSA a 2048 bit), per cui una volta che
l’attacco ha avuto luogo è troppo tardi, a meno che la vittima abbia
una copia di scorta isolata (
backup offline)
dei propri dati. Un sistema di backup in rete rischia di essere
inutile, perché Cryptolocker è capace in certi casi di raggiungere
anche quella copia e cifrarla.

Rintracciare
i criminali è per ora impraticabile: hanno usato vari sistemi per
impedire di identificare l’origine dell’attacco e la destinazione
finale dei riscatti.

L’unico
rimedio è la prevenzione. I principali antivirus riconoscono e
bloccano Cryptolocker, e c’è anche uno strumento gratuito,
CryptoPrevent,
che imposta Windows in modo da renderlo meno vulnerabile a questo
specifico attacco. Va notato, infatti, che questo malware agisce
soltanto su sistemi Windows: gli utenti Mac e Linux sono immuni.

La
prevenzione passa anche dall’abitudine a comportamenti prudenti da
parte dell’utente: Cryptolocker entra nei sistemi informatici usando
il metodo classico dell’allegato a una mail. La mail è confezionata
in modo da provenire apparentemente da un indirizzo familiare o
credibile (un ente amministrativo oppure una filiale di un’azienda,
per esempio) e l’allegato si spaccia spesso per un resoconto
contabile, una fattura o una richiesta di pagamento urgente, in modo
da indurre la vittima ad aprirlo. Ma la mail è spesso sgrammaticata
o in inglese, e questo è un indizio che deve mettere sul chi vive.

In sintesi,
per difendersi contro questo genere di attacchi conviene abituarsi a
fare automaticamente questi controlli su ogni mail che contiene un
allegato:

la mail
arriva davvero da un indirizzo conosciuto o è solo un mittente che
somiglia a uno conosciuto?

la mail
era attesa o è arrivata a sorpresa?

lingua,
la grammatica e l’ortografia sono quelle che ci si aspetta dal
mittente?

l’antivirus
aggiornato dice che l’allegato è sicuro?

Se una o più
di queste domande ha risposta negativa, è il caso di fermarsi e non
aprire l’allegato. Una guida dettagliatissima al funzionamento di
Cryptolocker è disponibile presso Bleepingcomputer.com.

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