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FBI avvisa: occhio ai deepfake nei colloqui di lavoro online

Questo articolo è disponibile anche in
versione podcast audio.

Capita sempre più spesso di fare riunioni e incontri in videoconferenza, a
distanza, e anche i colloqui di lavoro, per selezionare candidati per un
impiego, stanno vivendo la stessa tendenza ad avvenire online invece che di
persona. Ma l’FBI ha pubblicato un
avvertimento che
segnala un aumento parallelo dell’uso di dati personali rubati e di
deepfake
, ossia di immagini video false generate in tempo reale, nell’ambito di
questi colloqui. In pratica il candidato si spaccia per qualcun altro e
mostra, durante il colloquio, immagini di un volto che non è il suo o fa
sentire la voce di qualcun altro.

I colloqui di lavoro falsificati, dice l’agenzia statunitense, riguardano
offerte per impieghi che verranno svolti da remoto o da casa, per cui è
possibile che il datore di lavoro non incontrerà mai di persona il lavoratore.
In particolare, questi colloqui deepfake avvengono quando il lavoro
riguarda il settore informatico e darà quindi accesso a dati personali di
clienti, dati finanziari, database aziendali o informazioni tecniche
confidenziali.

Questo suggerisce che il movente di queste falsificazioni sia l’accesso
fraudolento a questi dati preziosi, spesso a scopo di spionaggio o sabotaggio,
come
segnalato
anche da altre agenzie governative statunitensi a maggio scorso.

Alcuni stati, secondo queste segnalazioni, stanno formando numerosi
informatici che poi fingono di risiedere in paesi fidati usando VPN e
documenti d’identificazione rubati, usando vari software per alterare voce e
video per sembrare affidabili e rassicuranti nei colloqui di selezione fatti
attraverso le normali piattaforme di offerta e ricerca di lavoro, e si fanno
assumere dalle aziende per poi trafugarne dati o facilitare intrusioni da
parte di loro complici.

L’FBI, le altre agenzie statunitensi e gli esperti del settore raccomandano
alcune semplici verifiche. I dettagli della storia personale del candidato,
come per esempio gli studi svolti, il luogo dove dichiara di risiedere, sono
coerenti? Cosa succede se lo si chiama a sorpresa in videochiamata? Come
reagisce alla proposta di spedire un plico all’indirizzo che ha dichiarato sui
documenti che ha fornito? Se si tratta di un impostore, queste situazioni lo
metteranno in seria difficoltà.

Le autorità e gli esperti segnalano anche alcuni trucchi per riconoscere un
deepfake

video o fotografico durante una videochiamata: per esempio, i gesti e i
movimenti delle labbra della persona che si vede in video non corrisponderanno
completamente al parlato. Oppure suoni inattesi, come un colpo di tosse o uno
starnuto, non verranno falsificati correttamente dai programmi per creare
deepfake in tempo reale.

L’MIT Media Lab ha creato una
guida
e un sito, Detect Fakes, che
consente a ciascuno di valutare la propria capacità di riconoscere immagini
personali falsificate e consiglia altri trucchi per rivelare una
falsificazione: per esempio, guardare le guance e la fronte della persona che
appare in video, perché se la pelle di queste zone è troppo liscia o troppo
rugosa rispetto al resto del volto è probabile che si tratti di un falso. Si
possono anche guardare le ombre della scena, che spesso nei deepfake non sono
coerenti, oppure gli occhiali, che spesso hanno riflessi eccessivi, o ancora
la barba o le basette o i nei, che i deepfake sbagliano facilmente. Un altro
trucco è guardare fissa la persona negli occhi per vedere se sbatte le
palpebre o no: anche questo è un errore frequente dei software che alterano il
volto.

Cimentatevi, insomma, con il test dell’MIT Media Lab, che trovate presso
detectfakes.media.mit.edu. Fra l’altro, saper riconoscere un video falso potrebbe servirvi anche fuori
dell’ambito di lavoro, dato che anche molti truffatori online in campo privato
usano queste stesse tecniche per fingere di essere persone seducenti e
corteggiatrici per poi spingere le vittime a mostrarsi in video in
atteggiamenti estremamente ricattabili.

Fonti aggiuntive:
Gizmodo,
Graham Cluley, Gizmodo.

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