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Il primo arresto tramite Facebook arriva dalla Nuova Zelanda. Ma attenti al vigilantismo e agli impostori

Si è parlato già parecchio (Zeusnews;
Repubblica) della curiosa vicenda del ladro arrestato dalla polizia di Queenstown, in
Nuova Zelanda, grazie alla foto della telecamera sicurezza pubblicata su
Facebook. L’individuo ha cercato per un’ora di scassinare la cassaforte della
Franklin Tavern, ma alla fine si è dovuto arrendere.

Il genio, accaldato dalla
fatica, si è così tolto i guanti… e il passamontagna. E ha anche guardato la
telecamera di sicurezza, come vedete qui accanto.

Il novello Arsenio Lupin si è
trovato così immortalato su nastro e l’immagine è stata pubblicata nella
pagina Facebook della polizia di Queenstown, dove la gente del luogo ha riconosciuto il suo volto. Questo ha permesso alla polizia di
arrestare un ventunenne, che è già stato portato in tribunale per rispondere
delle accuse. 

È sicuramente interessante vedere che le forze di polizia di
alcuni paesi sanno usare i nuovi media, ma come sottolinea
Ars Technica, Facebook non è una piattaforma molto sicura per questo genere di iniziative,
perché chiunque potrebbe creare una pagina Facebook a nome di un corpo di
polizia e pubblicare foto che accusano falsamente degli innocenti, che
verrebbero poi identificati grazie al buon cuore (mal riposto, in questo caso)
degli utenti e perseguitati ingiustamente. 

Un sito Web ha un briciolo di
garanzia in più, perlomeno nei paesi nei quali occorre dimostrare di avere
titolo per aprire un sito il cui nome di dominio richiama il nome delle forze di
polizia.

Fonti:
Computer Weekly,
Sophos,
LiveNews.

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