Fra una cosa e l’altra non ho ancora segnalato che è disponibile
temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il
podcast
della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i
rispettivi articoli di supporto:
-
Sarebbe possibile
rilevare la presenza delle persone negli edifici usando i segnali dei
sistemi Wifi, tanto da poterne monitorare il respiro. -
Dal Canton Ticino e dall’estero arrivano segnalazioni di una raffica di
telefonate-truffa
di sedicenti “centri di assistenza Microsoft”, come SwapPCCare. che avvisano
di problemi (in realtà inesistenti) al computer della vittima per poi far
sottoscrivere un contratto di “assistenza”. -
Facebook è terreno di pascolo delle bufale: da quella che annuncia che
Facebook diverrà a pagamento a quella della donazione di sangue
per un bambino malato (ora in versione riconfezionata). -
Davvero
i panni Swiffer lasciano residui letali per cani, gatti e bambini? -
Una piccola rassegna di
strafalcioni imbarazzanti causati dall’autocorrezione degli SMS, e un bizzarro esempio di parola italiana (monocruico) coniata
dall’errore ricorrente di questi automatismi.
Domattina (venerdì), come consueto, dalle 11 a mezzogiorno andrà in onda in
diretta una nuova puntata, che sarà ascoltabile anche in
streaming.
Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili. Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la consultazione.
Antibufala: Swiffer “altamente tossico” per
cani, gatti e bambini?
Sta circolando un appello, scritto in un italiano
un po’ traballante, secondo il quale l’uso dei panni umidi Swiffer
per pulire i pavimenti sarebbe letale per gli animali domestici a
causa di una “molecola antighiaccio” che sarebbe un
“veleno” per il loro fegato. Addirittura sulla confezione
ci sarebbe scritto che il prodotto è tossico “per bambini e
animali”. Leccando il pavimento pulito con questi strofinacci,
gli animali (e, si presume, i bambini) verrebbero insomma avvelenati.
Ecco un esempio del testo dell’appello:
ATTENZIONE
SWIFFERS UMIDO ALTAMENTE TOssico URGENTE READ
TOSSICI condividete! Come abbiamo appreso da poco meno di una
settimana durante una visita nella pratica veterinaria, un pastore
tedesco aveva seri problemi di fegato e purtroppo gli è stata
praticata l’ eutanasia.Il proprietario ha indotto l’autopsia, dal
momento che lei non aveva alcuna spiegazione per questa
sofferenza.Dovete sapere che il cane viveva sempre in casa lo
portavano all’aperto per la passaggiata ed era sempre sotto
controllo.L’autopsia ha mostrato che il fegato era in uno stato
terribile e poteva essere solo riconducibile a un assunzione regolare
di veleno. Quindi, dunque sono stati controllati tutti i prodotti per
la casa.Attenzione ai strofinacci umidi "SWIFFERS – tessuti
idratate", è scritto molto piccolo che il prodotto per bambini
e animali è tossico.Contattare il produttore del prodotto è stata
la grande sorpresa, uno dei componenti è una molecola
antighiaccio.Il pavimento del proprietario del cane pastore è stato
pulito regolarmente con i panni di cui sopra. Il cane leccava spesso
il pavimento e questo ha portato all’ avvelenamento.Dopo non molto
tempo anche 2 gatti hanno subito la stessa sorte. Anche in questo
caso, il "SWIFFER – salviette umide" sono stati utilizzati
per un lungo periodo.Iproprietari di animali domestici sono
espressamente avvertiti di non utilizzare questi panni tossici per
gli animali
Si tratta di un falso allarme che gira almeno dal
2004: in realtà tra gli ingredienti di questo prodotto, riportati
nella documentazione tecnica di legge (Material
Safety Data Sheet), non c’è nessuna “molecola antighiaccio”
(si presume che s’intendesse, più correttamente, “antigelo”).
Sulla confezione non c’è nessun avviso di
tossicità per bambini e animali, come afferma invece l’appello: c’è
solo la normale avvertenza di tenere fuori dalla portata dei bambini,
presente su tutti i prodotti per pulizia.
La bufala persiste nonostante la casa produttrice
del panno, la Procter & Gamble, abbia pubblicato sin da marzo del
2004 varie pagine
informative (in inglese) per smentirla. Anche l’associazione
statunitense per la protezione degli animali ASPCA ha fatto lo stesso
qui,
confermando che gli ingredienti del prodotto non sono tossici alle
dosi in cui sono presenti nei panni, e l’appello è sbufalato anche
presso Hoax-Slayer.com
e Snopes.com
(in inglese), Hoaxbuster.com
(in francese) e Hoax-info
(in tedesco). Tutto inutile: l’allarme continua a circolare perché
pochi si prendono la briga di controllare prima di inoltrarlo.
Facebook a pagamento (di nuovo) e altre storie
L’annuncio
di imminenti e importanti cambiamenti al funzionamento di Facebook ha
scatenato ancora una volta il passaparola
che avverte che il social network da 800 milioni di utenti
prossimamente diverrà a pagamento: bufala già sentita altre volte e
già smentita,
anche da Facebook stesso, con poche semplici parole:
“Non abbiamo nessuna intenzione di far pagare per Facebook. È
gratuito e lo sarà sempre”. C’è anche chi ha dato una ragione
molto più cinica: “Su Facebook noi non siamo clienti, siamo il
prodotto”.
Un’altra
bufala che ha ripreso vigore in queste ore su Facebook riguarda
l’appello (fasullo) per un inesistente “bimbo di 17 mesi” che
“necessita sangue” del gruppo B “per leucemia fulminante”.
L’appello chiede a tutti di telefonare a un certo Francesco, il cui
numero inizia con 091608, e di inoltrare il messaggio. Ma si tratta
di una storia vecchia, proveniente dall’Italia, dove c’era davvero
(ma nel 2007) un bambino leucemico, ricoverato all’ospedale Meyer di
Firenze, per il quale era stato lanciato (non dall’ospedale)
l’appello per sangue del gruppo B+. La vicenda si è conclusa
positivamente, ma l’appello che la riguarda continua a circolare e
trasformarsi. Fermatelo: è privo di qualunque utilità e
probabilmente sta facendo disperare il povero Francesco.
Ha
invece un piccolo fondo di verità l’allarme secondo il quale
Facebook spia la nostra attività su Internet anche quando non siamo
collegati a questo social network. Un blogger australiano, Nik
Cubrilovic, ha segnalato
che alcuni dei “cookie” usati da Facebook (brevi sequenze di dati
registrati sul computer dell’utente da parte di un sito visitato)
potevano consentire il tracciamento dei siti visitati dagli utenti
anche dopo che si erano disconnessi da Facebook.
Il
tracciamento era possibile soltanto per i siti che offrivano
integrazione con Facebook, ma in ogni caso i responsabili del social
network hanno riconosciuto il problema (dopo un anno dalla prima
segnalazione) e lo hanno corretto, affermando che il problema non ha
comportato nessuna violazione della sicurezza o della privacy perché
Facebook non ha utilizzato i dati che consentivano il tracciamento.
Attenzione alle telefonate dei “servizi per la
sicurezza di Windows”
Se
vi squilla il telefono e qualcuno vi dice, di solito in inglese, di
rappresentare Microsoft e vi segnala che il vostro computer sta
avendo problemi e ha inviato loro segnalazioni di errori e infezioni,
fate molta attenzione: con tutta probabilità si tratta di una truffa
che sta colpendo numerosi utenti in Svizzera ma anche in altri paesi.
Il
truffatore fa leva su alcuni trucchi psicologici per conquistarsi la
vostra fiducia: vi fa credere di sapere molto di voi dicendovi che sa
che avete un computer Windows (ma l’hanno in tanti) e che il computer
ha dei problemi di stabilità o di prestazioni (ma li hanno in
tanti).
Spesso
vi propone un test tecnico dall’aria credibile, chiedendovi di
premere il tasto Windows e il tasto R, digitare eventvwr,
andare ai log di Windows e scegliere Applicazione. Questa
procedura fa comparire una serie di messaggi d’errore che sembrano
confermare le parole del truffatore, ma in realtà si tratta di
normali messaggi d’errore temporanei che si verificano in qualunque
computer. Non indicano affatto problemi o infezioni, ma hanno un
aspetto impressionante per chi non è del mestiere.
Il
passo successivo dell’inganno consiste nel mettervi ulteriormente
sotto pressione, dicendo che il vostro computer ha dei problemi seri
e che se non provvedete a risolverli diverrà sempre più lento e
incapace di funzionare. La soluzione che viene proposta dal
truffatore è farvi sottoscrivere un fantomatico contratto di
"garanzia per il software", magari da pagare con carta di
credito. Spesso, inoltre, l’imbroglione si offre di sistemare i
presunti problemi entrando nel vostro computer via Internet
attraverso siti come Support.me.
Non
cedete alla pressione psicologica: non accettate nessun contratto
telefonico, non date i vostri dati personali e non date il permesso
di entrare nel vostro PC. Se avete dei problemi con il computer,
scegliete voi un esperto di fiducia del posto e diffidate di
qualunque approccio telefonico non richiesto. Date anche un’occhiata
al numero del chiamante e ai siti che vi propone di visitare: i più
gettonati in questo periodo sono il numero 009999 100 152 e il sito
SwapPCcare.com, ma nomi e numeri possono variare. Ci sono molte
segnalazioni
di questo
genere
di imbroglio.
Prudenza!
Sorveglianza via Wifi rileva anche il respiro
Come
se non bastassero i mille modi che già esistono per spiare la nostra
esistenza attraverso la tecnologia, dal tracciamento degli
spostamenti tramite GPS e telefonini alla sottrazione delle foto
personali dai social network, adesso sembra che le normali reti Wifi
possano essere usate per rilevare i movimenti delle persone negli
edifici e persino per misurarne il respiro attraverso i muri. Non
sarebbe nemmeno necessario intrufolarsi nella rete Wifi del soggetto
da sorvegliare: basterebbe un ascolto passivo.
Questo,
perlomeno, è quanto dichiara la ricerca
degli informatici Neal Patwari e Joey Wilson della University of
Utah. Lo spostamento di una persona all’interno dell’edificio,
infatti, altera lievemente il segnale Wifi e quest’alterazione è
ricevibile al di fuori dell’edificio, un po’ come il passaggio di una
barca increspa la superficie di un lago e produce onde che si possono
percepire anche a riva.
Usando
appositi filtri matematici in un ambiente di prova costellato di
antenne Wifi, i ricercatori sono stati in grado di affinare l’analisi
di queste variazioni del segnale Wifi fino a rilevare gli spostamenti
di una persona dietro un muro con un errore medio di circa 90
centimetri. In un altro articolo,
gli stessi ricercatori hanno dimostrato che le variazioni del segnale
Wifi possono essere utilizzate anche per percepire non solo il
respiro di una persona ma anche il ritmo di respirazione con un
errore di circa 0,3 respiri al minuto.
Lo
scopo di queste tecnologie, per ora assolutamente sperimentali, non è
soltanto terrorizzare chi già si sente fin troppo sorvegliato dalle
moderne diavolerie, ma anche consentire soccorsi più efficaci. Uno
degli scenari proposti dai ricercatori, infatti, prevede di piazzare
trasmettitori Wifi intorno e sopra un edificio per sapere se ci sono
all’interno persone da salvare (per esempio in caso di disastri o
presa di ostaggi) e sapere anche dove si trovano e in che condizioni
sono grazie ai loro movimenti e respiri.
Imbarazzi telefonici: SMS e autocompletamento
Molti telefonini hanno una funzione di
suggerimento, completamento o correzione automatica dei testi dei
messaggi (SMS e, negli smartphone, anche mail) che di solito è molto
utile ma ogni tanto commette errori involontariamente imbarazzanti.
Molti ricorderanno lo sconcerto che circondò la scoperta,
alcuni anni fa, che digitando "ebraismo" veniva
proposto "fascismo" su alcuni telefoni dotati del
sistema di scrittura assistita T9.
In inglese per questo genere di equivoci hi-tech
c’è un sito apposito, DamnYouAutocorrect
(letteralmente "accidenti a te, correttore automatico"),
che raccoglie le gaffe più atroci commesse dagli utenti anglofoni;
in italiano c’è Machehoscritto.it,
ma è ancora embrionale.
Quali perle avete collezionato nella vostra
attività online grazie a questi automatismi? Eccone qualcuna
segnalata dagli ascoltatori del Disinformatico:
– scrivendo ahahahahahah viene fuori afasia
– anni fa per invitar fuori una tipa: "Ciao
Tipa, stasera cosa concimi?– "Hippy borghesi" al posto di
"happy birthday"– "memorie isteriche", invece di
"memorie istoriche"– invece che: "non mi rompi
assolutamente" ho scritto: "non mi pompi assolutamente"…
il messaggio é stato preso un po’ male!!— al posto di "ceeeeerto" di fronte
alla richiesta di un amico che si voleva autoinvitare, ho mandato un
"vertigine".Di paura?– monocruico
invece di "onomastico" non è male, ed è troppo
surreale– Il Sig. Besana è diventato Sig. Befana. Ho
dovuto dimostrargli che il T9 ha assunto il ‘controllo’…– questo WE mia moglie era bloccata a Melano
con l’auto e mi ha scritto questo messaggio: "Non mi va auto.
Bloccata a melodramma. Aiuto." un evidente pathos del T9 nei
confronti di mia moglie 😉
L’autocorrezione miete vittime anche al di fuori
del mondo telefonico: un lettore ha segnalato che Microsoft Word,
infatti, insiste a correggere “stagista” in “stragista”,
con tutti gli equivoci rischiosi che ne possono conseguire.
