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Vuoi il futuro? Fattelo. Con Arduino

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questo TED Talk di Massimo Banzi, coinventore della piattaforma di sviluppo Arduino (hardware e software interamente aperti), è una bella dimostrazione della potenza educativa dell’open source, grazie al quale le idee circolano liberamente, tutti hanno il permesso di copiare da tutti (citando la fonte) e non ci sono i freni e i balzelli del copyright, delle licenze e della burocrazia. L’open source ha già trasformato l’informatica (Google usa Linux; Android usa Linux) e ora si appresta a rivoluzionare la fabbricazione di oggetti fisici.

Questa è infatti la rivoluzione prossima ventura: come cambierà il mondo quando avremo in casa una stampante 3D in grado di fabbricare qualunque oggetto? E prima che lo chiediate: sì, ci sarà ancora la possibilità di fare soldi con l’open source. Gli avvocati usano una base di conoscenza aperta (le leggi) ma non mi pare che muoiano di stenti. Si può fare il pane anche in casa, ma molti preferiscono farselo fare dal panettiere.

Mi chiedo quanti dei nostri politici e governanti siano pronti a capire che il mondo è già cambiato e sta per cambiare radicalmente, e che le leggi attuali hanno urgente bisogno di essere ripensate per non restare ancorate a un’idea ottocentesca della tecnologia.

Manichini bionici e altre storie nel podcast di venerdì

Manichini bionici e altre storie nel podcast di venerdì

Nella puntata del Disinformatico radiofonico di venerdì scorso, scaricabile come podcast qui, ho parlato dello skeuomorfismo, della primissima webcam nata per sorvegliare una brocca di caffè, delle licenze di Windows 8 regalate per errore da Microsoft, dei negozi che offrono autoritratti solidi grazie alle stampanti 3D e dei manichini bionici che sorvegliano e analizzano i clienti.

Disinformatico radio, podcast del 2012/10/20

È disponibile il podcast della puntata di ieri del Disinformatico che ho realizzato per la Radiotelevisione Svizzera. I temi della puntata sono questi:

  • Come si taglia il nastro inaugurale di una fabbrica di oggetti prodotti da stampanti 3D? Con un paio di forbici stampate da una stampante 3D, naturalmente. È successo a New York. 
  • Quanto vale un PC violato? Brian Krebs offre un bel grafico dei mille modi nei quali si monetizza un’intrusione, con buona pace di chi dice “Ma io non corro rischi perché non ho niente di valore nel computer”
  • Le parole di Internet: VDSL. Anch’io sono fra i tanti ai quali il provider (Swisscom, nel mio caso) ha imposto ultimamente di cambiare il router (a spese del provider, per fortuna). Vediamo perché occorre questo cambiamento e cosa comporta la differenza fra VDSL e ADSL.
  • Fotografa svizzera fa causa ad Apple: le ha rubato un occhio.
  • La (non) sicurezza informatica dei pacemaker può uccidere a distanza. Sembra un’idea da NCIS, ma è realtà: certi apparati cardiaci impiantati sono riprogrammabili a distanza da chiunque, con conseguenze letali.

I link portano agli articoli di supporto alla trasmissione.

Non trovi un oggetto? Fabbricalo con una stampante 3D

Non trovi un oggetto? Fabbricalo con una stampante 3D

Qui accanto c’è la foto di un obiettivo Zeiss Biogon 60mm standard, molto simile a quello usato durante le missioni Apollo per scattare le straordinarie foto degli astronauti sulla Luna.

Ho un corpo macchina Hasselblad, che uso per mostrare le apparecchiature e le tecniche di ripresa usate sulla Luna nelle mie conferenze, ma è senza obiettivo perché il costo di un gruppo ottico del genere è assolutamente proibitivo.

Soluzione: fabbricarlo in 3D come sagoma d’ingombro, per far vedere almeno che aspetto aveva una fotocamera lunare. Se vi interessa la storia di come un tweet e un linuxiano gentilissimo e volenteroso mi ha risolto il problema, trovate tutti i dettagli e le foto del risultato finale in questo articolo del blog Complotti lunari.

Ora le mie dimostrazioni saranno più fedeli e chiare: grazie, Marco!