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Vasche da bagno a rischio attacco informatico


Di tutte le cose che possono essere prese di mira da un attacco informatico, la
vasca da bagno con idromassaggio sembrerebbe essere proprio l’ultima, ma è quello
che è successo di recente. Un ricercatore californiano di sicurezza informatica,
Eaton Zveare, ha trovato il modo di accedere via Internet ai dati personali
degli utenti delle vasche “smart” commercializzate da Jacuzzi e da altre marche
molto note del settore e prenderne il controllo.

Pochi giorni fa il ricercatore ha raccontato la bizzarra vicenda nel suo
sito: ha ordinato per sé una di queste vasche aggiungendo l’opzione, denominata
SmartTub, che aggiunge alla vasca un modulo ricetrasmettitore che usa
la rete cellulare per mandare informazioni a un’app che permette di comandare
a distanza la vasca, accendendo le luci, regolando i getti e la temperatura
dell’acqua, e così via. Lo so, può sembrare una funzione extralusso, ma sono oltre
10.000 le persone che hanno scaricato l’app
da Google Play e quindi, si presume, la usano.

Durante la configurazione dell’app, il ricercatore ha visto comparire sul suo
schermo per un attimo una tabella piena di dati. L’ha catturata usando uno
screen recorder per registrare quell’immagine fugace e ha scoperto che
si trattava di un pannello di controllo per amministratori, strapieno di dati di
utenti di vasche con idromassaggio di varie marche.

 

Da bravo informatico, ha approfondito l’indagine e ha scoperto che il pannello
di controllo era accessibile a chiunque senza immettere credenziali e
consentiva di vedere e modificare i dettagli dei proprietari delle vasche, con
nomi, cognomi e indirizzi di mail, e anche di disabilitare
completamente gli account.

In maniera molto responsabile, Eaton Zveare ha contattato il supporto tecnico
dell’app di Jacuzzi per avvisare l’azienda del problema. Ha ricevuto risposta
e ha fornito tutti i dettagli tecnici, ma poi non ha sentito più nulla per
mesi, mentre la falla rimaneva aperta. Ha dovuto tentare vari altri indirizzi
di contatto e infine rivolgersi alla società di sicurezza informatica Auth0,
che gestisce il sistema di accesso alle vasche da bagno “smart”, prima di
ottenere risposta. Un copione che chiunque lavori nella sicurezza informatica
ha già vissuto tante volte.

Ma alla fine, dopo sei mesi, la falla è stata chiusa, senza neppure un cenno
di riconoscimento o ringraziamento da parte della casa produttrice di vasche,
alla quale il ricercatore ha risolto gratuitamente un guaio che avrebbe potuto avere
conseguenze legali molto onerose. Anche questo silenzio fa parte del copione.

C’è di più. Secondo le leggi della California, dove ha sede la Jacuzzi, questa
fuga di dati dei clienti dovrebbe essere annunciata ai clienti stessi e
segnalata
alle autorità, ma finora non risulta che ci sia stato alcun annuncio o
segnalazione. Se questo è il modo in cui si gestiscono i dati degli utenti e i
comandi remoti dei loro elettrodomestici, forse conviene cercare
elettrodomestici che non siano così tanto “smart”.