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L’emisfero lunare non visibile dalla Terra, fotografato dagli astronauti della missione Apollo 16. |
Ultimo aggiornamento: 2021/02/14 13:55.
Il recente atterraggio della sonda cinese Chang’e-4 sull’emisfero lunare non
visibile dalla Terra ha risollevato, specialmente a livello giornalistico, la
questione dell’uso di “lato oscuro” per identificare questa parte della
Luna.
Lo dico ancora una volta con sentimento:
non esiste un lato oscuro della Luna: anche la faccia della Luna che non
vediamo viene illuminata dal Sole periodicamente
(a parte alcuni crateri polari, come mostrato in fondo a questo articolo).
Esiste una faccia nascosta, nel senso che non la possiamo vedere dalla
Terra, ma non un lato oscuro.
Usare “lato oscuro”, per qualunque motivo, è ingannevole. Fa
pensare che la Luna abbia una parte permanentemente buia. Quindi è meglio
smettere di usarlo, per chiarezza. Tutto qui. Perché le conseguenze, altrimenti,
sono queste: il telegiornale RAI che dice che
“la luce della sonda illumina il lato oscuro della luna”, forse per
giustificare il fatto che le immagini mostrano che la sonda è atterrata sul lato
oscuro eppure c’è luce. No, non credo proprio che sia stata una metafora.
@disinformatico
TG1 13.30: “La luce della sonda illumina il lato oscuro della luna” 😱
https://t.co/6CHcKPGcsK— Roberto Mastri (@RobertoMastri)
3 gennaio 2019
Non è un caso isolato. Le conseguenze sono anche queste, sul
Corriere della Sera (copia permanente su Archive.org
qui): “su quel lato non c’è radiazione solare”, scrive il Corriere,
dimostrando di credere che quella parte della Luna sia
davvero perennemente buia:
C’è chi difende l’uso di “lato oscuro” perché “oscuro” ha anche
l’accezione figurata di “nascosto”.
Allora direste “il lato oscuro del Sole”? Soprattutto, nel caso della
Luna usare “lato oscuro” perpetua la percezione errata che ci sia una
specifica porzione della superficie lunare che è sempre illuminata e una che è
sempre al buio. Non è così. Già solo per questo, a mio parere, è infinitamente
meglio usare direttamente “nascosto”: disambigua e rende chiaro che si
sta parlando dell’emisfero lunare non visibile dalla Terra. Perché confondere la
gente usando “oscuro” quando c’è un aggettivo molto più preciso e
descrittivo?
C’è chi dice che “oscuro” è giusto, perché va inteso nel senso di
“ignoto”.
No. abbiamo mappe complete e dettagliatissime dell’intera superficie lunare da
oltre 50 anni (il primo atlante della faccia nascosta è del
1960). La faccia della Luna
non visibile dalla Terra è perfettamente conosciuta; non è affatto ignota. La
foto in cima a questo articolo è del 1972: ha 47 anni.
C’è chi obietta che con “lato oscuro” si intende quella parte
variabile della superficie lunare che in un dato momento non è illuminata dal
Sole.
Ma c’è un problema di fondo: siamo abituati a pensare (erroneamente) che la Luna
non ruoti su se stessa perché rivolge sempre la stessa faccia verso di noi. La
percepiamo come fissa e divisa in due parti: quella che vediamo e quella che non
vediamo. Per questo l’espressione “lato oscuro della Luna”, nella sua
accezione comune, non indica una zona variabile della superficie, ma una
zona fissa: quella non visibile dalla Terra. Non indica quella che
in un dato momento è al buio.
C’è chi obietta che pretendere che non si scriva “oscuro” è una
pignoleria inutile.
In tal caso, vogliamo quindi accettare anche chi parla di “anni luce” per
indicare un lungo periodo di tempo invece che una grande distanza? Vogliamo
lasciare che venga diffusa un’idea sbagliata che crea ignoranza?
C’è chi obietta che “lato oscuro” è una licenza poetica. Stiamo
parlando di astronomia e di giornalismo, non stiamo facendo poesia spicciola. La
licenza poetica lasciamola ai Pink Floyd.
Ma allora cosa diciamo? Semplicemente “faccia nascosta”. Non è
difficile e non costa nulla. O, se vogliamo essere ancora più precisi ma
leggermente prolissi, “faccia nascosta alla Terra” o
“faccia non visibile dalla Terra”, come suggerito dai commenti a questo
articolo.
2019/01/08 17:25
Questa animazione di Nick Stevens mostra l’evoluzione della luce e dell’ombra al
Polo Sud lunare. Il fondo del cratere Shackleton, al centro, rimane
permanentemente al buio.
View from over the South Pole of the Moon, as the Sun shines from all
directions. Shackleton Crater (centre), has its floor in permanent darkness,
preserving water ice.Music: dark Core, Synaesthesia
pic.twitter.com/MSsJwbUnZ6— NickStevens Graphics (@runnymonkey)
January 8, 2019
2019/01/16 8:35
Ho aggiunto l’esempio del Corriere della Sera, descritto in dettaglio
qui.
2021/02/14 13:55
C’è ricascato il Messaggero, che poi ha corretto dopo la mia segnalazione:
Giornalismo a neuroni spenti: se la foto scattata sulla Luna è illuminata, come fa a essere il LATO OSCURO? pic.twitter.com/eXfBQ1j8Nv
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 13, 2021
Adesso il Messaggero titola “Spazio, il rover cinese trova pinnacolo di roccia sul lato nascosto della Luna: un rebus per gli scienziati” Semplice, chiaro, e occupa la stessa quantità di spazio. Visto? Non è difficile.
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