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Il Disinformatico
del 23 dicembre 2022. Ultimo aggiornamento: 2022/12/23 23:30.
Moltissime persone stanno usando la funzione Magic Avatar dell’app
Lensa AI per crearsi dei ritratti
personali digitali stilizzati, da usare per esempio come immagini dei profili
social ma anche per puro divertimento, e i risultati sono davvero notevoli.
Gli incassi della casa produttrice, Prisma Labs, ammontano già a svariati
milioni di dollari.
Ma per usare Lensa AI bisogna
affidare
a quest’azienda una decina di foto del proprio volto, quindi una serie di dati
biometrici sensibili. Pertanto sarebbe opportuno leggere l’informativa sulla riservatezza dei dati
e le condizioni d’uso per scoprire
che fine fanno queste foto: vengono depositate temporaneamente sui server
dell’azienda, che si trovano negli Stati Uniti, e cancellate subito dopo la
generazione degli avatar corrispondenti. Così dice Andrey Usoltsev, CEO e
cofondatore di Prisma Labs.
Il problema è che oltre alle vostre foto, Lensa AI acquisisce molte altre
informazioni personali “a scopo di marketing”, come per esempio
(sezione 3 delle condizioni d’uso) che tipo di smartphone usate, il vostro
indirizzo IP e soprattutto i dati di tracciamento pubblicitario raccolti dai
principali operatori del settore, ossia i cosiddetti IDFA di Apple o
gli Android Advertising ID di Google, che possono essere poi ceduti o
rivenduti ad altre società.
Potete disabilitare questa raccolta di dati andando nelle apposite
impostazioni di iOS o di Android e seguendo le istruzioni fornite
nell’informativa di Lensa AI.
Ci sono anche alcune precauzioni che riguardano in particolare i bambini e le
donne: mandare a Lensa AI immagini di bambini è contrario alle condizioni
d’uso e produce risultati che mi limito a definire
inquietanti. Per le donne, invece, Lensa AI ha una spiccata tendenza a generare
immagini
fortemente sessualizzate: l’app spesso genera nudi integrali e pose molto
esplicite anche se si mandano solo fotografie del proprio volto.
Stranamente non sembra esserci lo stesso problema per gli uomini: per loro
vengono generate solitamente immagini in stile eroico o comunque ritratti
normali. Potete farvene un’idea sfogliando i
tweet che usano l’hashtag #lensaai.
Ma il problema più grave è che è possibile usare Lensa AI per generare
immagini pornografiche realistiche di altre persone in modo pericolosamente
semplice. Se si appiccica rozzamente, con Photoshop, il volto di una persona
su immagini esplicite di un’altra, Lensa AI fonde perfettamente le due
immagini.
Lensa AI usa una versione del software di intelligenza artificiale Stable
Diffusion che è dotata di filtri che in teoria dovrebbero bloccare le immagini
non adatte, ma a quanto risulta dai test effettuati dai ricercatori questi
filtri vanno in tilt se si usa una serie appositamente confezionata di
immagini.
Le immagini pornografiche false di celebrità o di persone comuni, usate spesso
come strumenti di aggressione, bullismo o umiliazione, purtroppo non sono una
novità, ma generarle prima richiedeva una notevole competenza nell’uso di
programmi di fotoritocco e questo ne frenava la produzione e l’abuso. Ora,
invece, grazie a Lensa AI questo ostacolo non esiste più: bastano un
telefonino e pochi dollari.
Prisma Labs ha dichiarato che sta prendendo delle misure tecniche per
risolvere questo problema, ma l’avvento generale di questi software di
intelligenza artificiale sta creando un pantano etico che sta già spingendo
alcuni governi, come per esempio quello
britannico, a valutare leggi che criminalizzino la disseminazione di foto intime
generate artificialmente senza consenso.
Nel frattempo è forse il caso di ridurre, se possibile, la quantità di
fotografie dei nostri volti che mettiamo a disposizione di chiunque
pubblicandole sui social network. L’intelligenza artificiale, purtroppo, non
aiuta a contrastare la cattiveria naturale.
Fonte aggiuntiva:
TechCrunch.



