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microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2023/01/21.
Stanotte (ora italiana) Elon Musk ha annunciato a sorpresa, con un
post su Tesla.com
e una
conferenza stampa telefonica (ora rimossa), il nuovo hardware che viene già ora installato a bordo di
tutte le auto Tesla che lasciano la catena di montaggio e che verrà installato
anche sulle future Model 3 (come quella che ho
prenotato ad aprile scorso):
-
otto telecamere con copertura su 360 gradi, sia grandangolari sia a
teleobiettivo (disposte e nascoste
in questo modo); -
un radar frontale con elaborazione migliorata,
“in grado di penetrare pioggia intensa, nebbia e polvere e persino
guardare oltre l’auto che sta davanti”
(è già successo, salvando un conducente); - dodici sensori a ultrasuoni migliorati (fino a 8 metri di portata);
- un computer di bordo molto più potente, basato su GPU Nvidia;
- software riscritto per tenere conto delle nuove risorse hardware.
Questa nuova dotazione hardware e software consentirà, dice Musk, di saltare la
fase di miglioria iniziata con l’Autopilot 2.0 (il software di guida
assistita, non autonoma), che avrebbe portato le Tesla prodotte fin qui
al Livello 3 o 4 di autonomia secondo i
criteri SAE, e di offrire direttamente la guida totalmente autonoma (Livello 5): il
“conducente” non dovrà fare altro che impostare la destinazione desiderata.
Contemporaneamente Tesla ha pubblicato il video qui sotto, girato nei dintorni
di Palo Alto e nel parcheggio della casa automobilistica (secondo le
deduzioni di Electrek). Attenzione: è accelerato rispetto alla realtà. Presumo che sia stato girato
in condizioni particolarmente favorevoli, che non corrispondono nemmeno
lontanamente alla realtà di una congestionata città europea, ma vi sfido a
guardarlo senza angosciarvi a ogni incrocio e senza restare a bocca aperta
quando il “conducente”
scende dall’auto e l’auto va da sola a cercarsi un parcheggio (saltando,
fra l’altro, il parcheggio per disabili perché, dice Musk,
ha letto il cartello stradale). Cose già viste in tanti prototipi di altre case automobilistiche, ma qui si
parla di fornirle in un’automobile di serie.
La guida autonoma mostrata nel video non sarà disponibile da subito sulle Tesla
predisposte: per ora viene solo installato l’hardware adatto a consentirla. Il
software, dice Tesla, verrà aggiornato man mano che la flotta di auto acquisisce
esperienza di guida in condizioni reali.
2023/01/21: Sette anni dopo la pubblicazione di questo video,
è emerso che si trattava di una messinscena. E infatti, a sette anni di distanza, la guida autonoma mostrata in questo video non è ancora pubblicamente disponibile. I dettagli sono in
questo mio articolo.
The Register
nota che
l’annuncio
precisa che l’attuale Autopilot (sistema di guida assistita usato fin qui)
non sarà abilitato nelle nuove Tesla: anzi, inizialmente queste
nuove auto non avranno neanche la frenata automatica d’emergenza,
l’allarme di collisione, il mantenimento di corsia e il
cruise control attivo (almeno fino a dicembre 2016, secondo
il sito di Tesla). Le “vecchie” Tesla già circolanti, invece, continueranno ad avere
l’attuale Autopilot (se i proprietari lo hanno acquistato e lo
abilitano).
Le nuove Tesla Model S e X, in altre parole, saranno all’inizio
inferiori a quelle oggi circolanti, ma le funzioni di sicurezza
attiva (per esempio manovre anticollisione e frenata d’emergenza) verranno
attivate in seguito, intorno a dicembre 2016 tramite aggiornamenti
software distribuiti tramite la rete cellulare.
Chi acquista oggi una Tesla ha come opzione un
Enhanced Autopilot (guida assistita, con adattamento della
velocità al traffico circostante, mantenimento di corsia, gestione degli
svincoli e delle uscite autostradali, cambio di corsia e parcheggio
automatico), che in Italia costa 5700 euro (6800 se attivato dopo la
consegna) e una Full Self-Driving Capability (guida
autonoma), che costa altri 3400 euro (4500 post-consegna)
in aggiunta al costo dell’Enhanced Autopilot.
La differenza fra una Model S o X elettrica “manuale”, con le funzioni
basilari di assistenza alla guida, e la stessa auto in versione pienamente
autonoma ammonta insomma a ben 9100 euro nel migliore dei casi. Una cifra
non trascurabile, anche se le Model S e X sono auto di lusso da 80.000
euro e passa. Sarà interessante scoprire il costo di quest’opzione sulla
Model 3, ben più economica (da 35.000 dollari in su).
Va detto, inoltre, che Tesla
sottolinea
che le funzioni di guida autonoma
“dipendono da una validazione estesa del software e dell’approvazione
normativa”
e che
“non è possibile sapere esattamente quando ciascun elemento di queste
funzioni verrà reso disponibile”.
Entro la fine dell’anno prossimo, dice il
Wall Street Journal, Tesla intende dimostrare un viaggio totalmente autonomo da costa a
costa negli Stati Uniti (da Los Angeles a New York). Affascinante.
L’altro aspetto interessante dell’annuncio di oggi è che
specifica
che
“usare una Tesla a guida autonoma per condividere l’auto e per
trasportare amici e familiari va benissimo, ma farlo a scopo di lucro
sarà permesso solo sul Tesla Network, di cui verranno resi noti i
dettagli l’anno prossimo”. Tesla, insomma, sta già pensando a un futuro nel quale le
automobili autonome saranno usabili come fonte di reddito: invece di
restare ferma in garage a svalutarsi, l’auto potrà essere usata da altri
come taxi, a pagamento, quando non ne abbiamo bisogno, come descritto da
Elon Musk nel suo
Master Plan Part Deux. E Tesla vuole detenere il monopolio nell’uso commerciale delle proprie
auto in modalità autonoma.
Chiarisco alcuni dubbi che stanno emergendo dai commenti e propongo alcune
riflessioni:
-
le Tesla hanno un’app che permette di localizzarle e (nella futura
versione mostrata qui sopra) chiamarle a distanza dal loro parcheggio fino
a dove si trova il proprietario. Non so cosa succeda in caso di parcheggio
in zona non servita dalla rete cellulare (per esempio un parcheggio
sotterraneo). Verranno installati ripetitori cellulari ovunque? -
Se non trova parcheggio, in teoria l’auto può allontanarsi fino a
trovarne uno oppure continuare a orbitare. Potrebbe anche andare a un
punto di ricarica a induzione (senza contatto), per esempio, e
ricaricarsi. -
Il software dovrà essere in grado di gestire i codici della strada
differenti dei vari paesi e stati e i loro aggiornamenti. E le Tre Leggi
della Robotica 🙂 -
La segnaletica stradale dovrà essere mantenuta con estrema attenzione e
studiata per evitare ambiguità. Come si comporterà un’auto autonoma in
caso di segnaletica orizzontale temporanea per lavori in corso? -
Sì, ci sono degli ostacoli legislativi enormi sulla responsabilità in
caso di incidente. -
Ha molto senso introdurre hardware e software per la guida autonoma
prima che il legislatore abbia creato il quadro normativo: infatti le
nuove Tesla opereranno in “shadow mode”, ossia osserveranno la
guida dei conducenti nelle condizioni più disparate (non solo nelle
situazioni ideali da video promozionale) e ne estrarranno dati di
esperienza indispensabili per convincere l’opinione pubblica e il
legislatore che un’auto autonoma non è più pericolosa di un essere umano
alla guida (e probabilmente è meno pericolosa della maggior parte dei
guidatori). Serviranno milioni di chilometri per avere dati sufficienti, e
cominciare adesso consente a Tesla di avere una miniera di dati che gli
altri costruttori semplicemente non possono avere. Questo è un vantaggio
competitivo enorme. -
Per i disabili e gli anziani un’auto a guida totalmente autonoma è una
rivoluzione di mobilità totale. -
Se ci saranno le auto autonome, chiamabili quando servono, avrà ancora
senso essere proprietari di un’auto personale? -
Sì, nasceranno nuovi servizi basati su questa capacità e le nostre città
dovranno essere ripensate in funzione di questa nuova opportunità,
esattamente come fu necessario ripensarle quando arrivarono le automobili
a sostituire le carrozze dei ricchi (e i tram, i piedi e le biciclette dei
poveri). -
Se i tassisti avevano avuto paura di perdere il posto quando è arrivata
Uber, ora saranno nel panico totale. È ora di trasformarsi, magari in
proprietari e gestori di una piccola flotta di auto autonome. -
Vedere un’auto che guida da sola ci fa capire cosa provavano i nostri
nonni quando furono introdotti gli ascensori con le porte automatiche e
senza operatore.