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La dicitura “Ogni riferimento a persone esistenti…” deriva da Rasputin

Perché nei film compare spessissimo la dicitura “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale” anche quando vengono chiaramente raccontate delle vicende che riguardano persone esistenti o esistite e fatti accaduti?

Perché nel 1932 la MGM presentò il film Rasputin and the Empress (in italiano Rasputin e l’imperatrice), ambientato negli ultimi anni del regno zarista in Russia, nel quale la principessa Natasha (personaggio di fantasia) veniva sedotta dal famigerato monaco e mistico russo Rasputin (persona realmente esistita). La principessa Irina Alexandrovna di Russia (persona reale) fece causa alla MGM nel Regno Unito, affermando che “Natasha” era un chiaro riferimento a lei che ledeva gravemente la sua onorabilità, perché essere stata sedotta, all’epoca, era un’onta terribile, che la rendeva non più sposabile o degna di essere consorte.

Una delle locandine del film (fonte: IMDB).

La English Court of Appeal giudicò che la principessa avesse ragione e che la MGM dovesse risarcire lei e il marito Felix Yusupov (una delle quattro persone che avevano ucciso Rasputin) per l’ammontare di circa 125.000 dollari dell’epoca, equivalenti a circa tre milioni di dollari di oggi.

Questa vicenda è diventata quasi leggendaria ed è stata raccontata in tante versioni, ma Fabio, un amico e barrister che segue questo blog, mi segnala che perlomeno la causa è reale ed è Youssoupoff v Metro-Goldwyn-Mayer (1934) 50 TLR 581, CA, dove TLR sta per Times Law Reports e CA sta per Court of Appeal.

Dalla letteratura di settore emerge che una consulente legale che lavorava alla MGM aveva messo in guardia la casa cinematografica specificamente per la scena della seduzione della principessa, ma non era stata ascoltata e anzi era stata licenziata. La MGM quindi non poté fingere di non sapere, e così raggiunse un accordo stragiudiziale per circa un milione di dollari di allora (circa 24 milioni di oggi) per prevenire liti legali in tutti i paesi nei quali era stato distribuito Rasputin and the Empress e ritirò il film dalla circolazione per decenni.

Al termine della causa, Lord Justice Scritton, uno dei giudici che aveva gestito il caso, suggerì con enfasi che se il film avesse avuto un’avvertenza o disclaimer che avesse specificato che tutti gli eventi rappresentati sono finzione, come era già prassi fare per i libri, probabilmente la causa sarebbe andata ben diversamente. Da allora, per prudenza, l’industria del cinema appone sistematicamente questa dicitura, anche quando non ha molto senso farlo e anche se non sempre quella dicitura la mette al riparo da azioni legali e relativi risarcimenti.

Fonti: Il Post (2016), Truth and Lives on Film – The Legal Problems of Depicting Real Persons and Events in a Fictional Medium, seconda edizione, John T. Aquino (2022), con resoconto giuridico dettagliatissimo a pagg. 14-29; Slate.com (2016); ZME Science; Openculture.com (2024); Unintentional Defamation, Wikipedia; “Any Resemblance to Persons Living or Dead”: Film and the Challenge of Authenticity, Natalie Zemon Davis, The Yale Review, 86 (1986-87): 457-82 (Stanford.edu).

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Egidio Pignatelli

Storia molto interessante, non la conoscevo! 🙂
Però c’è un dettaglio che non ho ben compreso.

Prima hai scritto “che la principessa avesse ragione e che la MGM dovesse risarcire lei e il marito Felix Yusupov […] per l’ammontare di circa 125.000 dollari dell’epoca”.
Poi hai precisato che “La MGM […] raggiunse un accordo stragiudiziale per circa un milione di dollari di allora”.

Quindi, la corte d’appello inglese avrebbe comminato un risarcimento di 125mila dollari e poi la MGM avrebbe trattato stragiudizialmente per una cifra 10 volte superiore?!

O non ho ben capito io i termini della questione, o c’è un errore nelle cifre. 🙂

[…] realmente esistite…” nei film, legate nientemeno che a Rasputin (ne scrivo in dettaglio in questo articolo); le nuove truffe basate sull’intelligenza artificiale; lo sfruttamento di lavoratori sottopagati […]

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