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Il gatto che firmava articoli scientifici

Nel numero di novembre 1975 della rivista scientifica Physical Review Letters c’è un articolo, intitolato Two-, Three-, and Four-Atom Exchange Effects in bcc ³He, che ha come coautore un gatto. Lo stesso gatto è addirittura autore unico di un altro articolo di fisica, pubblicato in francese sulla rivista scientifica divulgativa La Recherche a settembre del 1980. L’articolo s’intitola L’hélium 3 solide. Un antiferromagnétique nucléaire.

Non è un errore o una svista. I lavori di questo autore a quattro zampe, che si firmava F.D.C. Willard, furono pubblicati intenzionalmente.

Nel 1975, infatti, il fisico e matematico statunitense Jack H. Hetherington, della Michigan State University, voleva pubblicare su Physical Review Letters un articolo che presentasse i risultati delle sue ricerche nel campo della fisica delle basse temperature. Scrisse l’articolo usando la prima persona plurale (“we”), ma un collega al quale aveva mandato il testo per la revisione gli disse che la rivista non avrebbe accettato il “noi” in un articolo scritto da una sola persona.

Invece di ribattere a macchina tutto l’articolo correggendo pronomi e verbi (nel 1975, per cui niente word processor), Hetherington decise che sarebbe stato più efficiente aggiungere un secondo autore. E che sarebbe stato ancora più efficiente evitare di scomodare qualche collega chiedendogli se volesse diventare coautore. Così il fisico scelse di nominare coautore il suo gatto siamese, di nome Chester, figlio di un altro siamese di nome Willard. Il gatto diede il silenzio-assenso, e così Jack Hetherington aggiunse al proprio articolo il nome “F.D.C. Willard”, dove “F.D.” sta per Felis domesticus, il nome scientifico del gatto domestico, “C.” sta per “Chester” e “Willard” è il nome del genitore.

E così, sul numero 35, datato novembre 1975, della rivista scientifica Physical Review Letters c’è un articolo di fisica co-firmato da un gatto.

La burla del fisico venne alla luce tre anni più tardi, nel 1978, a un simposio scientifico che si teneva a Grenoble. In quell’occasione Hetherington inviò alcune copie firmate di quell’articolo a degli amici e colleghi, includendo la “firma” del suo coautore felino: l’impronta di una sua zampa.

Fonte: Wikipedia