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Torna la voce, torna il Disinformatico radio

Riprende il Disinformatico radiofonico

Domani (martedì) ritorno alla Radio Svizzera di lingua italiana con il consueto appuntamento delle 11 su Rete Tre con Il Disinformatico, dopo una pausa forzata a causa di un raffreddore di categoria sovietica che mi ha lasciato senza voce e in coma per due puntate.

Gli argomenti di domani saranno le tecniche per sproteggere gli odiosi PDF protetti contro il copia-e-incolla del testo; l’anatomia del successo di una recentissima bufala ovina, che ha buggerato numerose redazioni blasonate italiane ed estere; il ritorno della bufala della benzina a metà prezzo, e la reazione di un nuovo garante apparente che ha causato la ripresa di un’altra bufala classica, quella della “danza lenta”; e per chi è vicino al Canton Ticino, l’occasione di partecipare al Wikipedia Day a Lugano.

CIA e Vaticano fra i vandali blasonati della Wikipedia

CIA e Vaticano fra i vandali blasonati della Wikipedia

Chi modifica la Wikipedia non è anonimo: i lettori sorvegliano

E’ stato da poco rilasciato su Internet un servizio, Wikiscanner di Virgil Griffith, che permette a chiunque di identificare l’origine delle modifiche fatte alle voci dell’enciclopedia libera Wikipedia.

Le sorprese non si sono fatte attendere: fra gli autori di varie modifiche sono emersi la CIA, il Vaticano, la Reuters, la Disney e la BBC, identificati in base agli indirizzi IP dei computer dai quali sono state effettuate le alterazioni.

Fra l’altro, alcune delle alterazioni scoperte sono decisamente discutibili: tutt’altro che le normali revisioni e correzioni apportate dagli utenti. Per esempio, come segnalato da BoingBoing, Wired e Sydney Morning Herald, dei computer associati alla CIA sono stati l’origine di quasi trecento modifiche ad argomenti vari, compreso il presidente iraniano (al quale è stato aggiunto un “Wahhhhh” derisorio). Un computer situato al Vaticano è stato usato per cancellare riferimenti a prove che collegano Gerry Adams, il leader del movimento Sinn Fein, a un duplice omicidio di vari decenni fa.

Sarebbe interessante, inoltre, scoprire chi è il “rispettato giornalista italiano” nella cui voce di Wikipedia qualcuno, da un computer delle Nazioni Unite, ha inserito la qualifica di “razzista promiscuo”. E qualche burlone alla BBC ha cambiato le cause delle palpitazioni cardiache dell’ex primo ministro britannico Blair da “caffé forte ed esercizio intenso in palestra” a “vodka e superlavoro in camera da letto”; per non parlare del computer della BBC dal quale il secondo nome del presidente Bush è stato “corretto” da Walker a Wanker (termine scurrile sul quale lascio al lettore ogni ulteriore indagine… solitaria) e di quello della Reuters che ha aggiunto “omicida di massa” alla descrizione di Bush.

Ma i nomi delle organizzazioni che hanno tentato di usare la Wikipedia per rifarsi una verginità o denigrare gli avversari non finiscono qui: Microsoft, il Congresso USA, la Diebold (coinvolta nello scandalo delle bacatissime macchine per il voto elettronico negli Stati Uniti), la catena di supermercati Wal-Mart, e così via. Buona caccia con il Wikiscanner.

I potenti, o coloro che si credono tali, faranno quindi bene a non tentare di autoincensarsi su Wikipedia, perché i lettori, a differenza che in passato con gli altri media, possono controllare chi effettua o commissiona le modifiche. Internet cambia davvero le carte in tavola: i sorveglianti diventano sorvegliati.