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Aveva paralizzato EA, Sony, Steam e altri per divertimento. Ora ride molto meno

Molti sedicenti “hacker” pensano di essere invincibili. Lo pensava anche Austin Thompson, quando ha rovinato il Natale a tanti giocatori online con un attacco DDOS ai danni di PlayStation Network,
Electronic Arts, Riot Games, Nintendo, Quake Live, League of Legends,
Steam e altri, come segnala Hot For Security.

Thompson, oggi ventitreenne, è stato condannato a 27 mesi di carcere e a 95.000 dollari di ammenda. Si era vantato pubblicamente delle sue imprese, fatte per divertimento (“for the lulz”), sotto lo pseudonimo Derp Trolling. Ma la sua vanteria e imperizia gli sono costate caro: uno dei suoi follower lo ha rintracciato nello Utah. Thompson si è dichiarato colpevole e inizierà a scontare la pena a fine agosto.

Morale della storia: se stai in Utah, ti mettono nel sacco.

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