La texana Tracking Point fabbrica costosi fucili di precisione a puntamento computerizzato: il tiratore indica il bersaglio nel mirino e poi il fucile decide quando tirare il grilletto perché la canna è correttamente puntata verso il bersaglio. Con un sistema del genere, qualunque dilettante dalla mano malferma può credersi un tiratore scelto.
C’è un piccolo problema: il fucile informatizzato è collegabile via Wi-Fi a un computer esterno. Già l’idea di avere un fucile collegabile tramite Wi-Fi può sembrarvi un tantino imprudente, ma c’è di più: il collegamento è bidirezionale, nel senso che permette al fucile anche di ricevere comandi in ogni momento. Ciliegina sulla torta, la password del Wi-Fi del fucile non è modificabile.
Ci vuole una dose rara d’incoscienza per progettare un’arma in questo modo. Il risultato è facilmente prevedibile: i ricercatori di sicurezza Runa Sandvik e Michael Auger hanno dimostrato che è possibile prendere il controllo completo del fucile della Tracking Point a distanza, via Wi-Fi, alterandone i parametri di sparo e quindi facendogli mancare completamente il bersaglio oppure disabilitandolo del tutto.
In un video eloquentissimo, Sandvik e Auger mostrano come manipolano il software del fucile per fargli colpire il bersaglio accanto a quello mirato.
Dovrebbero chiamarla la Regola del Comandante Adama (protagonista della serie Battlestar Galactica ed epicamente riluttante – pienamente a ragione – a mettere in rete i sistemi d’arma): se ti può uccidere, non interconnetterlo.
