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Sequestro Indymedia/Rackspace, qualche nuovo dettaglio

News.com segnala che sono stati desegretati alcuni documenti del caso Indymedia, che a fine 2004 fece scalpore perché risultava che l’FBI aveva eseguito un sequestro di un server in Inghilterra, su richiesta italiana, e che Indymedia non era stata avvisata di nulla.

Un documento parzialmente censurato rivela che erano stati chiesti soltanto alcuni file di log specifici. Invece Rackspace ha consegnato l’intero disco rigido, mettendo offline il server e oscurando oltre 20 siti di Indymedia per una settimana. Rackspace si era difesa dicendo che l’ordine era di consegnare l'”hardware” del suo cliente.

Ma il documento dice diversamente, e ora Rackspace dice che si è trattato di un errore di un suo dipendente, che ha usato la parola “hardware” a sproposito. Secondo la Electronic Frontier Foundation, che ha ottenuto la desegretazione, Rackspace ha dato all’FBI molto più di quanto fosse legalmente tenuta a dare: “è come se venisse dato un ordine del tribunale che chiede un documento custodito in un magazzino e invece di consegnare quel documento venisse consegnato l’intero magazzino”.

Il caso Indymedia, insomma, è stato gestito in maniera decisamente pesante e poco corretta. Il documento è un PDF censurato, ma stavolta la censura è stata fatta come si deve, per cui non è “smascherabile” come in altri casi recenti. Dal documento risulta comunque inequivocabile l’origine italiana della richiesta.

LA Playstation 3 può far girare Linux e Mac OS X Tiger?

The Inquirer cita un comunicato stampa Sony, non meglio precisato, secondo il quale la console Playstation 3 sarebbe in grado di far girare Linux o Mac OS X.

Questa è la frase esatta di Sony: “The integrated Cell processor will be able to support a variety of operating systems (such as Linux or Apple’s Tiger)”, ovvero: “il processore Cell integrato sarà in grado di supportare vari sistemi operativi (come Linux o Tiger di Apple)”.

O si sono bevuti il cervello, o qui cova qualcosa di ghiotto.

Iraq, restituito agli iracheni il suffisso .IQ

Secondo The Inquirer, l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), uno degli enti che governa il Web, ha finalmente restituito al governo iracheno il possesso del suffisso “.IQ”. Certo il suffisso non era in cima alla lista delle cose da restituire o di immediata necessità in quel tormentato paese, ma è comunque una notizia di rilievo in termini informatici.

L’ICANN si era ripreso il suffisso .IQ nel 2002, quando la società texana che lo gestiva, la Infocom, era stata accusata e successivamente condannata come canale di finanziamento del gruppo estremista islamico Hamas.

La riconsegna del suffisso è avvenuta il 28 luglio, ma è stata annunciata formalmente soltanto nello scorso fine settimana. Il suffisso sarà prezioso per uniformare i nomi dei siti governativi del nuovo governo locale.

Altri dettagli sono forniti dalla Associated Press.

Foto eccezionali con strumenti comuni

Se vi appassiona la fotografia ultraveloce o vi affascina il mondo dell’invisibile e dei fenomeni così rapidi da durare meno di un batter d’occhio, date un’occhiata a questo sito amatoriale.

Che cosa succede quando una pallottola trapassa una bolla di sapone, un palloncino o un bicchiere? Le foto sono già di per sé esteticamente notevoli: se poi si considera che sono fatte in casa con attrezzatura assolutamente normale (niente più di un flash, una fotocamera comune e di un po’ di elettronica a basso costo), diventano ancora più straordinarie.

Purtroppo la descrizione tecnica della realizzazione è in inglese e/o in olandese, ma le foto restano affascinanti. Quando visitate il sito, cliccate sui link che ci sono sulla sinistra nella pagina iniziale.

bolla trapassata da un proiettile

[IxT]Rientro dello Shuttle: immagini e aggiornamenti in tempo reale

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “cerra2”, “casper” e “mauro.luch****1”.

Se vi interessa seguire in tempo reale il rientro dello Shuttle Discovery oggi, fra circa un’ora, potete farlo via Internet guardando direttamente Nasa TV, disponibile in formato Real e Windows Media.

Io sto seguendo la missione, il cui rientro è già stato posticipato oggi a causa del leggero maltempo alla pista di atterraggio in Florida.

Volevo cogliere l’occasione per fare un piccolo esperimento che riguarda il mio lavoro futuro (per ora non posso dire di più per scaramanzia): se vi interessa seguire una mia “telecronaca” (testuale) del rientro, vi basta continuare a ricaricare questa pagina del blog.

L’ora indicata è sempre quella italiana.

11:37. Gli orari possibili di rientro domani (9 agosto) sono alle 10:56 e alle 12:31, per il rientro al Kennedy Space Center, e alle 13:00 e 14:36 per il rientro alla Edwards Air Force Base in California.

11.07. Il controllo missione ribadisce che le condizioni meteo al Kennedy Space Center sono ancora instabili, con nuvole basse e possibili piogge nelle vicinanze, che sarebbero al momento accettabili per il rientro. Tuttavia, in considerazione dell’instabilità, il controllo missione ha deciso che il rientro è rinviato di 24 ore circa. La decisione è stata comunicata al comandante del Discovery, Eileen Collins. La prima possibilità di rientro è intorno alle 10 di domani.

10.51. Le nubi al Kennedy Space Center si stanno diradando, per cui entro pochi minuti verrà presa la decisione di dare o non dare il “go” che consenta l’inizio delle operazioni di rientro.

10.41. Lo Shuttle è sopra l’Atlantico, con la coda in avanti, pronto (se riceve l’OK dal Controllo Missione) per accendere i motori per il rientro fra circa 30 minuti, alle 11.15, quando sarà sopra l’Oceano Indiano, ad un’altezza di circa 350 km. I motori verranno accesi per 3 minuti e 9 secondi per ridurre la velocità del Discovery in modo da farlo scendere verso l’armosfera. Il contatto con l’atmosfera è previsto per le 11.50, con assetto inclinato a 40°, che verrà manutenuto per 5 minuti, seguito da 4 virate per ridurre ulteriormente la velocità. L’atterraggio è previsto per le 12.22.

10:30. Lo Shuttle si trova ora sopra Panama, in attesa di un OK per iniziare la manovra di rientro. L’eventuale OK dovrebbe essere dato, se le condizioni meteo a Cape Canaveral lo consentono, entro qualche decina di minuti.

[IxT] Allerta phishing Bancoposta

Da ieri mi stanno arrivando numerosissime segnalazioni di un nuovo tentativo di phishing su vasta scala ai danni degli utenti italiani.

Il messaggio che arriva sembra provenire da “support@bancopostaonline.poste.it” e tradisce la propria natura truffaldina principalmente per colpa del suo italiano decisamente stravagante:

“Recentemente abbiamo notato uno o più tentativi di entrare al vostro conto di BancoPostaonline da un IP indirizzo differente.

Se recentemente accedeste al vostro conto mentre viaggiavate, i tentativi insoliti di accedere a vostro Conto BancoPosta possono essere iniziati da voi.

Tuttavia, visiti prego appena possibile BancoPostaonline per controllare le vostre informazioni di conto:”

Il link proposto è in apparenza questo:

https://bancopostaonline.poste.it/bpol/bancoposta/formslogin.asp

ma in realtà nasconde questo indirizzo coreano:

http://www.withwith.or.kr/zboard/icon/formslogin.php

che tuttora, mentre scrivo (8:30 dell’8/8/2005), contiene una copia ben fatta del sito delle Poste, con le caselle per immettervi i codici di accesso al servizio, regalandoli così ai truffatori.

La toolbar anti-phishing gratuita di Netcraft riconosce già questa destinazione indicandone la pericolosità. Inoltre il sito-truffa non visualizza il lucchetto che indica una transazione sicura (quello vero sì).

Valgono le solite raccomandazioni:

  • non fidatevi mai di un invito a cliccare su un link per reimmettere i vostri codici; si tratta sempre di un tentativo di truffa
  • quando visitate un sito ad accesso controllato da codici segreti, digitatene il nome a mano, oppure usando i Preferiti
  • fate sapere in giro che esistono truffe di questo genere
  • se non immettete i vostri codici nel sito-trappola, siete al sicuro anche se avete ricevuto il messaggio-esca
  • i truffatori non vi hanno inviato il messaggio perché sanno che avete un conto Bancoposta: più semplicemente, ne hanno mandate migliaia di copie a tutti gli indirizzi che sono riusciti a trovare, sperando di imbattersi anche in qualche correntista.

E a proposito di phishing, mi è arrivato il piccolo premio di Netcraft che ho vinto per essere stato il primo a segnalare un sito-trappola qualche giorno fa: una mega-tazza con il logo della società, dalla quale sto in questo momento sorseggiando un te’ per colazione.

Ciao da Paolo.

[IxT] ERRATA CORRIGE sulla Wikipedia

Traduttore, traditore. Ieri vi ho raccontato dell’intenzione di Wikipedia di smettere di consentire a tutti di modificarne il contenuto. Salta fuori che l’annuncio non è vero ma deriva da un errore di traduzione. La Wikipedia rimane aperta a tutti.

Jimmy Wales, uno dei fondatori della Wikipedia, ha infatti pubblicato una nota secondo la quale ci sarebbe stato un banale errore di ritraduzione che ha scatenato l’equivoco. Lui parlava in inglese a giornalisti tedeschi, che hanno tradotto in tedesco, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese.

Strada facendo, s’è perso il senso di quello che diceva Wales: non c’è alcuna intenzione di togliere la libertà universale di modifica alla Wikipedia, ma più semplicemente si sta pensando di affiancare alla Wikipedia “tradizionale”, costantemente modificata e in evoluzione, una Wikipedia “stabile” e non modificabile.

Tutto è come prima, insomma. Ringrazio i lettori che hanno segnalato la smentita.

Ciao da Paolo.

La Wikipedia rinuncia alla libertà universale di modifica: CORREZIONE

[CORREZIONE: Questa notizia è stata poi smentita da Wikipedia]

Secondo quanto riferito da Yahoo News, la Wikipedia, la celebre enciclopedia multilingue online scritta e aggiornata dagli utenti della Rete, intende eliminare l’accesso libero alla modifica che sinora l’ha contraddistinta.

Una delle caratteristiche peculiari della Wikipedia, infatti, era proprio la possibilità concessa a chiunque di alterarne e correggerne il contenuto. Non era necessaria alcuna identificazione o registrazione: se si notava un errore, si accedeva direttamente via Web alla pagina contenente l’errore e la si modificava. Questo approccio significava riporre fiducia nella correttezza degli utenti e quindi faceva della Wikipedia una sorta di esperimento sociale. La gente è abbastanza intelligente da non approfittare della libertà concessale?

Pare proprio di no. Dopo aver sopportato vari incidenti e atti vandalici, perché erano più che compensati dal fatto che la facilità di correzione incentivava le persone a correggere e migliorare la Wikipedia (l’ho fatto anch’io), i fondatori della Wikipedia, Jimmy Wales e Larry Sanger, hanno gettato la spugna. In un’intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, Wales ha detto che sarà necessario trovare un equilibrio fra la protezione delle informazioni e la libertà di accesso che consente di migliorare i contenuti. Potrebbero esservi presto dei contenuti “stabili”, ossia pagine che non saranno più modificabili perché sono qualitativamente indiscutibili.

Uno dei casi di vandalismo più recente è stato forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo l’elezione del nuovo Papa, un utente ha rimpiazzato la foto di Benedetto XVI con quella dell’imperatore di Guerre Stellari (senza offesa, ma la somiglianza è in effetti “notevole… veramente notevole”). La pagina è rimasta in queste condizioni soltanto per un minuto, ma il rischio per la reputazione di affidabilità conquistata sul campo dalla Wikipedia è troppo alto.

Secondo Wales, potrebbe esserci una sorta di “commissione” che deciderà quali pagine “congelare”. Finisce così piuttosto tristemente un esperimento che ha sicuramente rivoluzionato il modo di produrre conoscenza: la prima enciclopedia scritta “dal basso”, senza controllo editoriale dall’alto, non scompare, ma non sarà più la stessa. Peccato.

Su Slashdot trovate maggiori info e una discussione degli eventi.

[CORREZIONE (6/8/2005): Questa notizia è stata poi smentita da Wikipedia: Jimmy Wales ha pubblicato una nota secondo la quale ci sarebbe stato un errore di ritraduzione (lui parlava in inglese a giornalisti tedeschi, che hanno tradotto in tedesco, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese. Strada facendo, s’è perso il senso di quello che diceva Wales: non c’è alcuna intenzione di togliere la libertà universale di modifica alla Wikipedia, ma più semplicemente si sta pensando di affiancare alla Wikipedia “tradizionale”, costantemente modificata e in evoluzione, una Wikipedia “stabile”. Tutto è come prima, insomma. Ringrazio i lettori che hanno segnalato la smentita]

S5: usare una pagina Web al posto di Powerpoint

Eric Meyer, il mago delle pagine Web che mi ha ispirato per la mia piccola dimostrazione di come Internet Explorer rovina gli standard del Web, ne ha fatta un’altra delle sue: ha creato S5: un sistema per usare le pagine Web per creare presentazioni, nel pieno rispetto degli standard.

Per vedere quanto è efficace il suo sistema (gratuito, facilmente personalizzabile e liberamente utilizzabile, oltre che compatibile con qualsiasi browser decente e recente), seguite la sua presentazione, che potete anche scaricare. E’ tutto puro HTML, con CSS e una spruzzatina di Javascript.

Certo mancano le transizioni animate, ma c’è anche chi osserva che le transizioni di questo genere sono troppo spesso orpelli che distraggono dalla carenza dei contenuti di certe presentazioni.

Premendo la barra spaziatrice, si passa da una “slide” all’altra, e si possono usare Invio, i tasti freccia e il mouse per passare da una “slide” a una qualsiasi altra, anche fuori sequenza se usate il menu cliccabile che compare mettendo il mouse nell’angolo inferiore destro. Impressionante.

Mappe Microsoft, nuova figuraccia

Microsoft ha da poco introdotto MSN Virtual Earth, la sua risposta a Google Maps: un database consultabile via Web che mostra mappe e foto satellitari di gran parte del mondo, ingrandibili quasi a piacimento.

Il problema è che Microsoft ha usato immagini a dir poco imbarazzanti per la loro obsolescenza. Tralasciando le paranoie complottiste per cui zio Bill censura l’Area 51 e Google no (Area 51 secondo MSN e secondo Google), le cose si fanno interessanti, e offrono spunti per dimostrare quanto sia alto il potenziale di censura o di manipolazione insito in questi servizi se non vi sono opportuni controlli e non c’è la concorrenza, quando si nota che stranamente in MSN non c’è traccia della sede della Apple, mostrata come un campo non edificato (la sede Apple secondo MSN e secondo Google).

Peggio ancora, sembra che Microsoft abbia volutamente disegnato una mela scontenta vicino alla propria sede, come segnalato da The Register:

http://www.theregister.co.uk/2005/07/27/apple_logo_appears_in_park/

O è un ennesimo caso di pareidolia?

Sia come sia, MSN Virtual Earth ha immagini decisamente imbarazzanti, dovute (come presumibilmente le precedenti) al fatto che ha acquistato un archivio di immagini molto vecchio. I soliti taccagni. Infatti a New York, secondo MSN, le torri gemelle del World Trade Center sono ancora in piedi (ecco il WTC di MSN e il WTC (o meglio, il cantiere) secondo Google).