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Apple prenota processori PowerPC fino al 2008

L’annunciato passaggio di Apple ai processori Intel, che ha fatto così tanto rumore nei mesi scorsi, non sembra destinato ad essere così repentino come dichiarato inizialmente.

Secondo EETimes, infatti, Apple ha stretto un accordo con la Freescale Semiconductor per la fornitura di processori PowerPC fino al 2008. La fonte è un documento inviato da Apple alla U.S. Securities and Exchange Commission.

Secondo il documento, Freescale è tenuta a fornire processori PowerPC ad Apple, ma Apple non ha l’obbligo di acquistarli salvo che per le attività produzione in corso al momento dell’accordo; quindi può darsi che sia semplicemente una mossa di prudenza per coprirsi le spalle qualora la migrazione a Intel non andasse liscia. Tuttavia contrasta con la dichiarazione precedente di Apple secondo la quale i processori Intel avrebbero “permeato l’intera gamma di prodotti Macintosh entro la fine del 2007”.

Già si era capito che la transizione sarebbe durata anni e che quindi non ci sarebbe stata un’improvvisa carenza di software (c’è un parco macchine di decine di milioni di unità basate su processori PowerPC da soddisfare), ma questo dettaglio dovrebbe tranquillizzare chi temeva di acquistare oggi un computer Apple e trovarsi con un computer subito obsoleto.

I canali della BBC saranno trasmessi anche via Internet

La BBC ha confermato che tutto il contenuto dei propri canali televisivi sarà offerto anche via Internet. L’iniziativa, denominata MyBBCPlayer, consentirà ai telespettatori di scaricarsi legalmente sette giorni di programmazione a partire dal 2006.

Il canale televisivo BBC One o BBC Two sarà anche ritrasmesso in tempo reale via Internet, e il MyBBCPlayer consentirà anche di accedere agli archivi audio e video dei programmi della rinomata emittente nazionale. Tramite il sito della BBC sarà anche possibile acquistare programmi e brani musicali di cui la BBC detiene i diritti.

L’idea è stata stimolata dalla diffusione anticipata su Internet, nei circuiti di scambio non autorizzati, della prima puntata della serie fantascientifica Doctor Who (e poi dicono che la pirateria fa male).

Il canale trasmesso in tempo reale sarà accessibile soltanto agli utenti del Regno Unito (ma immagino già le orde di proxy non ufficiali per ridiffonderlo all’estero). Già ora alcuni programmi della BBC vengono pubblicati su Internet prima ancora di andare in onda.

Speriamo che mamma Rai segua l’esempio.

[IxT] Altra falla critica in Internet Explorer grazie ad ActiveX

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “grami”, “stefanocob****” e “a.villa”.

Visto che gli eventi dei giorni scorsi hanno dimostrato che ormai il tempo che passa fra l’annuncio di una falla informatica e l’attacco che la sfrutta è sempre più breve, c’è notevole preoccupazione per una falla di Internet Explorer annunciata dal CERT il 18 agosto scorso.

La falla consente di creare un sito ostile che, se visitato con Internet Explorer in condizioni abbastanza comuni, consente di prendere il controllo del computer del visitatore. Il CERT dice che sono già in circolazione le istruzioni e il codice per creare pagine ostili di questo tipo.

Tutto ruota intorno a un componente di Windows, la Microsoft DDS Library Shape Control COM object (msdds.dll). Questo componente non è normalmente installato in Windows, ma vi viene aggiunto da vari prodotti Microsoft, come alcune versioni di Office (XP e Pro 2003) e di Visual Studio .NET.

Per il momento non è disponibile un aggiornamento di sicurezza, ma Microsoft ha pubblicato una pagina informativa che indica in dettaglio quali versioni di Office e Visual Studio .Net possono installare il componente vulnerabile.

Per sapere se siete vulnerabili, il SANS Institute consiglia di cercare se avete installato nel vostro Windows un file di nome “msdds.dll” nella directory Program Files\Common Files\MicrosoftShared\MSDesigners7 (le versioni italiane di Windows hanno “Programmi” al posto di “Program files” e “File comuni” al posto di “Common Files”). Le versioni vulnerabili di “msdds.dll” sono la 7.0.9064.9112 e la 7.0.9446.0; le successive non hanno questa falla.

Se non avete questo file, non siete vulnerabili a questa magagna.

Se l’avete e volete turare la falla, potete disattivare Active X, smettere di usare Internet Explorer per navigare in Rete (sostituendolo per esempio con Opera o Firefox) e/o disattivare il componente “msdds.dll” seguendo le istruzioni pubblicate da zio Bill nella succitata pagina informativa. Alcuni antivirus, inoltre, potrebbero già rilevare eventuali pagine contenenti il codice molto specifico che attiva questa vulnerabilità. Il codice, fra l’altro, è una vecchia conoscenza, essendo basato sui CLSID che avevo descritto a suo tempo.

Ancora una volta, ActiveX e Internet Explorer si trovano al centro di una falla, confermando la validità di usare browser alternativi e di non usare ActiveX. Fra l’altro, questa vulnerabilità ricorda un po’ due bufale di qualche tempo fa, quelle che chiedevano di controllare se avevate nel vostro Windows il file JDBGMGR.EXE (quello con l’icona dell’orsacchiotto) o il file SULFNBK.EXE, segnalati come pericolosissimi ma in realtà innocui componenti standard del sistema operativo Microsoft. Stavolta, invece, l’allarme è autentico e il componente non è standard, ma è pericoloso sul serio.

Ringrazio lopo e asepty per le correzioni fornite.

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(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

[IxT] Mac OS X per Intel gira anche sui comuni PC

[IxT] Mac OS X per Intel gira anche sui comuni PC

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “capornia”, “mariobor” e “roger62”.

Come anticipato alcuni giorni fa, alcuni smanettoni sono riusciti ad aggirare la protezione della versione Intel di Mac OS X, facendo funzionare il sistema operativo di Apple anche su comuni PC portatili e fissi.

Per chi si fosse perso qualche puntata, a giugno 2005 Apple ha annunciato che tutti i suoi computer abbandoneranno i processori Power PC in favore dei processori Intel, simili a quelli presenti nei comuni PC sui quali girano Windows e Linux. Apple ha anche messo a disposizione degli sviluppatori di software dei computer Mac dotati di processori Intel e di Mac OS X in versione compilata per questi processori. I Mac Intel sono dotati di un controverso chip di protezione che impedisce di far girare Mac OS X su computer non-Apple. O meglio, lo impediva.

Infatti sono numerosissimi i siti che hanno pubblicato istruzioni su come installare Mac OS X per Intel su computer generici. Alcune soluzioni usano VMWare, altre installano direttamente ricorrendo a varie acrobazie: fatto sta che installare si può, e Mac OS X sui PC generici, quando funziona, è molto, molto veloce e scattante, anche rispetto ai Mac veri e propri.

Vista l’incredulità di molti, gli smanettoni hanno anche pubblicato dei filmati e delle fotografie in cui mostrano Mac OS X che gira allegramente su laptop e desktop generici. Io ho fatto in tempo a vederne un paio prima che arrivassero gli avvocati di Apple con l’ordine di rimuoverli. Qualche sito, però, è ancora aperto e offre informazioni in abbondanza.

Gli avvocati sono scesi in campo (senza fretta, forse in modo da dare il tempo di diffondere la notizia e far parlare del prodotto) perché l’intera operazione è altamente illegale. Innanzi tutto, Mac OS X per Intel è disponibile legalmente soltanto agli sviluppatori che firmano un accordo di riservatezza e si impegnano a non distribuire il sistema operativo. Ma Mac OS X è stato immesso in Rete da qualcuno di questi sviluppatori ed è ora facilmente reperibile nei circuiti di scambio (ovviamente a scrocco e in violazione della licenza e delle leggi sul software). In secondo luogo, far girare Mac OS X pirata su un PC è un’ulteriore violazione della licenza Apple.

Di conseguenza, usare Mac OS X su un PC non-Apple sarà anche tecnicamente possibile, ma è altamente sconsigliabile, e non soltanto per ragioni legali.

Infatti il Mac OS X fornito agli sviluppatori non è necessariamente uguale a quello che verrà fornito commercialmente al lancio dei Mac Intel, per cui tutta la fatica fatta per aggirare la protezione potrebbe rivelarsi vana.

Inoltre, parte della stabilità di Mac OS X deriva dal fatto che gira su hardware molto specifico e standardizzato, senza dover supportare componenti di infinite marche e sottomarche come avviene nel mondo Windows e Linux, con tutte le ben note conseguenze in termini di crash e malfunzionamenti. E mancano anche i driver per molti di questi componenti (anche se c’è chi li sta scrivendo), per cui è possibile trovarsi con un PC incompatibile con Mac OS X nonostante le fatiche fatte.

Di conseguenza, dubito che questa scoperta ridurrà significativamente le vendite di hardware Apple, anche se avrà un ottimo ritorno pubblicitario. Infatti la principale ragione per cui si sceglie Apple rispetto a Windows o Linux è che si spende di più per tribolare di meno: installare Mac OS X su un PC generico significa invece tribolare non poco per riuscirci e poi dover pregare che tutto funzioni, che non salti fuori qualche magagna di compatibilità e che il prossimo aggiornamento del sistema operativo non rovini tutto. Ha senso, insomma, soltanto a titolo dimostrativo, come sfida tecnica e per confermare, ancora una volta, che nessuna protezione tecnologica dura a lungo.

E’ altrettanto improbabile che Apple si metta a vendere OS X per Intel da solo, senza abbinarlo a un computer. A differenza di Windows, che vive praticamente di solo software e lascia ad altri l’hardware, Apple mantiene strettamente il controllo della produzione e delle specifiche tecniche dei Mac (costruiti da terzi, ma sempre sotto il suo controllo) e dipende dalle vendite del proprio hardware per buona parte dei propri profitti. Non avrebbe senso vendere il sistema operativo in modo che qualcuno lo installi su un PC generico (a meno che serva per aumentare il numero complessivo di utenti Mac OS e quindi acquisire mercato a lungo termine), e ci sarebbe il problema di dover fornire il supporto tecnico per dell’hardware molto eterogeneo e sul quale Apple non avrebbe alcun guadagno.

Tutta la faccenda suona molto come un’astuta trovata pubblicitaria: Apple riesce a far parlare di sé e del proprio sistema operativo, facendolo sembrare così desiderabile che gli smanettoni si fanno in quattro pur di poterlo usare. Bella mossa.

Ciao da Paolo.

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Attivissimo.net e .info inaccessibili, lo so

Il server che ospita http://www.attivissimo.net e http://www.attivissimo.info non sta rispondendo perché sovraccaricato dalle vostre visite, e le immagini del DVD pirata di Guerre Stellari sono ospitate presso quel server, per cui per il momento sono inaccessibili.

Sto lavorando per sistemare il problema.

Chiedo scusa per l’inconveniente!

Aggiornamento (17:35): problema sistemato.

[IxT] Allarme virus, attenti se usate Windows 2000

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “danielepaz****”, “virtual71” e “paoloarri****”.

C’è un allarme notevole per una nuova ondata di almeno nove virus, variamente denominati W32/Tpbot, Zotob, Rbot, Dogbot, ExpPNP, Sdbot, Tilebot e Esbot più le relative varianti, che stanno attaccando pressoché simultaneamente i computer sui quali è installato Windows, in particolare Windows 2000, privo di alcuni aggiornamenti recentemente rilasciati. Uno dei sintomi è il continuo riavvio dei PC.

Non è il caso di parlare di epidemia, perlomeno non ai livelli dei grandi attacchi virali del passato, ma i danni sono comunque notevoli. Risultano colpiti principalmente i PC delle aziende, dove Windows 2000 è ancora diffusissimo: hanno subito danni la CNN, la ABC, la Kraft, la DaimlerChrysler e il New York Times, secondo The Inquirer. La BBC, invece, segnala danni anche alla Caterpillar e al Financial Times.

L’attacco virale sfrutta una falla di Windows 2000 che Microsoft ha definito “critica” e per la quale zio Bill ha pubblicato la correzione (“patch”) circa una settimana fa (il 9 agosto, per la precisione), contrassegnandola con il riferimento MS05-039.

Secondo il bollettino Microsoft, sono a rischio (ma in forma minore) anche i PC con Windows XP, inclusi quelli aggiornati al Service Pack 2, mentre non sono in pericolo gli utenti dei vecchi Windows 98, Windows 98 SE, e Windows ME (meraviglie del progresso).

Microsoft ha anche una pagina di dettagli tecnici.

La falla è specifica per Windows e non ha effetto sui computer che usano altri sistemi operativi, come Linux e Mac OS X.

Il rimedio preventivo, se non siete già infetti, è scaricare e installare subito gli aggiornamenti che Microsoft ha già predisposto e che sono disponibili tramite la funzione Windows Update di Windows. Inoltre, siccome praticamente tutti gli antivirus sono già in grado di riconoscere i virus/worm che sfruttano questa falla, è estremamente importante scaricare e installare anche gli aggiornamenti del vostro antivirus. Ce l’avete, vero?

Se siete già infetti, potete tentare con l’antivirus che già avete (dopo averlo aggiornato) oppure usare uno degli strumenti di rimozione già predisposti da alcune società antivirali, come Symantec.

Microsoft ha predisposto anche una pagina di istruzioni su come rimuovere manualmente alcuni dei virus che sfruttano la falla.

Il metodo di attacco è vario: alcuni di questi virus arrivano come allegati; altri non richiedono che apriate allegati, ma penetrano direttamente tramite la condivisione delle risorse di Windows, se non è configurata correttamente, senza che dobbiate fare nulla (e in questo caso sono più propriamente denominati “worm”).

Purtroppo, come al solito, molti non hanno installato gli aggiornamenti di sicurezza e i vandali hanno approfittato della loro distrazione, seguendo un copione d’attacco sempre più frequente: colpire il più presto possibile dopo la pubblicazione della patch, in modo da “bucare” i ritardatari e i distratti.

Ciao da Paolo.

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[IxT] Allerta Phishing: oggi tocca alla Cassa di Risparmio di Rimini

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “hel38b”, “web.ceccacci” e “pandamiro”.

Oggi volevo parlarvi della notizia che è stato trovato il modo di aggirare la protezione di Apple sul proprio sistema operativo Mac OS X e farlo girare quindi su un normale PC, cosa che avrà conseguenze piuttosto vivaci, ma devo rinviare per via di un nuovo tentativo di phishing.

Stavolta nel mirino ci sono gli utenti della Cassa di Risparmio di Rimini. Sono state inviate migliaia di messaggi, apparentemente provenienti dal servizio clienti della Cassa, che in un italiano un po’ stentato invitano a visitare un sito che sembra essere quello della Cassa ma è in realtà un suo clone-trappola: anzi, uno di una serie.

E’ interessante l’espediente psicologico di spacciarsi per un nuovo sistema di controllo anti-phishing:

“Ci interessiamo molto per la sicurezza dei nostri clienti, perche costantemente elaboriamo nuovi dati e protezioni. Di recente le prove non autorizzate per prelevare i soldi dal conto bancario diventano regolari…. In questo momento sviluppiamo un sistema di sicurezza per l’accesso elettronico del conto bancario, pronto per l’adempimento.”

A questo si aggiunge la pressione psicologica della minaccia di blocco del conto:

“Il sistema Segue il a.m. criterio e in certi condizioni chiede la domanda segreta in oltre il conto corrente e l’operazione corrente si bloccano finchÈ non si accertano i particolari di pagamento. La invitiamo a riempire la forma supplementare di autorizzazione, necessario per l’attivazione del sistema.”

Purtroppo la trappola è mal confezionata, perché molti utenti saranno indotti al sospetto da quel terribile “forma supplementare”, che è un calco dell’inglese “form” (“modulo”). O alla Cassa di Rimini regalano le forme di formaggio da riempire?

Un’altra particolarità di questo phishing è che i truffatori hanno allestito più di un sito-trappola e hanno diversificato i messaggi in modo da dirigere le vittime verso varie destinazioni. Quelle che mi sono state segnalate sono:

http://cassarmini.com
http://cassarinini.com
http://cassarimini.com
http://onlinecassarimini.com
http://online-cassarimini.net

Tutti sono già bloccati dalla barra anti-phishing di Netcraft e si trovano a Taiwan.

Inoltre i link non sono mascherati tramite HTML o altri espedienti, ma contano sulla distrazione del destinatario, essendo graficamente simili a quello vero del servizio online della Cassa:

https://online.cassarimini.it/nb/it/index.html

Le raccomandazioni sono le solite già fatte l’altroieri, ma le ripeto per chi è arrivato da poco:

* non fidatevi mai di un invito a cliccare su un link per reimmettere i vostri codici; si tratta sempre di un tentativo di truffa

* quando visitate un sito ad accesso controllato da codici segreti, digitatene il nome a mano, oppure usando i Preferiti (o i Segnalibri o come li chiama il vostro browser)

* fate sapere in giro che esistono truffe di questo genere

* se non immettete i vostri codici nel sito-trappola, siete al sicuro anche se avete ricevuto il messaggio-esca

* i truffatori non vi hanno inviato il messaggio perché sanno che avete un conto presso quell’istituto: più semplicemente, ne hanno mandate migliaia di copie a tutti gli indirizzi che sono riusciti a trovare, sperando di imbattersi anche in qualche correntista.

Colgo l’occasione per rispondere ai vari lettori che mi hanno chiesto come mai scrivo “phishing” col PH: perché si scrive così.

Il termine, infatti, deriva da una storpiatura di “fishing”, ossia “pesca” (non il frutto, ma la cattura di pesci), incrociato con il suffisso prefisso “ph” ormai entrato nell’uso per contraddistinguere alcune attività truffaldine o poco ortodosse fatte via Internet o sulle linee telefoniche, come il “phreaking” (uso anomalo della rete telefonica, per esempio per non pagare o per raggiungere numeri normalmente inaccessibili).

Ciao da Paolo.

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[IxT] Microsoft rinuncia al sistema antipirati; troppo colabrodo

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “grandi.m”, “Beppe61nky” e “Riccardo.Gall***”.

Secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald (sito che richiede registrazione gratuita), il sistema Windows Genuine Advantage, che avrebbe dovuto impedire agli utenti di copie illegali di Windows XP di scaricare gli aggiornamenti del sistema operativo, è tutto da rifare.

WGA esaminava la chiave di licenza di Windows per determinare se si trattava di una copia legale, ma come descritto in una newsletter precedente, aggirare questo controllo richiedeva una sola riga di codice.

In altre parole, il decantato sistema anticopia si è rivelato soltanto una scocciatura in più per gli utenti regolari e non ha fermato la pirateria, ed è l’ennesimo tentativo all’acqua di rose di dare l’impressione che Microsoft sia attiva contro la pirateria, quando sa benissimo che le copie pirata di Windows la aiutano a mantenere il monopolio (essendo facili da piratare, gli utenti le usano e si abituano a conoscere Windows, rendendo meno attraente la migrazione alle alternative).

Un portavoce di Microsoft ha dichiarato che il WGA non era progettato per individuare i pirati o bloccare i tentativi di elusione del controllo. Ma allora di preciso a che serviva? Ah, ecco: “Il suo scopo è aiutare i clienti innocenti a comprendere il pieno valore del software Windows autentico, proteggendo nel contempo gli investimenti fatti dai nostri partner”, ha dichiarato il portavoce.

Quindi, amici che avete seguito tutte le istruzioni e le operazioni richieste dal programma Windows Genuine Advantage per autenticare il vostro software regolarmente pagato, avete fatto tutto per nulla, perché il programma verrà rifatto da capo e intanto i pirati continueranno a poter usare Windows senza alcun problema. Avete ora compreso “il pieno valore del software Windows autentico”?

Ciao da Paolo.

[Grazie a Silver per aver snidato un refuso – avevo scritto “firmato la pirateria”… lapsus freudiano?]
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Rientro Discovery in diretta

Tutti gli orari indicati sono quelli italiani salvo indicazione diversa.
Potete seguire la posizione del Discovery in tempo reale e il canale NASA TV:
— pagina di smistamento
— link diretto per chi usa Real Player (consigliato per utenti Mac e Linux)
— link diretto (non testato) per chi usa Windows Media Player

14.40. NASA TV sta per ritrasmettere le fasi salienti del rientro, riprese anche da altre telecamere. Con questo si conclude la mia piccola “blogocronaca” del ritorno del Discovery. Grazie a tutti, spero che vi siate divertiti quanto me.

14.20. L’equipaggio uscirà dal Discovery fra circa mezz’ora.

14.15. Il consueto convoglio di veicoli per il supporto e l’assistenza post-volo si sta avvicinando al Discovery, fermo sulla pista. L’equipaggio rimane dentro il Discovery e sta ora eseguendo le normali procedure per la messa in sicurezza della navetta.

14.11. Carrello fuori, contatto con il terreno, paracadute fuori, tutti i tre carrelli hanno contattato il suolo, Discovery è a casa.


Credit: NASA.



14.09. Quota: 5 km. Eileen Collins avvista la pista. Il Discovery ha virato per allinearsi con la pista.

14.08. Il Discovery rallenta a meno della velocità del suono e inizia il pilotaggio manuale condiviso fra Collins e Kelly.

14.03. Contatto visivo con la navetta. 5100 km/h, inizia la quarta virata.

14.02. 8200 km/h, 460 km dalla pista. La planata continua come previsto.

14.01. Il comandante Eileen Collins comunica con Houston.

14.00. 14000 km/h, 53 km di quota. Inizia la terza virata, stavolta verso sinistra.

13.56. A 1600 km dalla pista, il Discovery vola a 17 volte la velocità del suono (Mach 17), pari a 18500 km/h.

13.53. 66 km di quota, 23300 km/h, 2300 km alla pista. Inizia la controvirata, verso destra con ali ad un angolo di 75°, la seconda di quattro virate che vengono effettuate per frenare.

13.51. 24700 km/h, quota 70 km. Tutti i sistemi di bordo funzionano correttamente.

13.48. 72km quota, 25900 km/h, 400o km dalla pista.

13.47. 75 km di quota. Inizio della prima virata, verso sinistra. Ali inclinate a 80°. 27,000 km/h; 5600 km dalla pista.

13.44. Sopra il Pacifico, a 90 km di quota, 27.300 km/h; 28 minuti all’atterraggio.

13.40. 115 km di quota, 27.300 km/h di velocità, 7800 km dalla pista.

13.37. 160 km di quota. 9500 km dalla pista di atterraggio.

13.33. 6 minuti al contatto con l’atmosfera, quando il Discovery sarà circondato da un muro d’aria ad altissima temperatura, che lo frenerà.

13.29. Il Discovery è in assetto di rientro corretto, col muso inclinato in su di 40°, e sta sorvolando la Nuova Zelanda.

13.25. L’impatto con l’atmosfera avverrrà fra 15 minuti, sopra le isole Cook, nel Pacifico del Sud. La quota del Discovery è ora 281 km.

13.19. Il Discovery sta ora ruotando per assumere la posizione di rientro “a pancia in avanti”, dopo aver effettuato l’accensione dei motori “in retromarcia” (col naso indietro e i motori avanti). La corretta posizione di rientro è fondamentale per sopravvivere al calore dell’attraversamento dell’atmosfera ad altissima velocità.

13.11. L’accensione dei motori per il rientro è stata completata con successo, tanto da non richiedere correzioni d’assetto. La velocità del Discovery è stata ridotta di circa 300 km/h. Il veicolo si trova ora a circa 354 km di quota. Cadrà per circa mezz’ora prima di incontrare l’atmosfera alle 13.40 circa. L’atterraggio è previsto alle 14.12.

13.10. Il Discovery ha acceso i motori per il rientro. Tutto procede regolarmente.

11.40. Alle 13.06, quando accenderà i motori in caso di rientro, il Discovery sarà sopra il Madagascar. Alle 13.40 circa raggiungerà gli strati superiori dell’atmosfera a una quota di 400.000 piedi (circa 122 km). Effettuerà quattro virate e passerà a nord di Los Angeles, per atterrare a Edwards circa 53 minuti prima del sorgere del sole.

11.22. Se il Discovery atterra a Edwards al primo tentativo, la missione sarà durata 13 giorni, 21 ore, 32 minuti e 48 secondi e si tratterà del cinquantesimo atterraggio di una navetta a Edwards.
Il Capcom Ken Ham, a Houston, sta seguendo con Jim Kelly, pilota del Discovery, la lista dei controlli preliminari al rientro.
L’accensione per il rientro, se viene dato l’OK, durerà 2 minuti e 43 secondi, a partire dalle 13.06 italiane.

11.15. Ecco una mappa della nuova traiettoria prevista per il rientro, se viene dato l’OK per la prima possibilità di atterraggio a Edwards.

11.06. Continua il maltempo instabile in Florida, per cui è annullato il rientro al KSC. Ora ci si concentra sull’opzione di atterraggio in California, a Edwards, dove il meteo è ottimo. In caso di OK per Edwards, l’accensione è prevista per le 13.06, con atterraggio alle 14.12.
Saluto i lettori di Libero che si sono agganciati a questo blog.

10.45. Se viene dato l’OK entro i prossimi minuti, l’accensione dei motori avverrà alle 11.17 e l’impatto con l’atmosfera avverrà alle 12.10 a un’altezza di 75 miglia (120 km).

10.39. Il meteo in Florida va migliorando e c’è ancora notevole speranza di atterraggio all’ora prevista, cinque minuti prima dell’alba locale. L’equipaggio ha ricevuto l’ordine di proseguire con i preparativi per il rientro. Fra 20 minuti ci sarà la decisione finale.

10.15. Fra circa 20 minuti verrà presa la decisione se atterrare o meno al KSC.

9.50. Continua ad essere prevista l’accensione dei motori alle 5.37 EDT (4.37 CDT, 11.37 italiane), sopra l’Oceano Indiano, per il secondo tentativo di atterraggio al KSC, previsto per le 12.43. I motori verranno accesi per 2 minuti e 43 secondi. Il contatto con l’atmosfera avverrà sopra le isole della Polinesia Francese, nell’Oceano Pacifico.

9.40. Il Discovery sta sorvolando l’Europa. Continuano i preparativi per il possibile rientro alle 11.37.

9.05. La prima opzione di rientro al KSC è stata rinviata causa maltempo in Florida. Il Discovery compirà un’altra orbita (circa 90 minuti) intorno alla Terra nella speranza che il maltempo si sposti. Se si sposta, il rientro inizierà con un’accensione dei motori alle 11.37 con atterraggio in Florida alle 12.43; questa è l’opzione preferita. In alternativa, il meteo a Edwards è ottimo e viene quindi considerata l’opzione di un’accensione alle 13.06 con atterraggio alle 14.12 a Edwards.

9.00 Gli astronauti sono sopra l’Oceano Pacifico e stanno bevendo liquidi per prepararsi al rientro (il corpo perde liquidi quando è in assenza di peso ed è opportuno reintegrarli per rendere più facile il riadattamento alle condizioni a terra). Per il momento, tutto è predisposto per l’accensione dei motori alle 10.01, che produrrebbe un atterraggio al Kennedy Space Center alle 11.07.
Sono state allertate le tre basi statunitensi di rientro: il Kennedy Space Center, in Florida (destinazione preferita), la Edwards Air Force Base in California e il White Sands Space nel New Mexico. Ciascuna destinazione ha due possibilità di atterraggio.
Il meteo per il Kennedy Space Center è ancora incerto, con possibili piogge al largo della costa. Edwards ha un meteo accettabile per l’atterraggio, mentre White Sands prevede possibili piogge.
Le altre opzioni di rientro di oggi sono:
— accensione alle 11.33 con atterraggio alle 12.39 a White Sands
— accensione alle 11.37 con atterraggio alle 12.43 al KSC
— accensione alle 13.06 con atterraggio alle 14.12 a Edwards
— accensione alle 13.09 con atterraggio alle 14.13 a White Sands
— accensione alle 14.44 con atterraggio alle 15.47 a Edwards.

Raduno fan di Spazio 1999: Moonbound 5 sul lago di Garda

Alla Moonbound 5 ci saranno Sergio Di Stefano, voce di personaggi come Alan Carter in Spazio 1999 o William T. Riker in Star Trek: The Next Generation e di Christopher Lambert e Kevin Costner, e ci sarà Gianni Garko, che interpretò Tony Cellini nell’episodio di Spazio 1999 “Il dominio del drago”.

Sono stati invitati anche Roy Dotrice (il commissario Simmonds in due episodi della prima serie di Spazio 1999) e Anton Phillips (il dottor Mathias in Spazio 1999), e Pierfilippo Siena, caporedattore di CineVFX, esperto di effetti visivi, scrittore e figlio del compianto regista televisivo Romolo.

Le date sono l’8 e 9 ottobre 2005. Se posso, ci faccio un salto anch’io. Se poi offrono di impiumare chi ha scelto la canzone degli Oliver Onions (erano loro, se non ricordo male) “C’è un mostro che distrugge tutte le astronavi…”, mi precipito! Maggiori info sul sito linkato qui sopra.