Se non puoi batterti, unisciti a loro, dice il proverbio. Vale
nella vita reale come su Internet.
Visto il dilagare della pirateria musicale via Internet, grazie al
formato MP3, a programmi come Audiograbber e ai masterizzatori che
consentono di duplicare interi CD e diffonderli in rete in forma
compressa, e visto che non esiste alcun metodo pratico per frenare il
fenomeno, IBM ha costituito un’alleanza con le maggiori case
discografiche per distribuire musica via Internet in modo legale.
Il Madison Project, questo il nome dell’associazione, è
stato costituito in forma definitiva a fine novembre 1998 da IBM
insieme con Sony, Warner, Emi, Universal e altre case discografiche
più piccole.
Il punto forte di quest’iniziativa è che IBM ha messo a
punto un sistema di distribuzione, catalogazione e fatturazione che
consentirà di ordinare e ricevere via PC un qualsiasi brano
presente negli archivi o addirittura di riceverlo a casa su CD.
Le case discografiche sono interessatissime perché Internet
consentirebbe loro di scavalcare tutti gli intermediari (cui va gran
parte di quelle 35-40.000 lire che sono il prezzo di vendita al
pubblico di un CD recente) e raggiungere mercati altrimenti
inaccessibili (ad esempio, quanti italiani in America non hanno
accesso alla musica italiana? Tower Records a New York vende
qualcosina di Eros Ramazzotti e Sanremo, ma il resto è
nebbia).
Il primo esperimento pilota avverrà all’inizio dell’anno
prossimo, e staremo a vedere: io personalmente ho qualche riserva,
perché non vedo come si possa impedire a qualcuno di comperare
un brano musicale e poi farne tante belle copie digitali per amici,
parenti e utenti della Rete.
[alcune informazioni tratte dal Sole 24 Ore del 27/11/98, pagina
34]
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.