Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 25/01/2013 sul sito
della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più
disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la
consultazione.
Wayne Dobson vive a Las Vegas. Ma ci vive male, perché la gente lo accusa in
continuazione di rubare telefonini. Da due anni, di giorno e di notte, persone
furibonde (e a volte anche la polizia) bussano alla sua porta di casa
reclamando di riavere il proprio smartphone. Sanno che ce l’ha il signor
Dobson perché il sistema di tracciamento dei telefoni smarriti o rubati
indica, con precisione millimetrica, le coordinate geografiche di casa sua.
Quando il pensionato cinquantanovenne risponde che lui non ha il cellulare di
nessuno, non viene creduto: l’ha detto il computer, deve essere vero. E per
lui non è facile dimostrare di non avere il telefonino in questione. A
dicembre scorso è stato
svegliato
alle due e mezza del mattino da quattro uomini che reclamavano la restituzione
di un telefonino: uno di loro aveva in mano un tablet che indicava la
localizzazione del cellulare puntando sulla casa del pensionato. La cosa è
diventata così grave che Dobson ha dovuto mettere un cartello davanti a casa
che dice “NO LOST CELL PHONES”: qui non ci sono telefonini smarriti. E
prosegue:
“This location gives a false ‘phone locator’ position due to a cell tower
behind this home. Please contact the North Las Vegas Police and file a
report.”
Il problema che affligge il signor Dobson, infatti, è la falsa precisione dei
sistemi di tracciamento. In realtà questi sistemi permettono di sapere dove si
trova un telefonino con una certa approssimazione, in un raggio che varia da
50 a 300 metri, ma i software che gestiscono la localizzazione degli
apparecchi smarriti o rubati indicano erroneamente, e con un’autorevolezza che
in realtà non hanno, un punto preciso all’interno dell’area di
approssimazione: in questo caso, il punto esatto nel quale si trova un’antenna
della rete cellulare, che sta appena dietro la casa dello sfortunato signor
Dobson.
Fonti:
ABC News,
Naked Security,
The Verge.